Se quando c'è un'alluvione o un terremoto ....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

la solidarietà nazionale non interviene....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

... il territorio non è messo in sicurezza e i danni non sono risarciti....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

Come potranno le nostre comunità....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

avere riconosciuti tutti gli altri diritti fondamentali? Difendiamo le terre joniche

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

mercoledì 9 ottobre 2013

Convocata l'assemblea del Comitato TerreJoniche. Niente resterà impunito!



Ci risiamo. Ritorna l'incubo del maltempo e con lui quello delle piogge e delle bombe d'acqua.
A due anni e mezzo dall'esondazione nel Metapontino la situazione rimane critica per lo stato di manutenzione del territorio e quindi pericoloso sopratutto per quelle famiglie che abitano ai piani bassi e per le aziende agricole.
Quasi ridicolo a pensarci per le mille battaglie che il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche ha condiviso e portato avanti in tutti questi mesi.
Ci auguravamo che la lezione fosse servita da monito e invece nulla.
L'otto ottobre 2013 si è parata dinanzi un'apocalisse.
Uno scenario che non avremmo voluto riproporre ma che stamattina ci lascia ammutoliti e tristi contando i dispersi, le vittime e il danno alle attività economiche e private.
Nonostante come ha sottolineato Gianni Fabbris, portavoce del Comitato, "Quello che è accaduto in queste ore nelle campagne del metapontino a cavallo fra puglia e basilicata è stato completamente diverso dall'esondazione del 2011, determinata soprattutto da un'ondata di piena che portava l'acqua da monte (dove aveva molto piovuto riempendo le dighe) verso valle, dove una serie di concause (ponte sulla Jonica, canali orstuiti, pompe che non funzionavano, scirocco che ributtava l'acqua nei fiumi) determinò un effetto terribile, e ci siamo trovati di fronte ad una pioggia continua e localizzata nel tratto verso la foce, i danni provocati sono ingenti, soprattutto nei centro storici e nelle strade."
Sono cadute in 6 ore 180 mm di acqua tanto quanto ci si aspetta in sei mesi e il dissesto idrogeologico è emerso in tutta la sua gravità rilevando la nostra vulnerabilità.
Comuni di Montalbano, Montescaglioso, Nova Siri, Pisticci Policoro, Pomarico, Scanzano jonico, Tursi e Bernalda in ginocchio. Il parco archeologico di Metaponto nuovamente allagato. Ponti distrutti. Stazioni prive di qualsiasi collegamento.
Le aziende dei nostri agricoltori che si stavano lentamente rimettendo in piedi nuovamente in ginocchio.
Lo avevamo già annunciato nell'Alluvione Tour del 09 novembre del 2011 (apri link) che se non si fosse messo n sicurezza il territorio avremmo pianto i nostri morti.
Oggi è il tempo del lutto, del soccorso e della solidarietà e quello della conta dei danni
 

VENERDI 11 Ottobre è il tempo della risposta: 
MAIPIU IMPUNITI PER UN DISASTRO FIN TROPPO ANNUNCIATO 

ore 17 Motel San Marco, Strada statale 175 di collegamento fra Metaponto e Matera, il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche chiama all'assemblea le popolazioni e le istituzioni dei paesi colpiti di Puglia e Basilicata dal più annunciato dei disastri.
Mai più resterà impunita la responsabilità di chi non ha voluto capire e non ha voluto vedere.
Tutte e tutti di nuovo insieme e uniti per organizzare la più forte ed efficace risposta per difendere diritti e dignità dei cittadini, delle comunità, del territorio e delle istituzioni.
Vi aspettiamo

martedì 8 ottobre 2013

Alluvione Ginosa, intervento del Corpo Forestale

Pubblicato su Meteoweb (leggi articolo originale)

L’esondazione del fiume Bradano, come due anni fa, ha provocato una valanga di fango e detriti che si sono spostati verso valle fino alla costa trascinando con sé cose e persone. Già nella tarda serata di ieri il personale del Corpo forestale dello Stato del Comando Provinciale di Taranto e dei Comandi stazione del territorio , è intervenuto sotto allerta dalla Prefettura. Le condizioni atmosferiche particolarmente proibitive ed il terreno accidentato hanno complicato le ricerche e questa mattina è stata ritrovata l’auto e il corpo della giovane conducente, a più di 3 km dal centro della città di Ginosa, dove era scomparso il mezzo. Continuano con difficoltà le ricerche coordinate dalla Protezione civile degli altri tre dispersi che, presumibilmente, da quanto è stato rilevato dagli elicotteri, potrebbero essere nascosti dal fango e dai detriti che sono scesi a valle. Come accaduto due anni fa sono rimasti coinvolti gli allevamenti della zona e sono varie le carcasse di cavalli e cani che ingombrano la Gravina di Ginosa. Una stima dei danni sarà possibile solo dopo il rastrellamento dei detriti e del fango che nasconde i terreni e che durerà presumibilmente diversi giorni considerata la vasta estensione dell’area della ricerca.

Alluvione Metapontino. Le reazioni del mondo lucano

Pubblicato su Sassiland (leggi articolo originale)

Colpita gravemente la produzione agricola dell'arco jonico MATERA E PROVINCIAMALTEMPO: FENEAL-UIL, GLI EDILI SONO STANCHI DI “INCROCIARE LE DITA”

“Siamo alle solite: con la pioggia, sia pure riconoscendo in questa occasione il carattere d’eccezionalità,  il Metapontino frana e si allaga, come è già tragicamente accaduto con l’alluvione del marzo 2011 di cui sono visibili ancora le ferite. E' la sola certezza in tempi nei quali domina l'indeterminatezza. Ma l'unica politica di cui sembra capace la classe dirigente nazionale è quella di incrociare le dita. Sembra davvero poco ed è già questo un clamoroso fallimento al quale va detto basta. Basta con l'impotenza, basta con i richiami alla fatalità". Lo ha dichiarato Domenico Palmasegretario regionale Feneal Uil.

“Il nostro – aggiunge – sembra un grido nel deserto: serve un piano nazionale e pluriennale di risistemazione del territorio  e va dotato di risorse vere. La Feneal Uil lo sostiene da tempo ma ora sembra davvero giunto il momento di decidere e di tornare a progettare interventi seri, altrimenti saremo costretti come sempre a rincorrere le emergenze.
Il piano straordinario di manutenzione del territorio che abbiamo proposto – continua Palma – si basa essenzialmente su nuove tecnologie moderne di lavori pubblici e apre il fronte occupazionale anche a nuove figure professionali di cui i nostri cantieri hanno assoluto bisogno, costruendo un sistema di cooperazione tra pubbliche amministrazioni, imprese, università, centri di ricerca e scuole di alta formazione. Come sindacato dei lavoratori edili siamo convinti che è necessaria una particolare attenzione da parte delle Pubbliche Amministrazioni come di progettisti e tecnici incaricati per i lavori che dovranno essere eseguiti a breve, medio e lungo termine sulla viabilità e per la manutenzione dei fiumi che non può ridursi al Progetto Vie Blu. Le immagini del disastro di queste ore nel Metapontino come quelle che abbiamo ancora in mente del “viadotto Calciano 2“ sulla Basentana spezzato in due ci danno la carica per tornare a chiedere interventi adeguati a breve e lungo termine. E’ una questione di vitale importanza per le nostre popolazioni che richiede ai partiti, senza alcuna eccezione, di deporre le “armi” dei conflitti interni pre-elettorali e di dare risposte efficaci e non più improntate solo all’emergenza”.

Nota del Consigliere Regionale Leonardo Giordano
Facendo seguito al precedente comunicato sugli eventi registratisi a seguito del maltempo e delle incessanti e forti precipitazioni del 7 ottobre, il Consigliere Regionale Leonardo Giordano (PDL) ha aggiunto: <<Un’emittente privata ha meritoriamente messo in onda le immagini dolorose e tremende del disastro causato dalle piogge del 7 ottobre in agro di Scanzano Jonico, la cui gravità  tranquillamente potrebbe essere estesa  a tutto il metapontino. La questione richiede un intervento straordinario ed urgente della Regione Basilicata. Sarebbe il caso di convocare in via del tutto straordinaria ed urgente il Consiglio Regionale per approntare un pacchetto di provvedimenti e risorse finalizzate almeno a superare l’emergenza. A tal fine ho già inoltrato formale richiesta di convocazione al Presidente del Consiglio e al Presidente della Giunta Regionale. Questa emergenza ha priorità assoluta; si deve effettuare una ricognizione delle risorse finalizzate a provvedimenti meno urgenti e riprogrammarle per questa emergenza che rischia di mettere in ginocchio aziende e popolazioni del meta pontino e della fascia jonica.>>.

NAPOLI (PDL), TROPPI SOLDI SPESI NON MITIGANO GLI EFFETTI DELLA PIOGGIA SIA PURE ECCEZIONALE
“Nella cosiddetta conferenza stampa di bilancio della fine anticipata di  legislatura da parte del Dipartimento Infrastrutture nella scheda diffusa è stato sostenuto che “molto è stato fatto per arginare le frane e le erosioni”. Evidentemente, dopo l’ennesima calamità naturale che ha colpito il Metapontino ed ha spezzato in due la regione nei collegamenti viari e ferroviari, provocando vittime e danni ingenti in un vasto territorio a cavallo del tarantino-materano, con conseguenze che potevano essere ancora più nefaste, bisogna riconoscere che non è stato fatto abbastanza e che anche per la difesa del suolo la spesa a pioggia ha seguito parallelamente l’andamento stagionale della pioggia che ha sgretolato interi territori” . E’ il commento del capogruppo Pdl in Consiglio Regionale Michele Napoli. “Bisogna interrogarsi su cosa non ha funzionato perché – aggiunge –non mette la coscienza a posto aver registrato, burocraticamente, l’avvio di 85 interventi in altrettanti comuni lucani in attuazione di un Piano da 27 milioni di euro, predisposto d’intesa con il ministero dell’Ambiente, a cui aggiungere  una serie di interventi in 123 Comuni (ovvero il 94 per cento del totale) classificati “a rischio” frane e alluvioni. E’ vero – afferma Napoli – il fenomeno metereologico delle ultime ore è stato eccezionale al punto da registrare sino a 200 mm di pioggia in poche ore. La questione è un’altra: di fronte a calamità naturali che si ripetono, purtroppo, con cadenza periodica, solo un piano straordinario di difesa del suolo che tenga dentro anche il superamento delle carenze manifestate anche in questa occasione dal Consorzio di Bonifica Bradano-Metaponto, come accade per gli altri Consorzi impossibilitati persino a pulire le canalette, vale a dire azioni semplici ed efficaci di prevenzione, può mitigare gli effetti disastrosi di piogge torrenziali ed alluvioni. E allora mettendo insieme tutti i soldi spesi in mille rivoli, tra Vie Blu, programmi di forestazione-rimboschimento, difesa da frane e smottamenti, si può iniziare a svoltare nell’attività di assetto idrogeologico”.

Nota di Marcello Pittella
“L’incessante pioggia che ha causato allagamenti in molte abitazioni della zona, il crollo di un ponte nel Comune di Bernalda e impedito il traffico in alcuni tratti sulla statale jonica e sulla Basentana – ha aggiunto Pittella - hanno messo a dura prova intere comunità di un territorio che rappresenta il cuore produttivo del settore agricolo e turistico della regione. Dopo i sopralluoghi fatti questa mattina da parte dei referenti istituzionali preposti, sono state avviate le procedure per chiedere lo stato di calamità. So, inoltre, che la situazione è in costante monitoraggio da parte della Sala Operativa Regionale della Protezione Civile, della Prefettura di Matera, dell’ANAS e dei Consorzi di Bonifica. Encomiabile è stato il lavoro di forze dell’ordine e volontari di protezione civile che fin da subito hanno avviato la macchina dei soccorsi e si sono mobilitate sui territori per far fronte alle prime richieste di aiuto. Le istituzioni sapranno sostenere ed essere vicine in ogni modo alle comunità coinvolte”.

EMERGENZA METAPONTINO: ASS. BENEDETTO, DECISO PRIMO FONDO DI 3 MILIONI DI EURO
Il Dipartimento Agricoltura della Regione è impegnato a monitorare la grave situazione che si è verificata nel Metapontino a causa dell’eccezionale fenomeno metereologico della serata di ieri.
L’assessore, dalla serata di ieri, è stato presente nei luoghi, in particolare nei territori e nelle contrade rurali del Metapontino, più colpiti dalle piogge , con particolare attenzione ai problemi di incolumità delle famiglie che risiedono nelle aziende agricole e zootecniche.
Alle prime ore di oggi, l’assessore Benedetto ha presieduto in Regione una riunione con il direttore generale del Dipartimento  e l’Autorità di Gestione del Programma Psr 2007-2013 allo scopo di individuare un primo canale finanziario per affrontare l’emergenza.
In attesa della delimitazione delle aree colpite e della conseguente mappatura dei danni, è stato deciso di rendere disponibili 3 milioni di euro del Psr Asse I, derivanti da economie provenienti dal Programma Psr, da inserire nelle misure che riguardano il ripristino di attività produttive delle aziende e la straordinaria sistemazione di infrastrutture territoriali.
Per l’assessore Benedetto “l’iniziativa rappresenta un primo segnale di vicinanza agli agricoltori  colpiti, nella consapevolezza della complessità delle questioni esistenti strettamente intrecciate alla manutenzione del territorio e delle strutture consortili al servizio delle aziende e che – evidenzia – necessita di altre adeguate misure e soprattutto di finanziamenti ben più consistenti”.

Metapontino, Ugl: è emergenza.
"Allarme meteo nel Metapontino, operazioni di soccorso complicate visto il numero elevatissimo di chiamate al 115 da tutto il comprensorio e le difficoltà oggettive a raggiungere i luoghi, molte le strade rese impercorribili, l'acqua è entrata in alcune abitazioni, i canali ostruiti non hanno agevolato il deflusso. E’ necessario ribadire con forte determinazione l'emergenza che i cittadini e soprattutto gli agricoltori stanno affrontando in queste ore".
E’ quanto dichiarano i segretari dell’Ugl Basilicata, Giovanni Tancredi, Luigi D’Amico e Pino Giordano per i quali, “a marzo 2011 già una terribile alluvione ha fatto lezione all’accaduto di oggi. Ora è ancora più drammatica con una vittima, una violenta scarica d’acqua che ha messo definitivamente in ginocchio l'economia agricola del territorio, già bisognosa di aiuti economici a causa di questioni fiscali e di tante altre innumerevoli calamità naturali del passato. E’ il colpo di grazia per i nostri agricoltori che avrebbero, fra qualche settimana, raccolto i frutti del lavoro di un anno intero per poter incassare gli introiti utili a vivere nei prossimi mesi.  L'emergenza, infatti, - precisano i segretari Ugl - è proprio questa, e cioè, la difficoltà di migliaia di famiglie di poter tirare avanti senza alcun reddito. La situazione è assimilabile a un terremoto: la gente si ritrova senza abitazione, così come gli agricoltori si ritrovano senza risorse per poter sopravvivere. Da qui l'esigenza – continuano Tancredi, Giordano e D’Amico - di un intervento immediato da parte della Regione Basilicata a sostegno delle famiglie danneggiate dall'eccezionale evento. L’Amministrazione regionale non è più in grado di garantire il livello di manutenzione minimo per evitare, o ridurre, i disagi e i pericoli determinati dalle piogge torrenziali. La situazione che si è venuta a creare durante l’ultimo violento temporale ha paralizzato, per l’incuria degli amministratori , un’intera provincia, non è più accettabile. I disagi maggiori sono stati registrati nelle aree basse e, in particolare, nell’area del Metapontino. L’otturazione dei punti di scarico delle acque piovane ha determinato veri e propri allagamenti che, hanno determinato anche situazioni di pericolo per gli automobilisti, intrappolati nelle auto”. A parere dell’Ugl “le responsabilità maggiori da attribuire alla Regione sono individuabili nell’incapacità di gestire e prevenire situazioni d’emergenza che si ripetono puntualmente. La mancanza di manutenzione agli scarichi delle acque e, per quanto riguarda l’aree gestite dal Consorzio di Bonifica, l’insufficiente sistema di deflusso, atteso che quelle zone sono punto dove convogliano naturalmente le acque piovane che scendono dalle zone alte dei paesi, sono totale responsabilità dei nostri amministratori regionali che non hanno saputo programmare interventi per migliorare situazioni pregresse. La politica regionale sbandiera quotidianamente i problemi che  vive a causa del debito storico accumulato, pienamente responsabilità del centro-sinistra, e tenta quindi di infondere, nei cittadini, la rassegnazione dovuta a cause di forza maggiore. Forse – tuonano D’Amico, Tancredi e Giordano - il messaggio che si vuol far passare è quello di una regione con le mani legate e che non è in grado di affrontare l’ordinario e lo straordinario. Se per esempio gli scarichi delle acque risultano otturati non è colpa della regione visto che non ha a disposizione fondi per pagare gli interventi. I cittadini del Metapontino sono ancora disposti a subire queste situazioni?  Ora la richiesta al Governo nazionale dello stato di calamità naturale è un atto dovuto, ma richiederà tempi lunghi che gli agricoltori del Metapontino non possono permettersi. C'è bisogno di un intervento straordinario. Prima che ciò avvenga è, però, necessario un atto di responsabilità politica e istituzionale dell'Esecutivo regionale che, pur in attesa delle necessarie iniziative del Governo nazionale, dovrebbe immediatamente adottare provvedimenti tesi a garantire ai cittadini e alle aziende agricole danneggiate le condizioni minime di sopravvivenza. La vicenda, poi,  speriamo serva a fare in modo che la Giunta regionale si renda finalmente conto che esiste in questo territorio un problema serio da affrontare prima che sia troppo tardi e che riguarda la principale risorsa economica dell'area: l'agricoltura. Non è ammissibile, infatti, che lo stesso sistema infrastrutturale, la viabilità rurale, i canali idrici siano quelli degli anni '50, della cui inadeguatezza ci si accorge solo in situazioni di emergenza come quella di questi giorni.  In queste ore l’Ugl Basilicata sta elaborando, – concludono gli esponenti sindacali - una serie di documenti con l'obiettivo di definire le migliori soluzioni da sottoporre all'attenzione degli organi regionali e nazionali competenti".

COLDIRETTI SU NUBIFRAGIO NEL METAPONTINO

COLPITI GRAVEMENTE MOLTI COMUNI E VASTE AREE DELLA FASCIA JONICA, COME BERNALDA E METAPONTO, MARCONIA, SCANZANO, PISTICCI, POLICORO

Il maltempo torna a colpire duramente il Metapontino, già messo in ginocchio dai problemi della viabilità. Una “bomba d’acqua”, un temporale durato tantissimo, tanto da riversare su una fascia di territorio molto ampia, dalla collina materana prospiciente alla costa fino alle spiagge del metapontino, ben 170 – 200 mm di pioggia. Molti i danni, e per fortuna solo materiali, al momento non calcolabili, sia ai centri abitati che alle aziende agricole, tanto che la Provincia di Matera ha già chiesto lo stato di calamità naturale per le zone colpite.
Tanti gli imprenditori agricoli che, nonostante i problemi nelle proprie aziende, hanno deciso di aiutare i propri concittadini ed i comuni nell’opera di pulizia di garage, scantinati, strade. Nel momento in cui scriviamo la nota i vigili sono ancora al lavoro per le numerose segnalazioni ricevute e la 106 jonica è ancora chiusa al traffico all’altezza della galleria di Scanzano.
La rete del Consorzio di Bonifica ha retto nonostante tutto, tranne alcuni casi di ostruzioni ed allagamenti conseguenti ai campi circostanti.
Epicentro del nubifragio Bernalda e Metaponto. Il Presidente della locale sezione della Coldiretti Giuseppe Abbatepaolo afferma “Non ci sono parole per descrivere i danni causati all’agricoltura, soprattutto nelle frazioni di Spineto e Serramarina. Non solo la rete viaria anche rurale, ma interi campi allagati. Colpite colture come ortaggi e fragole, appena trapiantate, con i relativi impianti, ma anche campi di uva da tavola ancora da raccogliere e agrumeti, allagati e in molti casi imbrattati dalla melma fino ai frutti”.
A Scanzano”, aggiunge il Presidente della Coldiretti sezionale Nunzio Scarnato, “molte persone hanno dormito fuori casa nelle aree più basse dell’abitato cittadino, le strade di accesso ai campi sono impraticabili e molte colture ancora in fase di raccolta, come pomodorini e lattughe, sono andate distrutteI danni si sono verificati soprattutto nel territorio di Lido Torre”.
 “È una emergenza davvero impressionante” ha affermato il Presidente della Coldiretti di Pisticci Franco Vitelli. “La viabilità rurale è quasi tutta immelmata, così come molti scantinati e garage dell’abitato di Marconia. Immelmati anche molti campi dove imprenditori agricoli avevano già messo a dimora colture come lattuga, cavolo, finocchio, ecc.” Stesse considerazioni da parte del Presidente della Coldiretti di Policoro Vincenzo Padula, che aggiunge: “Anche il lavoro fatto per mettere a dimora le fragole è andato perso, dalla pacciamatura agli impianti di irrigazione, e in diversi casi danni si sono avuti anche alle coperture dei tunnel”.
Pasquale Cariello, socio della Cooperativa Agricola zootecnica Fattoria Lucana di Scanzano e Delegato Regionale di Giovani Impresa della Coldiretti di Basilicata ha affermato che “Nonostante i danni causati dal nubifragio alle aziende agricole anche zootecniche come la mia, dove abbiamo salvato almeno gli animali, ho preferito, come giovane imprenditore agricolo, insieme a tanti altri, dare una mano ai miei concittadini, aiutando a ripulire gli abitati e le strade di accesso”.
Per il Presidente Regionale della Coldiretti di Basilicata Piergiorgio Quarto “non sono più procrastinabili interventi urgenti e straordinari alla nostra rete infrastrutturale, viaria  ed idrica. Come più volte denunciato poi, il materano ed il metapontino devono tornare al centro dell’attenzione politica, in quanto sono aree che soffrono ancor più il problema delle inondazioni e del dissesto idrogeologico”.

Nota di Cosimo Latronico
"Ancora una volta le abbondanti precipitazioni abbattutesi nelle ultime ore sul metapontino riportano alla ribalta la questione della sicurezza idraulica già emersa nel corso dell'alluvione del marzo 2011. I comuni di Policoro, Scanzano Jonico, Bernalda (soprattutto Metaponto) e Pisticci nella frazione di Marconia, sono stati messi in ginocchio dalla portata straordinaria della pioggia che ha creato un clima da apocalisse. La macchina dei soccorsi, del volontariato e dell'emergenza istituzionale é stata impeccabile”. Lo ha dichiarato l’on. Cosimo Latronico che nelle prossime ore presenterà un’interrogazione  urgente al Ministero dei lavori pubblici e alla Presidenza del Consiglio dei ministri, per chiedere  quali azioni verranno adottate nell’immediato  per mettere in sicurezza le arterie danneggiate, considerate  fondamentali per il sistema dei trasporti lucano, e ripristinare tutte le infrastrutture che compromesse per via del nubifragio”.  

Salento allagato. Muore una donna a Ginosa e un giovane a Castellaneta, due dispersi

Pubblicato su Sudnews (leggi articolo originale)

La pioggia caduta è superiore ai 100mm La cronaca delle ultimissime ore registra una donna morta a Ginosa in seguito al crollo di un ponte che stava attraversando con la sua auto e quattro dispersi. Recuperato il corpo. Trovato morto anche un 25enne a bordo della sua auto. In gergo si chiama bomba d'acqua, nella realtà strade allagate che provocano disagi a non finire. Il Salento ieri mattina si è svegliato sommerso dall'acqua, ma anche nelle ore successive è continuato a piovere a dirotto. I principali accumuli di acqua delle ultime 24 ore, registrati da misurazioni elettroniche, sono di tutto riguardo:227mm a Corigliano d’Otranto, 164mm a Felline, 161mm a Gallipoli, 156mm a Brindisi, 151m a Maglie, 145mm a Cavallino, 142mm a Lequile, 138mm a Soleto, 136mm a San Gregorio, 130mm a Lecce, 128mm a Spongano, 112mm a Supersano, 110mm a Squinzano, 44mm a Taranto. Altri temporali colpiranno il Salento nelle prossime ore, ma il picco dei fenomeni va scemando. I disagi hanno interessato l'intero Salento, a macchia di leopardo, soprattutto dove la cementificazione e la scara presenza di fogna bianca non permette il defluire delle acque. Un'ambulanza a Copertino è rimasta bloccata con un uomo all'interno bisognoso di dialisi, un camion della spazzatura è precipitata in una voragine causato dal cedimento del manto stradale, case allagate un po' dappertutto e una famiglia di Racale tratta in salvo. Un disastro, causato anche dall'incuria umana, che si ripete ogni volta piove a dirotto.

venerdì 26 aprile 2013

Il Comitato TerreJoniche candidato al concorso “A caccia di Pionieri”

E’ iniziato il conto alla rovescia verso la “Notte dei Pionieri”, la grande cerimonia di premiazione del concorso “A caccia di pionieri” che si terrà venrdi 3 maggio a Milano presso la location esclusiva della Triennale.
Nell’attesa capire se il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche risulta tra i 10 pionieri vincitori ci accontentiamo di essere tra le 120 organizzazioni visionarie e innovative che stanno lavorando per generare un cambiamento concreto nella nostra società.
Tutti i 120 pionieri saranno “mappati” in una speciale “Mappa dei Pionieri”, una vera catalogazione georefernziata che conterrà le storie e faciliterà la creazione di reti di collaborazione fra gli stessi.
Nei prossimi giorni sapremo se i narratori d’eccezione scriveranno un racconto sul nostro Comitato basato sulla presentazione che noi gli abbiamo fornito e che, se risulterà vincente, sarà raccolta in un ebook edito da La Stampa, il media partner del Concorso.
I nomi dei 10 pionieri vincitori sono invece avvolti dalla riservatezza sappiamo che tutte le realtà che hanno partecipato sono giovani perchè ben il 54,9%  é nato negli ultimi tre anni, come nel nostro caso, e ha già raggiunto un primo successo.
A nome di tutti i membri del coordinamento ringraziamo i nostri cittadini e le nostre comunità. E' solo grazie alla loro partecipazione attiva e passionale se possiamo oggi vantare di essere considerati "Soggetti che operano per la Qualità della Democrazia", questo l'ambito in cui siamo rientrati, occupando un posticino che ha fatto tanto rumore in quel 32% di realtà che vivono e operano nel Sud.
Non so voi ma noi ci sentiamo veramente fieri del risultato raggiunto. 

Il Coordinamento per la Difesa delle TerreJoniche

venerdì 19 aprile 2013

Geologi, il 20/04 convegno su dissesto idrogeologico

Pubblicato su Regione Basilicata (vedi articolo originale)

Sabato 20 aprile alle ore 9 presso la sala consiliare della Provincia di Matera si terrà il convegno dal titolo “il dissesto idrogeologico tra passato e futuro: mitigazione e interventi a tutela del territorio, dell’agricoltura e del patrimonio forestale” organizzato dall’Ordine dei Geologi e dall’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali.

giovedì 28 marzo 2013

L’alluvione dimenticata: “Ora un decreto ad hoc”

Pubblicato su Corriere del Giorno (vedi articolo originale)

GINOSA – L’alluvione dimenticata. Il sindaco di Ginosa Vito De Palma ha inviato al presidente Monti ed al presidente Vendola una nota per chiedere al Governo nazionale l’adozione di «un decreto ad hoc per lo stanziamento dei fondi necessari a ristorare la popolazione dai danni causati dall’alluvione del marzo 2011 che ha colpito Marina di Ginosa».