Se quando c'è un'alluvione o un terremoto ....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

la solidarietà nazionale non interviene....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

... il territorio non è messo in sicurezza e i danni non sono risarciti....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

Come potranno le nostre comunità....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

avere riconosciuti tutti gli altri diritti fondamentali? Difendiamo le terre joniche

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

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giovedì 2 aprile 2015

Invito. Alluvioni, messa in sicurezza delle comunità e dissesto idrogeologico: cambiare passo

Ai Cittadini, Alle Associazioni,Comitati, Organizzazioni di territorio, Ai Sindaci ed agli Eletti

Il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche e il Sindaco di Bernalda

Invitano

c/o la Sala Consigliare delComune di Bernalda – 3 aprile 2015, ore 15.30
ALUVIONI E DISSESTO IDROGEOLOGICO: CAMBIARE PASSO
Incontro con il Presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella

Le piogge della scorsa settimana, una quantità assolutamente normale, hanno ancora una volta provocato danni al territorio ed alle comunità. Aziende e comunità isolate per le frane, aree limitrofe ai fiumi allagate e attività produttive ancora una volta compromesse ed a rischio.

Il 30 luglio 2014 il Comitato per laDifesa delle TerreJoniche in un incontro pubblico organizzato insieme al Sindaco di Bernalda, avanzò alla Regione Basilicata quattro proposte che, se applicate, potrebbero cambiare il destino delle comunità che vivono nelle aree a rischio idrogeologico.
  1. Istituire una cabina di regia presso la Presidenza della Regione partecipata dai diversi soggetti istituzionali, dalle parti sociali, dai sindaci per gli interventi di prevenzione, messa in sicurezza e gli interventi ex-post per superare la frammentazione e garantire un'azione di coordinamento efficace.
  2. Convocare la Conferenza per la messa in sicurezza idrogeologica e la prevenzione delle alluvioni dove concertare obiettivi, strumenti, strategie, azioni, individuare risorse per un piano pluriennale di interventi e per definire, attraverso i Contratti di Fiume, un'azione partecipata di gestione delle aree.
  3. Adottare strumenti per dare risposte ai soggetti privati che hanno subito e subiranno danni da dissesto idrogeologico sia dotandosi di norme trasparenti in caso di eventi calamitosi sia definendo un accordo sugli indennizzi per i danni subiti fra il 2011 e il 2014 secondo il principio per cui la Regione interviene per un terzo delle somme necessarie, lo stato per un altro terzo e i privati per il restante terzo. Per la Regione Basilicata significherebbe garantire 15 milioni di Euro in tre anni.
  4. Dotarsi di un fondo di rotazione che intervenga per le famiglie maggiormente in difficoltà che hanno subito danni per evitare e prevenire il rischio di scivolamento nell'usura.

Grazie all'azione costante del Comitato TerreJoniche e delle istituzioni, dal 2011 sono arrivate alcune preziose risorse a fronte di bisogni comunque ancora lontani dall'essere soddisfatti.
Fra l'altro, per l'azione diretta della mobilitazione del 2011, sono arrivati 15 milioni di Euro per la messa in sicurezza degli argini dei fiumi (che hanno permesso in parte di alleviare i problemi) e 1 milione di euro per interventi diretti alle famiglie a rischio usura. Cosi pure, la pressione e la mobilitazione del mese di dicembre 2013, ha contribuito a sbloccare 6,5 milioni di euro per l'alluvione di ottobre 2013 e 14 milioni di euro per gli eventi di dicembre 2013.
Se, dunque, questo segnala che la mobilitazione e la partecipazione possono utilmente ottenere risultati (e le famiglie organizzate dal Comitato per la Difesa delleTerreJoniche rivendicano il ruolo e la funzione sociale fin qui assolto con grande sacrificio nell'interesse generale di tutta la comunità del territorio), molto è ancora da fare visto che solo fra il 2011 e il 2013 sono stati accusati danni per circa mezzo miliardo di euro.
La mobilitazione può raggiungere risultati solo in un quadro istituzionale di scelte che adottino strumenti e strategie coerenti con i problemi che si vogliono affrontare e risolvere.


Serve cambiare ed, a oltre otto mesi di distanza dalle proposte avanzate il 30 luglio 2014, il Comitato TerreJoniche e il Sindaco di Bernalda tornano ad incontrare il Presidente della Regione Basilicata in un incontro pubblico aperto alla partecipazione dei Sindaci per verificare il lavoro svolto, gli impegni delle Regione e, soprattutto, la possibilità che, finalmente, si apra una fase nuova che, individuando il valore strategico della messa in sicurezza del territorio e delle comunità, porti lavoro buono, investimenti, strumenti di benessere sociale ed economico.

mercoledì 12 febbraio 2014

Com. Stampa. Incontro nazionale dei comitati degli alluvionati: un unico fiume in piena

INCONTRO NAZIONALE DEI COMITATI DEGLI ALLUVIONATI DI TUTTA ITALIA 
 Firenze, giovedi 13 Febbraio 2014 ore 12/18 Casa del Popolo di Piazza dei Ciompi 
 UN UNICO FIUME IN PIENA: QUELLO DELLE NOSTRE COMUNITA' ALLUVIONATE 


Com. stampa. Metaponto, 12.02.14


Dopo le prime due riunioni tenute fra il 2012 ed il 2013 (Matera e Sala Baganza) si tiene l'incontro fondativo per la rete nazionale di iniziativa dal basso delle comunità alluvionate di tutta Italia. L'incontro è stato convocato da un appello a firma del Comitato per la Difesa delle TerreJoniche e concordato con una serie di contatti in rete fra le realtà di base che in questi anni stanno animando le iniziative per ottenere i riconoscimenti dei diritti alla messa in sicurezza delle aree a rischio idrogeologico ed ai risarcimenti per quanti sono sempre più spesso colpiti da eventi devastanti come sono, ormai, le alluvioni.

venerdì 10 gennaio 2014

Un altro risultato della mobilitazione: il Consiglio dei Ministri decreta lo stato d'emergenza. Sabato 11 gennaio 2014 conferenza stampa

Comunicato stampa

Un altro risultato della mobilitazione, una prima vittoria dell'ultimo sciopero della fame: il Consiglio dei Ministri decreta 
lo stato d'emergenza per il 07/08 Ottobre 2013.

Sabato, 11 Gennaio 2013, alle ore 10:00
in piazza Vittorio Veneto a Matera nei pressi della Prefettura
conferenza stampa del Comitato
per rendere note le nostre valutazioni e le risposte ottenute dalla Regione Basilicata in queste ore.

Come il Prefetto Franco Gabrielli e il viceministro Filippo Bubbico durante l'incontro del 28 dicembre scorso ci avevano preannunciato, stamane durante il primo consiglio dei ministri utile del mese di gennaio n. 44 è stata adottata la dichiarazione di stato d'emergenza che noi attendevamo per il 07/08 Ottobre 2013 e che avevamo fortemente sollecitato con lo sciopero della fame dei giorni scorsi.
Mentre scriviamo Gianni Fabbris, portavoce del Comitato TerreJoniche, è alla regione Basilicata per una serie di incontri affinchè vengano individuate ulteriori risorse sui temi richiesti.
"Cominciamo a raccogliere risultati per la lunga mobilitazione che abbiamo messo in campo in queste ultime settimane", dichiara Gianni Fabbris raggiunto telefonicamente, "Nei prossimi giorni sarà chiaro se quanto ci viene in questo momento riconosciuto sia da parte del Governo nazionale che dalla Regione Basilicata incontra le richieste e aspettative dei cittadini lucani. Per il momento facciamo appello alla coesione e all'unità di tutte le comunità lucane perchè la vittoria della vertenza degli alluvionati nel metapontino diventi il primo importante risultato che, di fronte alla crisi drammatica che stiamo sopportando, tutti i cittadini lucani debbono conseguire".
Domani, 11 Gennaio 2013, alle ore 10:00 in piazza Vittorio Veneto a Matera, nei pressi della Prefettura dove abbiamo sostenuto l'ultimo sciopero della fame del mese scorso, conferenza stampa del Comitato per rendere note le nostre valutazioni e le risposte ottenute dalla Regione Basilicata in queste ore.

La stampa tutta è invitata.


Il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche
 

giovedì 2 gennaio 2014

Bilancio dello sciopero della fame: due vittorie ed un punto da verificare con la Regione. Ora rilanciamo e ringraziamo della solidarietà.

Comunicato stampa

Matera, 2 Gennaio 2014 ore15:00 

Grazie città di Matera, uomini e donne di Basilicata; dopo lo sciopero della fame, con due punti positivi incassati ed uno da verificare, siamo più forti per rilanciare la vertenza per la messa in sicurezza. 
Prossima tappa: la certezza di ristori di primo soccorso per le aziende e le famiglie alluvionate e l'aperturadi un tavolo con la Regione su come prevenire i disastri ambientali. 
Sabato 11 Gennaio ci ritroviamo a Matera in assemblea con i sindaci e tutto il movimento per valutare gli atti che saranno stati compiuti e decidere come andare avanti. 

domenica 29 dicembre 2013

Il coordinamento decide: si interrompe lo sciopero della fame.

Il coordiamento per la Difesa delle TerreJoniche dopo aver preso atto che in seguito alla mobilitazione messa in campo in questi giorni attraverso il presidio permanente a Matera e lo sciopero della fame di Gianni Fabbris, Carmine Sgambato e Antonio Melidoro si è raggiunto un primo risultato utile ossia l'annuncio da parte di Gabrielli e Bubbico del riconoscimento della stato di emergenza per l'alluvione del 7/8 Ottobre scorso nel primo Consiglio dei Ministri utile del 2014, ha annunciato durante l'assemblea pubblica di questa mattina l'interruzione dello sciopero della fame.
L'assemblea, preceduta dall'esibizione del coro polifonico dei "Cantori Materani", ha visto la partecipazione del Presidente della Provincia di Matera, Franco Stella, di quasi tutti i sindaci dei comuni della provincia di Matera compreso il sindaco della città materana, Salvatore Adduce, e il consigliere regionale Luigi Bradascio.

sabato 28 dicembre 2013

Assemblea. Dopo il si ed il no di Bubbico e Gabrielli, decidiamo che fare

Domani sarà il VI giorno della fame per Gianni Fabbris e il terzo per Antonio Melidoro e Carmine Sgambato. Assemblea a Matera davanti al presidio con i Sindaci delle aree alluvionate per decidere che fare dopo il si e il no all'incontro di oggi con Gabrielli e Bubbico.

Gabrielli e Bubbico: si allo stato d'emergenza al primo consiglio dei ministri, no alla possibilità di prevedere somme per le famiglie e le attività economiche
Domani in assemblea a Matera al Presidio, invitati i Sindaci, decidiamo come andare avanti mentre prosegue lo sciopero della fame

Matera, domenica 29 Dicembre 2013 ore 11,30, Piazza Vittorio Veneto davanti al Presidio dello sciopero della fame. 

venerdì 27 dicembre 2013

Carmine Sgambato ed Antonio Melidoro si aggiungono allo sciopero della fame. Domani Conferenza stampa

Comunicato stampa

Nella riunione del Coordinamento del Comitato di oggi alle 18 altri due hanno iniziato lo sciopero della fame Un agricoltore e un rappresentante delle istituzioni. 
 Domani (27 dicembre) alle 10,30 è convocato il Consiglio dei Ministri che potrebbe decidere (se vorrà) l'adozione dei primi provvedimenti per l'alluvione del 7/8 Ottobre 2013 
Domani (27 dicembre 2013) alle ore 11:30 Conferenza stampa del Comitato TerreJoniche aspettando l'Ordinanza presso il presidio in Piazza Vittorio Veneto 


Come annunciato, alle 18 di oggi 26 dicembre, si è riunito il coordinamento del Comitato per la Difesa delle TerreJoniche. All'incontro hanno partecipato, fra gli altri, Carmine Sgambato e Antonio Melidoro che a partire da questo momento affiancano il portavoce Gianni Fabbris nello sciopero della fame. Carmine Sgambato di anni 67 è un agricoltore che conduce l'azienda Di Grottole insieme al suo nucleo familiare in contrada Marinella a Metaponto. Carmine ha più volte negli anni scorsi (da almeno15 anni) denunciato a tutte le autorità e le istanze politiche e istituzionali possibili i rischi della tenuta di quell'area in caso alluvione. Non ha avuto risposte come, del resto, tutti gli altri agricoltori della zona che più volte hanno tentato di porre i problemi gravissimi cui l'intera comunità stava andando incontro in caso di alluvione (tenuta dei canali del Consorzio di Bonifica, argini dei fiumi, opere ingegneristiche sbagliate come la S.S. 106, etc.) ed ha dovuto sopportare tutte le alluvioni di questi ultimi anni accusando danni gravissimi all'azienda e vedendo compromettere la stessa possibilità di poterla ancora lavorare. Antonio Melidoro è Avvocato, Presidente del Consiglio Comunale di Nova Siri e coordinatore per l'ANCI dei Consigli Comunali del Metapontino. Segue la vertenza che sta conducendo il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche fin dall'inizio e più volte è intervenuto per promuovere il coinvolgimento delle istituzioni territoriali e facilitare il rapporto fra i Comuni e le esperienze dei cittadini. Carmine Sgambato condurrà lo sciopero della fame con le stesse modalità con cui lo ha svolto fin qui Gianni Fabbris (che domani sarà al quarto giorno di sciopero e dovrà essere sottoposto a controllo medico) ovvero presso il presidio di Piazza V. Veneto mentre l'Avvocato Melidoro, dovendo seguire importanti impegni professionali e istituzionali, lo condurrà a Nova Siri. Dopo l'iniziativa di ieri della celebrazione della Messa Solenne del Santo Natale presso il presidio del Comitato, il coinvolgimento di un rappresentante delle istituzioni nella forma di lotta dello sciopero della fame è un ulteriore segnale importante per il rafforzamento dell'iniziativa che vede sempre più partecipi gli agricoltori ed i cittadini colpiti del territorio come testimonia la presenza di un agricoltore nell'affiancamento da stasera. Ci attendiamo che già domani mattina nel Consiglio dei Ministri convocato alle 10,30 il Governo Letta metta fine alla odiosa ingiustizia che ci vede attendere i suoi provvedimenti da troppo tempo e li emetta dotandoli di adeguate risorse finanziarie, come chiede la petizione che sta raccogliendo migliaia di firme (fra le altre quella del Vescovo di Matera Monsignor Salvatore Ligorio ed il Presidente della Regione Marcello Pittella) e come chiede un messaggio che lo stesso Presidente Pittella nella giornata di oggi ha inoltrato al Presidente Enrico Letta. Invitiamo la stampa alle ore 11,30 di domani 27 Dicembre 2013 presso il Presidio di Piazza Vittorio Veneto dove attenderemo e valuteremo gli atti del Governo. Se non ci saranno stati, siamo pronti ad annunciare ulteriori iniziative di lotta

giovedì 26 dicembre 2013

Benvenuti al ristorante offerto dal governo per i lucani e gli alluvionati

Comunicato stampa Matera, 26 dicembre 2013 ore 16:00

Questo il testo del manifesto affisso oggi al presidio del Comitato delle TerreJoniche in Piazza V. Veneto in cui da tre giorni è in corso lo sciopero della fame del portavoce Gianni Fabbris cui si aggiungeranno da stasera altri due.


_______________________________________________________________

IL MENU DEL TERZO GIORNO ALRISTORANTE "SCIOPERO DELLA FAME"!
BENVENUTI AL RISTORANTE PER I LUCANI OFFERTO DA ENRICO LETTA IN OCCASIONE DEL NATALE E DELLE ALLUVIONI

26 Dicembre 2013
ore 6 ... caffè
ore 8 ... thè caldo (pasticche per il diabete e la pressione)
ore 11 .. caffè
ore 15 .. the caldo (pasticche per il diabete e il colesterolo)
ore 17 .. caffè
ore 20 ..the caldo (pasticche per il diabete e la pressione)
ore 23.. acqua

SI AVVISANO I SIGNORI CLIENTI CHE NELLA SUA MAGNANIMITA' IL PRESIDENTE ENRICO LETTA CONSENTE AI LUCANI UN MENU ALLA CARTA IN CUI E' POSSIBILE VARIARE A PIACERE LE MEDICINE IN FUNZIONE DI TERAPIE PERSONALIZZATE

PS: speriamo che nel Consiglio dei Ministri di domani (27 dicembre 2013) quei buontemponi di Ministri (con viceministri e sottosegretari al seguito) non firmino gli atti che avrebbero dovuto adottare entro pochi giorni dall'alluvione dell'8 Ottobre come invece hanno fatto per la Sardegna in 48 ore. Mica ci vorranno togliere lo sfizio del menu' di domani al ristorante dello sciopero della fame?

Terzo giorno di sciopero della fame. Auguri Enrico Letta, buono il panettone? Adesso fai l'ordinanza.

Comunicato stampa
Matera, 26 dicembre 2013 ore 13:00

Grazie ai cittadini di Matera, al Vescovo ed alla Comunità credente. Dopo la celebrazione della Santa Messa di Natale al Presidio del Comitato, prosegue la mobilitazione per ottenere giustizia e dignità per le alluvioni di Basilicata.
Mentre si stanno raccogliendo migliaia di firme con la petizione che chiede al Governo Nazionale di dare risposte per l'alluvione del 7/8 Ottobre scorso, si estende il numero dei partecipanti allo sciopero della fame: oggi si aggiungono un agricoltore di Metaponto ed un rappresentante delle istituzioni.

martedì 24 dicembre 2013

S. Messa di Natale celebrata dal Vescovo: il Presidente Pittella, diversi sindaci e parlamentari fra quelli che parteciperanno

G. Fabbris e il Vescovo, Mons. Ligorio
Comunicato stampa 

Martedì, 24 dicembre 2013 ore 17:00

Il Comitato fa appello alla partecipazione alla S. Messa di Natale celebrata dal Vescovo.
Il Presidente Pittella, diversi sindaci e parlamentari fra quelli che parteciperanno


Il coordiamento del Comitato per la Difesa delle TerreJoniche presso il presidio permanente di piazza Vittorio Veneto a Matera in cui il suo portavoce, Gianni Fabbris, ha da poche ore iniziato lo sciopero della fame esprime grande soddisfazione per il gesto che i parroci delle chiese del centro di Matera e il Vescovo della Diocesi di Matera e Irsina hanno manifestato in queste ore dando la propria disponibilità a celebrare la S. Messa di Natale domani alle ore 11:00 presso la sede del presidio.
E' un contributo importante volto a coinvolgere tutta la comunità nell'impegno per la difesa del territorio e la sua messa in sicurezza.
In queste ore il Comitato sta invitando tutte le associazioni di territorio, i movimenti, i parlamentari e i diversi rappresentanti istituzionali affinchè con la loro presenza intervengano alla celebrazione.
Fra le risposte che stanno già arrivando e che danno conferma della partecipazione e presenza alla celebrazione natalizia di domattina vi sono quella di Marcello Pittella, presidente della Regione Basilicata, Salvatore Adduce, sindaco di Matera e Vito Anio Di Trani, sindaco di Pisticci.
Ulteriori conferme stanno arrivando in queste ore di cui vi daremo notizia nei prossimi comunicati

Primo giorno di sciopero della fame. Inizia il portavoce Gianni Fabbris.

Comunicato stampa 

Martedì, 24 dicembre 2013 ore 13:00


Contrariamente a quanto dichiarato nei giorni scorsi il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche annuncia, in data odierna, l'inizio dello sciopero della fame.
In un primo momento, infatti, avevamo valutato di dare vita al solo presidio in piazza Vittorio Veneto a Matera aspettando che si riunisse il Consiglio dei Ministri e firmasse l'atto dovuto che i cittadini del Metapontino attendono ormai da ben oltre 80 giorni ossia, l'Ordianza del Presidente del Consiglio dei Ministri, Gianni Letta.

domenica 22 dicembre 2013

Iniziamo la mobilitazione di Natale. Questo il programma

Iniziamo la mobilitazione di Natale. Il programma di lunedi 23 Dicembre a Matera:
Incontro con associazioni e movimenti, conferenza stampa e montaggio del presidio 

Invitiamo la stampa alla conferenza stampa di presentazione della mobilitazione Lunedi 23 dicembre 2013 alle ore 11 presso la Galleria Guerricchio di Piazza Vittorio Veneto ed a seguire l'incontro con le Associazioni che terremo in Piazza Vittorio Veneto alle ore 18 presso il presidio che il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche monterà sempre in Piazza. 
Ricordiamo che il Presidio sarà permanente e prevederà una serie di iniziative di lotta che saranno decise stasera in assemblea fino al raggiungimento dell'obiettivo minimo che ci siamo posti: l'adozione da parte del Consiglio dei Ministri degli atti dovuti per l'alluvione del 7/8 Ottobre scorsi che attendiamo da 78 giorni (mentre per il Veneto e la Sardegna sono arrivati in poche decine di ore).

sabato 21 dicembre 2013

Governo Letta: gli auguri di buon Natale te li diamo noi


Comitato per la Difesa delle TerreJoniche
info: 3466483882

Auguri di Buon Natale 2013 al Governo Letta ed al Parlamento Gli alluvionati del Metapontino, a 78 giorni dall'alluvione del 8 Ottobre, ve li faranno in mobilitazione in una tenda davanti alla Prefettura di Matera, per ringraziarvi di non avere ancora avuto risposte. Non sperate di cavarvela cosi: 
Ricominciamo e non ci fermiamo fino a quando non avrete riconosciuto lo Stato d'Emergenza e stanziato le somme dovute 

Domenica 22 ore 17 Sala Consigliare di Marconia, Assemblea organizzativa Lunedi 23 dalle ore 10 a Matera in Piazza Vittorio Veneto, Mobilitazione ad oltranza


Riprende la mobilitazione del Comitato TerreJoniche, di fronte all'ignavia del Governo ed alla pochezza della capacità di risposta del Parlamento, gli alluvionati passeranno il Natale in mobilitazione, per dare gli auguri a modo loro al Governo Letta di fronte alla Prefettura di Matera. "Il Comitato ha preso atto in questi giorni dell'apertura di una serie di spazi di confronto con il nuovo Presidente della Regiona Basilicata Marcello Pittella e con le forze politiche regionali e nazionali ma per discutere di strategia e impostare i piani di prevenzione e recupero delle risorse di cui c'è assoluto bisogno, occorre evitare prima che il malato muoia" ha dichiarato Gianni Fabbris "Oggi il rischio grande delle comunità alluvionate del Metapontino di tanta parte delle famiglie e delle attività economiche colpite da ben tre alluvioni in meno di tre anni, è quello di soccombere se non si interviene d'urgenza. E' moralmente inaccettabile e politicamente gravissimo che il Governo non abbia ancora dichiarato lo Stato d'emergenza per la Basilicata e non abvbia ancora messo un'euro per l'alluvione dell'8 Ottobre. Non ci stiamo, torniamo in mobilitazione e non ci fermeremo fino a che non ci venga riconosciuto l'atto dovuto come è stato fatto per altri".
Questo è il documento adottato dal Coordinamento del Comitato per la Difesa delle TerreJoniche nell'ultima riunione che indice la mobilitazione di Natale per la dignità e la giustizia.  
"Eravamo stati a Roma nei giorni scorsi per sapere da Parlamento e Governo come stavano le cose, quante risorse erano previste sulla legge di stabilità, perchè non era ancora stato riconosciuto lo stato di emergenza per la Basilicata per l'alluvione del 7/8 Ottobre 2013 e perchè il Parlamento e le forze politiche permettono che in Italia continuano a determinarsi alluvioni di serie A e B. Eravamo arrivati con buoni argomenti, dal punto di vista logico persino inoppugnabili; uno sopra tutti: in Sardegna nel caso dell'ultima alluvione, opportunamente, per fortuna e con grande slancio, il Presidente Letta aveva convocato entro 24 il Consiglio dei Ministri e, senza aver ricevuto alcuna "carta" dalla Regione Sardegna dove tutti erano impegnati a spalare fango ed a contenere l'acqua che ancora faceva danni e morti, dichiarava lo Stato d'Emergenza, stanziava i primi 20 Milioni di Euro per le prime necessità urgenti, prometteva fondi per intervenire (senza sapere di quanto sarebbero stati i danni) e dichiarava il lutto nazionale. Abbiamo chiesto ai nostri interlocutori: come è possibile che per l'alluvione del 7/8 Ottobre 2013 la Basilicata non abbia avuto ancora dichiarato lo Stato d'Emergenza e non abbia avuto un Euro dal Governo? I Parlamentari hanno convenuto con noi che non era tollerabile e che sarebbero intervenuti anche perchè "sembrava" che il Governo avesse fatto sapere di un imminente (sic!) riconoscimento dello Stato d'Emergenza per la Basilicata con un primo stanziamento di 6,5 milioni di Euro. E' passata una settimana e di quel provvedimento non c'è traccia. Per quanto ne sappiamo noi è sparito. Avevamo anche chiesto ai Parlamentari che fossero previste nella Legge di Stabilità in discussione in Parlamento le somme necessarie per affrontare le emergenze da alluvione in Basilicata; oggi prendiamo atto che nella Legge licenziata alla Camera e che diventerà definitiva lunedi prossimo al Senato, sono stati previsti per il 2014 50 milioni di Euro per tutte le alluvioni dal 2009 ad oggi (circa 20) ed altri 50 per ognuna delle annualità successive. Come dire "poco più di un caffè a fronte di miliardi di Euro di danni".
Se ci fosse stato bisogno di una conferma alla denuncia che abbiamo presentato ai Presidenti Boldrini e Grasso, sulla intollerabile situazione di illegalità costituzionale per cui in Italia si continuano a determinare risposte di Serie A e di Serie B quando ci sono disastri ambientali è proprio quello che sta accadendo nelle risposte (non risposte in realtà) che si stanno dando alle alluvioni di Puglia e Basilicata. La discrezionalità della politica sceglie sulla base di criteri di opportunità politica e della capacità dei gruppi dirigenti locali di farsi valere. Evidentemente i gruppi dirigenti lucani (a cominciare di quanti stanno al Governo ma anche di quanti siedono nelle opposizioni) contano poco e il fatto che la Basilicata abbia risorse strategiche come l'acqua e il petrolio merita solo l'offeso e lo schiaffo alla nostra dignità. Da Lunedi torniamo in mobilitazione e lo faremo a Matera in Piazza Vittorio Veneto davanti alla Prefettura, scegliendo di passare il Natale in strada, ovvero nel luogo in cui ci ha ricacciato la irresponsabilità della politica ed in particolare del Governo. Ci saremo ad oltranza fino a quando non avremo ottenuto il diritto minimo che spetta ad ogni comunità alluvionata, il primo passo che qualsiasi Governo serio avrebbe assunto da temo: il riconoscimento per l'alluvione dell'8 Ottobre dello stato d'emergenza con i primi fondi per gli interventi d'urgenza. Ci saremo con la massima pressione di cui saremo capaci, contando sul sostegno e il contributo della comunità materana, dei cittadini, delle associazioni, delle istituzioni e delle forze sociali e sindacali. Ci contiamo perchè sappiamo che la nostra battaglia per la messa in sicurezza del territorio ed i risarcimenti a quanti sono stati colpiti non è un fatto privato di quanti hanno subito danni questa volta o potranno subirne la prossima ma riguarda la dignità ed i diritti di tutta la comunità ad un territorio tutelato ed a vivere in un contesto civilmente degno." Sulla base di questo documento, per organizzare le iniziative ed articolare le forme di lotta , è convocata l'assemblea pubblica nella Sala Consigliare del Comune di Marconia per domenica 22 Dicembre alle ore 17,30.
Queste le prime proposte che verranno discusse in assemblea per essere articolate ed adottate:
Matera, Piazza Vittorio Veneto
- Lunedi 23 Dicembre 0re 10: conferenza stampa e costituzione del Presidio e della tenda
- Lunedi 23 Dicembre - mattinata - consegna di un documento alla Prefettura
- Lunedi 23 Dicembre Ore 17: Incontro con le Associazioni, le organizzazioni ed i movimenti lucani .
- Lunedi 23 Dicembre Ore 18,30: Assemblea pubblica in Piazza Vittorio Veneto
- Martedi 24 Dicembre Inizio di uno sciopero della fame che procederà ad oltranza fino a quando
- Martedi 24 Dicembre iniziative nella Città di Matera e nei Comuni interessati
- Martedi 24 Dicembre - Sera - Celebrazione del Santo Natale con gli alluvionati del Metapontino
- Mercoledi 25 Dicembre - Invito ai cittadini ed alla stampa ad incontrare in Piazza Vittorio Veneto le persone che fanno lo sciopero della fame e la comunità degli alluvionati, concerto serale di solidarietà
- Mercoledi 26 Dicembre - Assemblea in piazza e proiezione pubblica di materiali.

Le iniziative potranno evidentemente essere integrate e modificate ma proseguiranno ad oltranza fino a quando il Consiglio dei Ministri non avrà riparato all'odioso ritardo ed allo schiaffo a tutta la comunità lucana. Tutte le istituzioni sono invitate a partecipare.

giovedì 12 dicembre 2013

Consegnati a Roma alla Presidenza della Camera il fango e la lettera di denuncia e proposta

Una nostra delegazione è stata a Roma per consegnare ai parlamentari ed alla Presidenza della Camera dei Deputati una lettera denuncia su come da troppo tempo a questa parte la politica decida sulla base di suoi criteri discrezionali se, dove, come, in quale dimensione intervenire dopo la prima fase di emergenza in caso di alluvione per rifondere i danni al territorio, alle comunità ed ai privati. Di 19 alluvioni censite negli ultimi tre anni, non una ha avuto lo stesso trattamento dell'altra ma, al contrario, si è determinata una insopportabile distanza fra alluvioni di serie A e di serie B. Provocatoriamente abbiamo portato 20 vasetti di fango e abbiamo chiesto ai nostri interlocutori sapessero riconoscere il fango raccolto in Emilia da quello della Liguria, piuttosto che della Sicilia, Sardegna, Marche, Toscana, Umbria o Basilicata e Puglia...
Nonostante avessimo dato loro l'aiutino di etichettare i vasetti di FANGO DOC con le date delle diverse alluvioni non sono stati in condizioni di riconoscere la provenienza del fango e, dunque, sono arrivati alla nostra stessa conclusione: IL FANGO CI RENDE TUTTI UGUALI. Dunque, abbiamo chiesto, "Se il fango ci rende tutti uguali perchè la politica continua a dividerci fra quelli che hanno diritto alle risposte e quelli che non ce lo hanno?".
Una provocazione evidente per chiedere in realtà trasparenza e certezza nelle norme e nelle procedure.
Sappiamo bene che sulla questione delle alluvioni ci sono grandi e diversi problemi: quelli della prevenzione (di un piano strategico e investimenti adeguati) e quelli della dotazione finanziaria del fondo nazionale per gli interventi di protezione civile e ricostruzione (che sollecitiamo con forza) ma quello di garantire gli stessi diritti a quanti le alluvioni le hanno subite è una grande questione di democrazia. Abbiamo lasciato alla Camera dei Deputati un documento, questo: https://www.facebook.com/notes/difendiamo-le-terrejoniche/lettera-a-boldrini-e-a-grasso-il-fango-ci-rende-ugualievitate-di-provare-a-divid/743394485688513.
Alla fine abbiamo concordato l'impegno a tenere dopo il 15 di Gennaio una audizione in Commissione Ambiente della Camera dei Deputati ed un incontro con i due Presidenti di Camera e Senato.
Li terremo il giorno dopo della convocazione a Roma del coordinamento MaiPiù in cui proponiamo si riuniscano quanti in Italia hanno subito alluvioni e i cittadini e le istanze organizzate che hanno a cuore l'obiettivo di mettere in sicurezza il territorio e ricostruire un nuovo rapporto fra le comunità dei fiumi e la terra.
A presto













mercoledì 11 dicembre 2013

Il fango ci rende tutti uguali. Incontro con i parlamentari domani a Roma

Alle ore 11,30 a Roma a Palazzo Marini della Camera dei Deputati una delegazione di alluvionati del Metapontino a nome del Coordinamento Maipiu in cui si stanno organizzando i comitati attivi nelle diverse realtà alluvionate di Italia, consegnerà 20 confezioni di fango alla Presidenza della Camera dei Deputati e una lettera di denuncia con la richiesta di adottare norme chiare e trasparenti che sottraggano alla politica il diritto di scegliere se ed a favore di chi intervenire in caso di alluvioni.
Subito prima (alle 11) si terrà un incontro della delegazione con i parlamentari lucani sulla situazione delle ultime alluvioni.

Invito

Pregiati Parlamentari,
come sapete il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche è impegnato da tempo per cercare di dare risposte ai problemi aperti dalle alluvioni nell'area del Metapontino e del Ginosino.
All'indomani della terza importante alluvione nel giro di meno di tre anni, la situazione per le comunità e il territorio sono drammatici.
Nella giornata del 12 Dicembre 2013 una nostra delegazione sarà a Roma per tenere una serie di incontri.
Vorremmo potervi incontrare per poterci confrontare su due questioni che consideriamo assolutamente decisive:
- capire quali e quante risorse siano state previste nella legge di stabilità da destinare alle risposte alle alluvioni lucane ed, eventualmente, per verificare le condizioni per un'azione concertata dei parlamentari lucani
- illustrare la proposta di modifica della norma sul "bonus benzina" avanzata nei giorni scorsi dal neopresidente della Regione Marcello Pittella e sostenuta dal Comitato volta a determinare un fondo significativo da usare in regione per la messa in sicurezza del territorio

Vi proponiamo di incontrarci alle ore 11 del 12 Dicembre presso la saletta di Via Poli a Palazzo Marini.

Cogliamo l'occasione per invitarvi, anche all'incontro che avverrà successivamente con la Presidenza della Camera dei Deputati (avendo chiesto l'incontro con la Presidente on.le Laura Boldrini o in alternativa con un suo delegato a riceverci); in quella sede presenteremo una sollecitazione al Parlamento perchè intervenga urgentemente sul quadro normativo che, nei fatti, determina disparità grandissime nel modo come vengono affrontate le risposte alle alluvioni in Italia. E' sempre più insopportabile, infatti, che vi siano risposte tanto diverse a seconda delle valutazioni politiche che ogni volta vengono fatte su come rispondere ed in che misura per soccorrere i territori e le comunità alluvionate. L'ultimo evidente caso riguarda proprio i Lucani ed i Pugliesi per cui ad oltre 60 giorni non è ancora stato predisposto alcuno strumento di intervento (ordinanza o dichiarazione di stato di emergenza) mentre per gli eventi della Sardegna (ma prima ancora del Veneto tre anni orsono) nel giro di 24 ore erano stati stanziati decine di milioni, convocato il Consiglio dei Ministri, proposto un emendamento imntegrativo di oltre cento milioni sulla legge di stabilità e dichiarato il lutto nazionale.
L'incontro avverrà alle ore 11,30 del 12 dicembre (a seguire dopo l'incontro sulla questione lucana) nella stessa auletta di Via POli a Palazzo Marini.
Ringrazio quanti di voi vorranno esserci e rimango a disposizione

Gianni Fabbris

venerdì 6 dicembre 2013

Alluvioni: Ora è il momento di vincere. Assemblea del Comitato di Puglia e Basilicata per una nuova fase di iniziative.

Comitato per la Difesa delle TerreJoniche

Comunicato Stampa

info: 3466483882

APPELLO AI CITTADINI ALLUVIONATI, ALLE ASSOCIAZIONI ED ALLE ORGANIZZAZIONI SOCIALI E POLITICHE, AGLI UOMINI ED ALLE DONNE DI PUGLIA E BASILICATA CHE HANNO A CUORE IL TERRITORIO E LA DIFESA DELLE NOSTRE TERRE E DEI NOSTRI FIUMI


Se tre alluvioni in meno di tre anni, 7 morti, circa un miliardo di Euro di danni
vi sembrano pochi, per noi, al contrario è arrivato il momento della responsabilità e delle risposte.
ORA E' IL MOMENTO DI VINCERE.
ASSEMBLEA DEL COMITATO PER LA DIFESA DELLE TERRE JONICHE PUGLIA-BASILICATA

Il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche  si è convocato in assemblea aperta per domenica 8 Dicembre alle ore 17 presso la sala Parrocchiale della Chiesa di Marconia in Piazza Elettra.
A base della Convocazione dell'assemblea le risoluzioni dell'incontro tenuto mercoledi scorso sempre nella Parrocchia della Chiesa di Marconia che ha lungamente discusso la situazione mentre era ancora in corso l'emergenza per l'ultima alluvione ed arrivavano le notizie drammatiche delle frane che avevano colpito Montescaglioso, nel convincimento che per risolvere i problemi dell'alluvione servano soprattutto risposte politiche ed assunzione di responsabilità sociale. Questo il documento approvato dall'incontro precedente:
"Il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche si propone come spazio unitario di partecipazione dei cittadini lucani e Pugliesi colpiti dalle alluvioni degli ultimi anni e delle Associazioni e movimenti che sostengono la vertenza per la messa in sicurezza idrogeologica del territorio Lucano e Pugliese ed il riconoscimento del diritto ai risarcimenti per quanti hanno subito i danni. Nostri principi fondanti sono quelli della partecipazione attiva dei cittadini, dell'autonomia e indipendenza politica della nostra esperienza, del funzionamento democratico, dell'assunzione delle decisioni con criteri di trasparenza e della ricerca della collaborazione con le istituzioni territoriali come i Comuni e le Province. Principi a fondamento dell'obiettivo fondante di coinvolgere le comunità e i singoli nel compito grande di recuperare  gestione, controllo e governo del territorio in modo da assicurare alle comunità dei fiumi il diritto di poter vivere serenamente in un'area solcata da bacini fluviali e reti di canali cosi articolata.
Oggi, nel mezzo dell'ennesimo evento alluvionale e degli effetti del manifestarsi degli effetti del dissesto idrogeologico più gravi degli ultimi decenni, riaffermiamo i nostri obiettivi fondamentali:
- realizzare una forte iniziativa per la messa in sicurezza dei bacini dei fiumi e delle aree esposte al rischio idrogeologico, assicurando piani per la ristrutturazione delle reti infrastrutturali, l'uso del suolo, la manutenzione dei bacini idrici ed idraulici ed investimenti che creino benessere sociale ed economico, lavoro e sicurezza:
- avanzare nella risoluzione dei problemi ancora aperti per i danni dell'alluvione del 2011 garantendo (sia per i risarcimenti ai privati che alle opere di messa in sicurezza) finanziamenti ed interventi per almeno altri 40 milioni di Euro in Basilicata (a fronte dei 350 milioni di danni accertati nel 2011) e di 20 milioni di Euro in Puglia (a fronte dei circa 200 milioni di danni accertati nel 2011).
- arrivare urgentemente ad emettere l'OPCM (Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri) per l'alluvione per il 7 Ottobre 2013 sia per la Puglia che per la Basilicata stanziando fin da subito risorse adeguate a coprire le spese stimate in circa 56 milioni di Euro per la Basilicata e 70  mln per la Puglia
- garantire risorse finanziarie e strumenti di intervento urgenti (OPCM, sospensione e abbattimento delle contribuzioni e delle scadenze, fondo per il risarcimento dei danni e per il ripristino delle opere) per l'alluvione di questa settimana.
Per poter realizzare questi quattro obiettivi prioritari siamo consapevoli che occorra rimontare grandi problemi sia di carattere regionale che nazionale, in particolare l'assenza di risorse finanziarie e di fondi dedicati a prevenire e ad intervenire in caso di alluvioni e quella di un quadro legislativo e normativo trasparente che offra garanzie di equità e parità di trattamento in caso di alluvioni e disastri idrogeologici. E' ormai intollerabile, come stiamo denunciando da tempo e per primi, che nella più assoluta discrezionalità lasciata alla politica di valutare come intervenire usando i criteri dell'emergenzialità  si determinino Alluvioni di serie A e di Serie B. In questa logica le alluvioni di Puglia e Basilicata (al pari di altre come quelle dell'Elba, di Sala Baganza, della Maremma, della Calabria, ecc..) sono state per troppo tempo nel dimenticatoio e nel disinteresse generale che fornisce e alimenta gli alibi alla politica. Al contrario, grazie ancora una volta alla spinta delle iniziative del Comitato per la Difesa delle TerreJoniche, l'ultima alluvione di Novembre 2013 ha conquistato importanti spazi informativi sia di carattere regionale che nazionale. In particolare all'azione informativa della stampa quotidiana locale si è aggiunta, questa volta, l'attenzione di numerose testate informative online e di blog ma anche di testate televisive regionali e nazionali che hanno dato spazio ed attenzione quotidiana anche con inviati e trouppes in loco che hanno dato conto del disastro che si sta abbattendo sulle nostre comunità.
Ora è arrivato il momento di aprire una nuova fase di governo del territorio, di realizzare un forte piano di messa in sicurezza che ripensi il rapporto fra le attività umane nelle aree a rischio di Puglia e Basilicata, intervenga sulle infrastrutture e garantisca le manutenzioni e le buone pratiche e di dare la certezza a quanti sono stati colpiti di avere i sostegni necessari senza dei quali il disastro economico e sociale sarebbe irreparabile.
Per questi obiettivi il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche si convoca in assemblea per decidere e organizzare su:
- la realizzazione di una campagna nazionale per la trasparenza delle norme in caso di alluvioni e per la costituzione di un fondo finanziario di solidarietà adeguato alimentato dalla finanza nazionale, dai contributi europei e dalle risorse regionali
- il pieno coinvolgimento della Regione Puglia e della Regione Basilicata alla responsabilità di dare risposte coordinate ed integrate a partire dalla richiesta di atti urgenti deliberativi e dallo stanziamento di ulteriori risorse finanziarie da integrare con quelle del Governo Nazionale
- la richiesta forte di assunzione di responsabilità piena delle forze politiche e degli eletti in Parlamento e delle delegazioni al Governo di Puglia e Basilicata perchè si rimonti urgentemente allo schiaffo subito in questi anni per cui le nostre alluvioni continuano ad avere risposte di serie B
- la convocazione di una forte mobilitazione unitaria dei cittadini di Puglia e di Basilicata da realizzarsi con l'invito alla partecipazione delle due regioni, dei sindaci, dei parlamentari, delle forze sociali e sindacali tutte per ottenere dignità e risposte."

Sulla base di questo documento, Il comitato per la Difesa delle TerreJoniche si convoca ed invita tutti i cittadini e le associazioni di Puglia e Basilicata a partecipare domenica 8 Dicembre alle ore 17 a Marconia di Pisticci nella Sala Parrocchiale della Chiesa dei Piazza Elettra.
L'incontro è aperto alla stampa ed in quella sede si darà conto dell'agenda delle iniziative che vedrà il Comitato mobilitarsi fin dai giorni successivi

Fabbris, portavoce del Comitato: i due euro teneteveli pure non ci servono.

Comitato per la Difesa delle TerreJoniche
   
Com Stampa
info: 3466483882

Il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche sulle responsabilità della politica lucana e pugliese.

Fabbris, portavoce del Comitato: i due euro teneteveli pure non ci servono. Non è il tempo della demagogia ma quello delle responsabilità.



Il Portavoce del Comitato per la Difesa delle TerreJoniche, Gianni Fabbris, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
"Non è con la solidarietà che si risolvono i problemi drammatici e le ferite aperte sul territorio dalle alluvioni, nè in Sardegna, nè in Basilicata e Puglia (dove serve circa un miliardo di Euro per le tre alluvioni degli ultimi tre anni), tantomeno in tutte le aree del Paese che attendono invano risposte da anni. Se la solidarietà è un atto importante fra i cittadini che può contribuire a cementare le comunità ed a risolvere singoli e temporanei problemi, quando viene usata dalla politica corre il rischio di essere demagogia. A quanti hanno dichiarato che le risorse raccolte in occasione della consultazione per eleggere il segretario nazionale di una forza politica (Primarie del PD) che avverranno domenica prossima 8 Dicembre saranno devolute per solidarietà agli alluvionati di Basilicata mi viene naturale ricordare che compito di una forza politica è di contribuire a dare risposte ai problemi aperti nel Paese ed in Regione con atti e provvedimenti. Quando poi quella forza politica è determinante componente del Governo Nazionale e Regionale mi viene da ricordare che da oltre mille giorni (dal 2011) i cittadini lucani e Pugliesi attendono di sapere (oltre le briciole avute) quali siano le risposte ai loro problemi, che da oltre 60 giorni dall'alluvione di Ottobre 2013 non c'è ancora l'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri per la Puglia, tantomeno per la Basilicata che non ha nemmeno la dichiarazione di Stato di Emergenza. A forze che hanno parlamentari e componenti di Governo (sottosegretari, ministri e viceministri) chiediamo, dunque, la certezza delle responsabilità politiche ed il buon gusto di soprassedere a gesti inutili"

sabato 23 novembre 2013

Scriviamo alla RAI chiedendo di restituire voce alle comunità alluvionate

Dopo lo schiaffo preso in Piazza Elettra a Marconia nella giornata di ieri sera insieme a tutti i cittadini lucani e Pugliesi ed a tutti gli alluvionati d'Italia, Il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche per mano del suo portavoce Gianni Fabbris ha inviato oggi una lettera al Presidente Rai, ai componenti il CdA ed ai responsabili di Rai 1 e della trasmissione La Vita in Diretta, inviandogli il comunicato stampa di critica delle modalità con cui si è svolta la trasmissione della Vita in Diretta sulle alluvioni e chiedendo che la RAI restituisca voce alle comunità alluvionate d'Italia, alle loro istanze ed alle loro proposte ed alla condizione, in particolare, di quelle alluvioni dimenticate dai media mazionali come quelle lucane e pugliesi.


Pensavamo di partecipare alla trasmissione "La vita in diretta" invece abbiamo assistito "Allo spreco in diretta". La RAI si vergogni.

Occasione persa: abbiamo supportato la messa in onda della trasmissione La Vita in Diretta. Invece dalla piazza gremita di Marconia ieri sera è andata in onda solo "Lo spreco in diretta". Abbiamo preso l'ennesimo schiaffo in faccia con tutti i cittadini Lucani e Pugliesi e con tutti gli alluvionati di Italia.
Dopo essere indignati con il Governo Nazionale e la Politica che non da le risposte ora lo siamo anche con l'ennesimo esempio di cattiva informazione e di spreco del denaro pubblico. La Rai si vergogni.


Ieri, venerdi 22 Novembre 2012, fin dalla mattina e per tutto il giorno abbiamo supportato Carmen Di Stasio, l'ottima giornalista della Vita in Diretta, che insieme al consulente Rocco Corsano ed agli operatori espressamente arrivati da Bari, ha girato fra la Puglia e la Basilicata una serie di immagini per documentare lo stato del territorio alluvionato, la condizione di chi è stato colpito, le testimonianze di quanti chiedono risposte e denunciano le responsabilità delle due alluvioni che fra il Marzo 2011 e l'Ottobre 2013 hanno sconvolto le comunità del Ginosino e del Metapontino. Immagini che erano state montate nel pomeriggio in un bel servizio di un paio di minuti e che avrebbero dovute costituire una parte della finestra sulle alluvioni di Puglia e Basilicata che avrebbero dovuto essere testimoniate dagli interventi in diretta nella piazza gremitissima di Marconia. Un lavoro realizzato con grande professionalità e partecipazione da tutto lo staff RAI arrivato fra di noi per raccontare al meglio la nostrà esperienza e la realtà del territorio.
Eravamo stati invitati, infatti, a partecipare alla trasmissione "La vita in diretta" che metteva in onda uno speciale in occasione del fatto che il Governo Nazionale aveva proclamato il "Lutto Nazionale per le vittime dell'alluvione della Sardegna". Ci abbiamo lavorato tutto il giorno. Un tam tam di telefonate, annunci radio, comunicati ecc. Ed, infatti alle 18 in Piazza Elettra a Marconia c'erano almento 500 persone, molte altre (non riuscendo a seguire) erano tornate a casa per assistere in diretta alla trasmissione. In piazza oltre noi, i due striscioni del Comitato, il trattore portato a testimoniare la nostra presenza come movimento di agricoltori, tantissima gente, c'era anche un regista arrivato appositamente da Roma, un camion con la regia mobile e l'attrezzatura per il collegamento satellitare, un furgone di supporto, almeno una decina di tecnici.
Abbiamo fatto qualche calcolo e stimiamo che per organizzare il collegamento fra le risorse impegnate in piazza per la diretta e per girare i servizi la mattina, ai cittadini che pagano il canone RAI sarà costato almeno 40.000 Euro.
Risorse importanti per un obiettivo importante; non avremmo sprecato l'occasione. Avremmo testimoniato di due alluvioni cancellate dall'elenco delle alluvioni italiane (persino il servizio andato in onda dallo studio di Roma prima del collegamento con Piazza Elettra le aveva dimenticate), avremmo raccontato come dal 2011 ad oggi fra Basilicata e Puglia ci sono stati 7 morti per le alluvioni, che 550 milioni di Euro di danni al nostro territorio (per il 2011) cui si aggiungono quelli ancora in via di quantizzazione per il 2013 sono per noi un colpo terribile, avremmo rivendicato interventi ed investimenti per la messa in sicurezza di un tratto di Italia che, mentre fornisce ricchezza contribuendo al PIL nazionale con il petrolio e acqua a tanta parte del Sud, essendo attraversato da ben 6 fiumi avrebbe bisogno di investimenti e risposte certe.
Soprattutto, però, avremmo voluto dire cosa pensiamo di come la politica sta rispondendo al dramma delle alluvioni in Italia: avremmo detto con poche e semplici frasi che da tre anni a questa parte ogni alluvione in Italia ha avuto risposte diverse in assenza di una chiara legge nazionale che dica chi e come deve intervenire e rispondere ai problemi, secondo la logica dell'emergenza che lascia alla politica la discrezionalità più assoluta. Discrezionalità che sceglie sulla base di quanto i parlamentari, i membri del governo e i poteri politici locali siano capaci di contrattare e gestire soluzioni "per gli alluvionati di casa propria". Discrezionalità per cui le alluvioni di Puglia e Basilicata sono state cancellate come non fossero un problema.
Avremmo voluto testimoniare, per esempio, di come a mille giorni di distanza dall'alluvione del 1° Marzo 2011 siamo ancora alle briciole ed all'elemosina che lasciano famiglie e attività nella crisi più nera ed a come a quasi 50 giorni dall'alluvione dell'7 Ottobre 2013 (quattro morti) non abbiamo ancora l'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri ed alcuna risposta credibile.
Sarebbe stato, cosi, chiaro che nel caos e nel vuoto normativo e, soprattutto, nella colpevole assenza di finanziamenti e piani per la prevenzione e le risposte in caso di alluvione, la velocità con cui il Governo si è riunito in 24 ore per l'alluvione sarda, ha stanziato prime risorse, ha annunciato un ulteriore finanziamento sulla legge di stabilità per l'alluvione sarda di oltre 120 milioni di Euro, ha dichiarato il lutto nazionale per i morti sardi, la dice lunga sulla qualità morale della politica che oggi, ancora una volta, cavalca l'emozione dell'ultimo dramma per nascondere i suoi ritardi e il vuoto di risposte vere.
Avremmo detto ai fratelli e sorelle della Sardegna, in queste ore impegnati a uscire dalla morsa del fango, alla conta dei danni ed a celebrare i funerali delle vittime, che è un film già visto in tante altre zone; certamente lo abbiamo visto noi lucani e pugliesi: quando si seccherà il fango e non saranno arrivate le risposte e mantenute le promesse, arriveranno gli sciacalli, gli usurai insieme all'abbandono ed alla solitudine. Li avremmo invitati all'unità ed a reagire insieme per chiedere con forza: certezze, la messa in sicurezza del territorio, una legge chiara che dia certezze sulla ricostruzione e sui risarcimenti quando ci sono le alluvioni e non lasci i cittadini e le comunità con il cappello in mano della politica.
Niente di tutto questo è stato possibile. Quando ci è stata data la linea per il collegamento ci è stata tolta subito, con appena il tempo di dire "buonasera" e poco più lasciando l'intera Piazza nello sconcerto prima e con più rabbia di prima subito dopo.
La reazione dei cittadini è stata forte, il Sindaco, i Componenti del Comitato che da tre anni sta lavorando per affermare i diritti delle comunità alluvionate, i cittadini intervenuti avevano in bocca solo parole di indignazione, di frustrazione e di vergogna per lo spettacolo cui abbiamo assistito. Spettacolo indegno non solo perchè lo spreco di 40.000 Euro per un minuto in diretta e non poter dire nulla (a che serviva? Bastava una intervista a uno qualsiasi e non sarebbe costata) è vergognoso ma anche perchè l'intero impianto della trasmissione andata in onda lo è. Abbiamo assistito ad una trasmissione alla ricerca "dell'effetto pianto" e pietistico sulla pelle delle comunità colpite con pochissimo spazio a informazioni corrette, senza dare la parola ai cittadini delle aree colpite come la nostra ma preferendo, ancora una volta le passarelle dei ministri.
Una brutta prova di servizio pubblico per cui la RAI farebbe bene a scusarsi in una brutta giornata in cui gli alluvionati sono stati strumentalizzati.
Molti dei cittadini lucani e pugliesi che erano in Piazza a Marconia ieri sera e che, giustamente, si sono sentiti beffati e presi in giro, gridavano che non pagheranno più il canone alla RAI, alcuni di loro minacciavano di non far ripartire i mezzi mandati a sprecare il denaro pubblico. Come dargli torto?
Fra mercoledi e giovedì prossimo una nostra delegazione sarà a Roma insieme agli alluvionati di altre aree del Paese (compresi i sardi) per denunciare alla stampa ed al Parlamento la situazione e restituire lo schiaffo (dato a tutti gli alluvionati d'Italia) per cui qualcuno pensa ci siano alluvioni e morti di serie A da celebrare e di serie B per cui non vale la pena il diritto di parola.

Le foto della serata


martedì 19 novembre 2013

Domani conferenza stampa a Matera del Comitato TerreJoniche.

Mercoledì 20 Novembre 2013 ore 09:00 c/o la galleria Guerricchio, in piazza Vittorio Veneto a Matera Conferenza stampa del Comitato per la Difesa delle TerreJoniche.

Una delegazione del Comitato TerreJoniche nella conferenza di domani, Mercoledì 20 Novembre alle ore 09,00 terrà una conferenza stampa per fare il punto della situazione ed annunciare le prossime iniziative di lotta nei confronti delle forze politiche e istituzionali e che riprenderanno dai prossimi giorni per il raggiungimento degli obiettivi indicati dalla piattaforma più volte divulgata. In merito ai recenti avvenimenti, infatti, urge più che mai una presa di posizione contro la sostanziale assenza delle forze politiche e istituzionali nella vertenza volta a sostenere le ragioni dei cittadini e dei territori colpiti dall’alluvione del 07 Ottobre scorso e chiediamo una svolta nell’impegno a favore dei cittadini e del territorio. Impegno non più rinviabile visto l'incrementarsi dei fenomeni alluvionali e la gravità delle condizioni di un territorio ormai notevolmente in ginocchio e con gravi ferite che deve essere garantito da tutti i responsabili istituzionali, vincendo e superando la tentazione di continuare ad addossarsi responsabilità di cui i cittadini non hanno alcuna colpa. Le aziende e i lavoratori colpiti nel reddito e nei beni, le famiglie nel diritto all’alloggio, il territorio con gli argini dei fiumi rotti in diversi punti non possono più aspettare che la politica ripari ai danni che essa stesso ha provocato. La stampa è invitata.

domenica 17 novembre 2013

Mentre piove sulla campagna elettorale lucana, continua la mobilitazione. Alle 18 il portavoce esercita il diritto al non voto

Comunicato stampa

Piove, ci allaghiamo, i fiumi straripano e le risposte non arrivano o arrivano con il contagocce e noi andiamo avanti con la mobilitazione fino a quando non sarà messo in sicurezza il territorio e non saranno risarciti i danni

Alle 18 il portavoce del Comitato TerreJoniche, andrà al seggio elettorale di Policoro dove è iscritto per esercitare il suo diritto al non voto
La stampa è invitata


Continuano le iniziative del Comitato per la Difesa delle TerreJoniche dopo la giornata di mobilitazione del 14 Novembre. Ieri, 16 novembre, una delegazione del Comitato, insieme ai movimenti tarantini che hanno partecipato alla giornata di mobilitazione di due giorni fa a Scanzano Jonico, ha partecipato alla manifestazione indetta nella Terra dei Fuochi. Insieme a decine di migliaia di persone che hanno sfilato in Campania per chiedere bonifica del territorio ed il diritto delle comunità a vivere in pace in una terra gestita correttamente, ha sfilato lo striscione del Comitato portato da cittadini di Ginosa Marina.
Oggi il Comitato TerreJoniche parteciperà alla fiaccolata in commemorazione delle vittime dell'alluvione di ottobre indetta alle ore 20 a Ginosa Paese mentre è in preparazione una nuova assemblea a Nosa Siri Scalo indetta per martedi 19 Ottobre per estendere le iniziative alle aree colpite del Sinni e dell'Agri dalle esondazioni di questi giorni.
Proprio esondazioni di questi ultimi due giorni nella zona dell'Agri e del Sinni dimostrano, se fosse ancora necessario, quanto sia grave la situazione nelle TerreJoniche ovvero nelle aree che vanno dal confine con la Calabria e Taranto.
Abbiamo più volte denunciato in questi anni come questo territorio abbia bisogno di una forte, energica e pianificata azione di messa in sicurezza dei bacini fluviali e dalla rete di canali che dovrebbero assicurare la bonifica del territorio.
Un'azione che potrebbe portare lavoro e occupazione e permettere alle comunità di convivere con serenità con i fiumi ed agli investimenti economici di essere redditizi mentre ora sono a rischio.
Ormai è assolutamente evidente a tutti la fotografia della realtà: ogni volta che piove per qualche giorno o con intensità il territorio (devastato da opere sbagliate, dalla gestione di enti inutili e senza manutenzione e lavori di cura) si allaga e registriamo danni sempre maggiori e rischio (certezza sempre maggiore) di vittime.
Siamo stanchi di inseguire le emergenze e siamo stanchi delle patetiche risposte dopo ogni alluvione come quella, per esempio, del Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto che ha mandato gli escavatori a pulire i canali solo dopo l'alluvione del 7 Ottobre mentre prima (sollecitato mille volte) era evidentemente impegnato in tutt'altre faccende come quelle di garantire stipendi e posti a consiglieri illegittimi.
Noi andiamo avanti e non ci siamo fermati nemmeno per il voto in Basilicata alle Regionali, anzi abbiamo sollecitato la politica a  darci risposte certe prima, proprio perchè pensiamo che elezioni debbano essere il momento delle verifiche. Risposte che, pur se in parte arrivate dalle due regioni con la dichiarazione di Stato di Calamità (per ora recepito solo per la Puglia peraltro e senza che ancora ci sia nè per la Puglia né per la Basilicata l'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri con lo stanziamento di fondi e risorse) riteniamo assolutamente insufficienti ad oltre 45 giorni dall'alluvione del 7 Ottobre e mentre continuano ad esondare i fiumi.
Per questo, in coerenza con quanto deciso dal Comitato nell'assemblea del 14 a Scanzano Jonico, oggi (17 novembre) alle ore 18 il Portavoce del Comitato TerreJoniche si recherà al seggio elettorale di Policoro in cui è iscritto come elettore (Seggio n. 11 nelle Scuole elementari di Via Pandosia) per esercitare il suo diritto al non voto ai sensi del d.p.r. 30 marzo 1957, n. 361 - art104 comma 5, chiedendo che sia messa a verbale la motivazione del non voto e che la scheda non sia conteggiata fra le nulle, le bianche o le astenute.