Se quando c'è un'alluvione o un terremoto ....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

la solidarietà nazionale non interviene....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

... il territorio non è messo in sicurezza e i danni non sono risarciti....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

Come potranno le nostre comunità....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

avere riconosciuti tutti gli altri diritti fondamentali? Difendiamo le terre joniche

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

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mercoledì 8 gennaio 2014

Dissesto idrogeologico: con le terre ioniche, per l’uguaglianza tra i cittadini

Pubblicato su Il Fatto Quotidiano (leggi articolo originale)

Frane ed  alluvioni costituiscono un problema serio per il nostro Paese specie per effetto del grave dissesto idrogeologico, cui governi di centro-destra, centro-sinistra, tecnici, bipartisan e a pallini si sono guardati bene dal porre rimedio, preferendo sperperare i suppostamente pochi denari pubblici in F-35, missioni anticostituzionali in Afghanistan, TAV e altre inutili, anzi dannose, corbellerie.
E’ noto come l’assenza di ostacoli naturali dovuti fra l’altro alla cementificazione selvaggia e l’esasperazione del rischio dovuta al cambiamento climatico determinino una situazione di rischio crescente per buona parte del territorio nazionale. Tale situazione produce spesso esiti tragici e perdite umane ed economiche molto elevate. L’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica (IRPI), del Consiglio Nazionale delle Ricerche, tiene aggiornato il sistema informativo sulle catastrofi idrogeologiche. Risulta che tra il 1950 al 2008 si contano almeno 6.380 vittime (morti, dispersi, feriti) per frana e 2.699 vittime di inondazioni. Nel solo 2010 si sono avute 44 vittime e 237.570 milioni di euro di danni. Ed il rischio si presenta grave per il futuro, anzi il rischio è crescente per effetto dei fenomeni di cambiamento climatico. Si consideri inoltre che, secondo un Rapporto redatto nel 2010 dall’Ordine nazionale dei geologi, sono circa 6 milioni gli Italiani che abitano nei 29.500 chilometri quadrati considerati ad elevato rischio idrogeologico.  
Per mettere in sicurezza quest’ultimo sarebbe sufficiente uno sforzo finanziario relativamente ridotto che consentirebbe altresì di creare nuove occasioni di lavoro per i giovani e non, sia nella fase di risistemazione che durerà comunque molti anni, sia in prospettiva grazie alle nuove possibilità offerte da un territorio risanato. Secondo l’Associazione nazionale bonifiche, irrigazioni e miglioramenti fondiari, “basterebbero 4,1 miliardi di euro per mettere in sicurezza l’Italia con un’adeguata pianificazione che gestisca la fase di intervento e stabilisca i piani di manutenzione, riducendo il dissesto idrogeologico e facendo risparmiare milioni di euro in commissariamenti: sistemare torrenti, rogge, canali artificiali per adeguarli ai cambiamenti climatici, al degrado e all’incoltivazione dei terreni agricoli e all’aumento della superficie cementificata, sulla quale l’acqua scorre invece di essere assorbita dal suolo”. 
A fronte di tale situazione di emergenza, il comportamento dei vari governi che si sono succedute è doppiamente colpevole. In primo luogo per il rifiuto di varare un piano degno di questo nome investendo le risorse necessarie a fare dell’Italia un Paese bello e vivibile per la presente e le future generazioni. In secondo luogo per aver stanziato soldi nel corso degli anni in modo disorganico e inefficiente. Come afferma Walter Domenichini, “il rendiconto del costo del dissesto dal dopoguerra ad oggi ammonta a 213 miliardi di euro e solo dal 1996 al 2008 lo stato italiano ha investito per calamità circa 27 miliardi di euro, a fronte di un valore dei danni causati stimabile in circa 52 miliardi”.
Si potrebbe aggiungere un terzo motivo di accusa. L’aver trascurato completamente o quasi determinate regioni, pur fortemente colpite da frane e inondazioni. E’ il caso delle terre ioniche, dove, in seguito agli ultimi eventi di questo genere, fra i quali tre alluvioni che hanno provocato 600 milioni di euro di danni fra Basilicata e Puglia, è nato, con il Comitato Terre Ioniche, un movimento di lotta contro l’irresponsabile disinteresse da parte del governo.
Come afferma Gianni Fabbris, uno dei leader di tale movimento, in Italia ” ci sono alluvioni di serie A, B, e C a seconda dei casi. (…) Dopo i primi giorni di riflettori accesi incomincia un calvario drammatico. La decisione se intervenire e in qualche misure e con quali priorità è all’assoluta discrezionalità della politica che in nome della emergenzialità valuta in base a criteri che non sono affatto trasparenti. (…) Differenze enormi di trattamento addirittura sulla sospensione dei tributi. C’è un problema nazionale quindi. A Sara Baganza, che è al Nord, nel 2011, per esempio, non c’è stato nemmeno il riconoscimento dello stato di emergenza. C’è un vulnus di trasparenza e di democrazia”.
Fabbris sottolinea alcuni elementi molti positivi dell’esperienza di lotta in corso:  “Sta nascendo, in questi anni e dentro il percorso della mobilitazione del Comitato Terre Joniche, una nuova comunità di uomini e donne che, di nuovo, hanno deciso di alzare la testa per la dignità propria e di tutti come fecero i contadini che lottando impararono a non togliersi il cappello di fronte al padrone agrario di turno. Una comunità in cui cresce la coscienza di se e che sta imparando a passare dalla protesta alla vertenza nella consapevolezza che in ballo non c’è semplicemente la soluzione di un piccolo/grande problema personale ma la soluzione per il territorio e che la posta è, ancora una volta la Terra, la nostra Terra lucana su cui abbiamo il diritto di vivere in pace e con dignità”.
Un’esperienza che, a partire dalla difesa del lavoro e della produzione agricola, su cui lavora da anni l’associazione Altragricoltura, pone questioni fondamentali di giustizia, qualità dello sviluppo, difesa ambientale. In rapporto dialettico con altri movimenti contadini come quelli presenti nelle varie anime dei “forconi”, troppo frettolosamente liquidati come pura espressione di corporativismo, ma invece spesso espressione di un disagio forte da parte di categorie essenziali per l’economia e la società italiana, cui vanno date risposte positive ed urgenti. 
di Fabio Marcelli

mercoledì 20 novembre 2013

Terrejoniche fa appello a Pittella: "La Regione ci dia certezze"

Pubblicato su Ansa (leggi articolo originale)

MATERA - Attenta perimetrazione delle aree del Metapontino effettivamente colpite dall’alluvione del 6 e 7 ottobre scorso, per evitare, come accaduto nel 2011, l'inserimento di luoghi e persone che hanno finito col far crescere a dismisura le previsioni di intervento penalizzando i veri destinatari finora non indennizzati, e destinazione di una parte del fondo accantonato delle royalties sul petrolio per rifondere i danni di aziende colpite dal maltempo e realizzare opere di tutela del territorio.
Sono le richieste che il portavoce del comitato di difesa delle Terrejoniche, Gianni Fabbris, ha fatto al neopresidente della giunta regionale, Marcello Pittella, affinchè sia dia corso a tutte le procedure per il riconoscimento dello “stato di calamità” e all’emissione dell’ordinanza ministeriale: “Non è possibile - ha detto Fabbris - che a distanza di 45 giorni dall’alluvione la documentazione non sia giunta al Governo. La Puglia ha effettuato la ricognizione dei danni e presentato gli atti. La Basilicata è indietro. Se ci sono inadempienze, ritardi e responsabilità burocratiche lo verificheremo anche con i nostri legali. La nostra protesta di non votare raccogliendo i certificati elettorali ha dimostrato che dalla parte politica, e anche parlamentare, non c'è stata la dovuta attenzione sui danni. La situazione è insostenibile. La politica si muova. Per la Sardegna - ha continuato - i danni dell’alluvione sono stati affrontati in tempo reale”.
Fabbris, inoltre, ha ribadito la richiesta della nomina di un commissario unico per affrontare le questioni ricorrenti, create dal dissesto idrogeologico, del bacino comprensoriale del Bradano che interessa le province di Taranto e Matera: “Serve - ha spiegato - un commissario terzo, che non sia il presidente della Regione, per evitare problemi e limiti tuttora irrisolti di precedenti esperienze”. (ANSA)

sabato 16 novembre 2013

Mai più disastri ambientali, la manifestazione del 14 novembre 2013.

Pubblicato su ginosanews (leggi articolo originale)

Un copione già visto, si spera con diverso esito. 
Ieri a Ginosa la manifestazione promossa da Terre joniche contro l’inerzia pubblica nell’affrontare i disastri ambientali.  Manifestazione poi conclusasi intorno all’una alle tavole palatine, in territorio lucano. Lo slogan che ha accompagnato la mobilitazione fortemente presidiata dalle forze dell’ordine è stato: “un solo fiume in piena, le nostre comunità”. 
Una ventina di trattori, alcuni davvero imponenti,  hanno sfilato per le vie cittadine partendo da piazza 4 novembre e poi dirigendosi verso lo stadio, la zona nella quale è stata ritrovata la prima vittima dell’alluvione, Rossella Pignalosa di 32 anni. 
Aggiungi didascalia

Qui Gianni Fabbris, il sindacalista di altragricoltura, che da tempo si spende per la messa in sicurezza del territorio e i risarcimenti alle persone ed alle aziende colpite, ha illustrato punto per punto i motivi che hanno condotto alla mobilitazione. 
In primis chiudere le questioni lasciate aperte dall’alluvione che colpì, nel marzo del 2011, Marina di Ginosa. Non si è andati oltre la stretta emergenza secondo il movimento nato all’indomani dell’alluvione mentre i cittadini si chiedono dove si sia fermata la macchina dei pur scarni risarcimenti ottenuti: il 24% secondo la delibera di giunta regionale n°1433 del 17 luglio scorso. 
Ma non è solo il territorio di Marina di Ginosa a rischio e l’alluvione di poco più di un mese fa lo ha dimostrato tragicamente con quattro morti che devono la loro tragica scomparsa non solo alla sfortuna. Il territorio ha bisogno di essere tutelato davvero, le leggi rispettate da tutti non solo da alcuni, per questo il comitato torna a chiedere un commissario straordinario unico per Puglia e Basilica che sia “terzo fra le due regioni”. 
Il motivo, facilmente comprensibile, è l’eliminazione di qualsiasi tensione o peggio turbativa nelle azioni che dovranno essere intraprese per mettere in sicurezza il territorio. 
Purché  il tutto non si limiti agli iniziali esigui stanziamenti annunciati e i soliti furbi non trovino un mezzo per essere risarciti senza averne diritto.
Intanto è stato riconosciuto venerdì 15 novembre 2013  dalla presidenza del consiglio dei ministri lo stato di emergenza per Ginosa, Laterza, Castellaneta e Palagianello. 
Il passaggio necessario arriva  un mese e nove giorni dopo gli eventi del 7 ed 8 ottobre 2013. Questo riconoscimento è propedeutico all'emanazione all’emanazione dell’Ordinanza da parte del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile.
Sarà questo organo a quantificare ed a stanziare le somme da destinare ai comuni colpiti.
Per questo si continua a chiedere che la perimetrazione delle aree colpite avvenga con rigore, senza includere aree non toccate dalla furia delle acque. 
E a questo proposito si continua a chiedere il rifinanziamento del fondo nazionale per le calamità, anche se una recente legge dello Stato ha proprio tagliato fuori la responsabilità statale.
Insomma cittadini ed aziende colpite non avrebbero diritto legale a nessun risarcimento dopo il decreto legge n°59 del 15 maggio 2012 e il regolamento che dovrebbe seguire alla conversione in legge. 
Il corteo si è anche recato in contrada pantano nei cui pressi sono state ritrovate le altre tre vittime della terribile alluvione di Ginosa. 
Ginosa che si considerava al sicuro, protetta dalla sua relativa altitudine (circa 240 metri sul livello del mare) e dalla profonda e maestosa gravina che comunque ha salvato la quasi totalità della cittadina che conta 19mila abitanti, più altri quattromila residenti a Marina di Ginosa. 
Beppe Grillo incontra i manifestanti del comitato terre joniche in un bar lungo la statale 106
(foto erasmo mazzone)

La manifestazione ha avuto anche una coda polemica, con Pinuccia Sassone, rappresentante degli alluvionati di Marconia (Matera) che si è chiesta il perché dell’assenza di rappresentati comunali. 
La politica ha fatto capolino anche con Beppe Grillo che ha tenuto un breve incontro riservato con Gianni Fabbris nei pressi delle tavole palatine. 
Ma le strade di “terre joniche” e quelle movimento 5stelle non si sono saldate, essendo per quest’ultimo di vitale importanza non essere assimilato alle altre forze politiche. 
Per il comitato invece è essenziale tenere aperta la vertenza del territorio a tutte le forze politiche. 
Chi si vuole cimentare nella delicatissima questione è chiamato a portare risultati concreti: non c’è bisogno di altre fabbriche di parole. 
Per tutti dovrebbe bastare il monito dei parenti di Rossella affacciati al balcone della sua casa: hanno assistito da lontano alla manifestazione. 
Nessun risarcimento sarà possibile per questa famiglia e quelle di Chiara Moramarco, Gianni Bari e Pino Bianculli. Il parroco di Cristo risorto, don Giuseppe Bernalda ha invitato tutta la popolazione a partecipare ad una fiaccolata. La manifestazione in ricordo delle vittime partirà dal sagrato della chiesa stessa domenica prossima 17 novembre alle venti: forse solo la preghiera può unire cittadini e comunità.
Articolo del nuovo QUOTIDIANO DI PUGLIA del 15 novembre 2013

domenica 13 ottobre 2013

Metapontino, si spala fango e si continua nella conta dei danni

Pubblicato su La Nuova del Sud (vedi articolo originale)

MATERA - Prosegue nell’intera zona del metapontino la conta dei danni provocati dal nubifragio che lunedì sera si è abbattuto sull’intera costa jonica. Danni che al momento si stimano in circa 16 milioni di euro. Una cifra destinata sicuramente ad aumentare. Per questo si attende nel più breve tempo possibile la risposta del governo sulla richiesta dello stato di calamità naturale. Intanto, in una nota, il sindaco di Matera ricorda le quattro vittime dell’alluvione: “La tragica morte di quattro giovani - ha commentato Salvatore Adduce - a causa del violento nubifragio che nei giorni scorsi si è abbattuto su Matera e Ginosa ci lascia attoniti e carichi di dolore. A poche ore dall’ultimo ritrovamento il cordoglio mio personale e dell’intera città di Matera va alle famiglie delle quattro vittime colpite inaspettatamente da questa drammatica vicenda”. “Il violento nubifragio – aggiunge Adduce - ha messo in sofferenza anche tante imprese agricole nel Metapontino che sono costrette a fare i conti per l’ennesima volta, in pochi mesi, con ingenti danni in un periodo già di per sé non facile per la grave crisi economica che sta vivendo il Paese. Siamo vicini ai cittadini e ai territori così duramente colpiti. Anche la città di Matera ha fronteggiato una emergenza. Il violento nubifragio infatti ha procurato gravissimi danni all’impianto di sollevamento di Tirlecchia. L’emergenza idrica tuttavia è terminata nell’arco di 48 ore. Questo risultato è stato reso possibile grazie all’impegno di tante persone che hanno lavorato ininterrottamente affinchè la situazione potesse tornare rapidamente alla normalità. Recandomi immediatamente all’impianto ho potuto constatare personalmente la gravità dei danni che l’ondata di acqua e fango scivolata dalla collina a ridosso del fabbricato ha provocato al sistema di sollevamento. Ed ho constatato da vicino lo straordinario impegno degli uomini e delle donne di Acquedotto lucano che giorno e notte hanno lavorato costantemente per far tornare la situazione alla normalità”.

giovedì 10 ottobre 2013

Alluvione Ginosa: alle 18:30 un vertice in prefettura a Taranto

Pubblicato su Meteoweb (leggi articolo originale)

Oggi pomeriggio, alle 18.30, si terra’ un vertice in Prefettura a Taranto alla presenza dei sindaci dei Comuni colpiti dal nubifragio che ha provocato quattro vittime e devastato intere contrade, nonche’ del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Gli amministratori locali hanno gia’ preannunciato la richiesta dello stato di calamita’ naturale agli enti competenti. Si segnalano intanto allagamenti sparsi in tutto il territorio, soprattutto lungo le strade comunali e provinciali. La Prefettura di Taranto, che ha attivato l’Unita’ di crisi, sta coordinando gli interventi. All’incontro sono stati invitati anche i consiglieri regionali e i parlamentari di Taranto e i rappresentanti dell’Autorita’ di bacino della Puglia. Oltre a fare il punto della situazione, l’intento e’ quello di concertare le iniziative per velocizzare le procedure per la quantificazione dei danni e la richiesta di risarcimenti. I cittadini di Ginosa, il comune maggiormente colpito dal nubifragio di lunedi’ scorso, attendono ancora l’erogazione dei contributi per l’alluvione del marzo 2011.

Dopo alluvione, Ugl: ''sospendere tasse a imprese danneggiate''

Pubblicato su Il Metapontino (leggi articolo originale)

"Ci sono imprese fortemente danneggiate e qualcuna non riesce a riprendere la propria attività. A tutte le imprese colpite dall’alluvione – sostiene l’Ugl Basilicata - occorre assicurare un sostegno concreto e immediato. La prima misura da adottare è quella di sospendere le tasse e i tributi per alleggerire la pressione su chi sta vivendo una vera e propria tragedia imprenditoriale". E’ quanto dichiarano i segretari dell’Ugl Basilicata, Giovanni Tancredi, Luigi D’Amico e Pino Giordano per i quali, “per quanto di grave accaduto nel zona materana-ionica-metapopntina intendiamo sottolineare l’assoluta necessità di attivare tutte le misure che possano in qualche modo alleggerire la situazione delle imprese, degli agricoltori e delle famiglie: sospensione dei tributi locali, certamente, ma anche dei mutui contratti con gli istituti bancari. La situazione è allarmante in una zona geografica già in ginocchio dal punto di vista lavorativo. Tutte le imprese hanno anche bisogno d’aiuto fisico: per la ripresa dei territori e delle imprese messi in ginocchio dall’alluvione l’Ugl – concludono i sindacalisti, Giordano, D’Amico e Tancredi – ha a disposizione una banca nominativa di simpatizzanti dell’o.s. che su richiesta, gratuitamente aiuteranno coloro che necessitano d’aiuto. Per tanto si chiede di essere convocati urgentemente con il Prefetto di Matera, dott. Luigi Pizzi”.

martedì 8 ottobre 2013

Alluvione Ginosa, intervento del Corpo Forestale

Pubblicato su Meteoweb (leggi articolo originale)

L’esondazione del fiume Bradano, come due anni fa, ha provocato una valanga di fango e detriti che si sono spostati verso valle fino alla costa trascinando con sé cose e persone. Già nella tarda serata di ieri il personale del Corpo forestale dello Stato del Comando Provinciale di Taranto e dei Comandi stazione del territorio , è intervenuto sotto allerta dalla Prefettura. Le condizioni atmosferiche particolarmente proibitive ed il terreno accidentato hanno complicato le ricerche e questa mattina è stata ritrovata l’auto e il corpo della giovane conducente, a più di 3 km dal centro della città di Ginosa, dove era scomparso il mezzo. Continuano con difficoltà le ricerche coordinate dalla Protezione civile degli altri tre dispersi che, presumibilmente, da quanto è stato rilevato dagli elicotteri, potrebbero essere nascosti dal fango e dai detriti che sono scesi a valle. Come accaduto due anni fa sono rimasti coinvolti gli allevamenti della zona e sono varie le carcasse di cavalli e cani che ingombrano la Gravina di Ginosa. Una stima dei danni sarà possibile solo dopo il rastrellamento dei detriti e del fango che nasconde i terreni e che durerà presumibilmente diversi giorni considerata la vasta estensione dell’area della ricerca.

Alluvione Metapontino. Le reazioni del mondo lucano

Pubblicato su Sassiland (leggi articolo originale)

Colpita gravemente la produzione agricola dell'arco jonico MATERA E PROVINCIAMALTEMPO: FENEAL-UIL, GLI EDILI SONO STANCHI DI “INCROCIARE LE DITA”

“Siamo alle solite: con la pioggia, sia pure riconoscendo in questa occasione il carattere d’eccezionalità,  il Metapontino frana e si allaga, come è già tragicamente accaduto con l’alluvione del marzo 2011 di cui sono visibili ancora le ferite. E' la sola certezza in tempi nei quali domina l'indeterminatezza. Ma l'unica politica di cui sembra capace la classe dirigente nazionale è quella di incrociare le dita. Sembra davvero poco ed è già questo un clamoroso fallimento al quale va detto basta. Basta con l'impotenza, basta con i richiami alla fatalità". Lo ha dichiarato Domenico Palma, segretario regionale Feneal Uil.

“Il nostro – aggiunge – sembra un grido nel deserto: serve un piano nazionale e pluriennale di risistemazione del territorio  e va dotato di risorse vere. La Feneal Uil lo sostiene da tempo ma ora sembra davvero giunto il momento di decidere e di tornare a progettare interventi seri, altrimenti saremo costretti come sempre a rincorrere le emergenze.
Il piano straordinario di manutenzione del territorio che abbiamo proposto – continua Palma – si basa essenzialmente su nuove tecnologie moderne di lavori pubblici e apre il fronte occupazionale anche a nuove figure professionali di cui i nostri cantieri hanno assoluto bisogno, costruendo un sistema di cooperazione tra pubbliche amministrazioni, imprese, università, centri di ricerca e scuole di alta formazione. Come sindacato dei lavoratori edili siamo convinti che è necessaria una particolare attenzione da parte delle Pubbliche Amministrazioni come di progettisti e tecnici incaricati per i lavori che dovranno essere eseguiti a breve, medio e lungo termine sulla viabilità e per la manutenzione dei fiumi che non può ridursi al Progetto Vie Blu. Le immagini del disastro di queste ore nel Metapontino come quelle che abbiamo ancora in mente del “viadotto Calciano 2“ sulla Basentana spezzato in due ci danno la carica per tornare a chiedere interventi adeguati a breve e lungo termine. E’ una questione di vitale importanza per le nostre popolazioni che richiede ai partiti, senza alcuna eccezione, di deporre le “armi” dei conflitti interni pre-elettorali e di dare risposte efficaci e non più improntate solo all’emergenza”.

Nota del Consigliere Regionale Leonardo Giordano
Facendo seguito al precedente comunicato sugli eventi registratisi a seguito del maltempo e delle incessanti e forti precipitazioni del 7 ottobre, il Consigliere Regionale Leonardo Giordano (PDL) ha aggiunto: <<Un’emittente privata ha meritoriamente messo in onda le immagini dolorose e tremende del disastro causato dalle piogge del 7 ottobre in agro di Scanzano Jonico, la cui gravità  tranquillamente potrebbe essere estesa  a tutto il metapontino. La questione richiede un intervento straordinario ed urgente della Regione Basilicata. Sarebbe il caso di convocare in via del tutto straordinaria ed urgente il Consiglio Regionale per approntare un pacchetto di provvedimenti e risorse finalizzate almeno a superare l’emergenza. A tal fine ho già inoltrato formale richiesta di convocazione al Presidente del Consiglio e al Presidente della Giunta Regionale. Questa emergenza ha priorità assoluta; si deve effettuare una ricognizione delle risorse finalizzate a provvedimenti meno urgenti e riprogrammarle per questa emergenza che rischia di mettere in ginocchio aziende e popolazioni del meta pontino e della fascia jonica.>>.

NAPOLI (PDL), TROPPI SOLDI SPESI NON MITIGANO GLI EFFETTI DELLA PIOGGIA SIA PURE ECCEZIONALE
“Nella cosiddetta conferenza stampa di bilancio della fine anticipata di  legislatura da parte del Dipartimento Infrastrutture nella scheda diffusa è stato sostenuto che “molto è stato fatto per arginare le frane e le erosioni”. Evidentemente, dopo l’ennesima calamità naturale che ha colpito il Metapontino ed ha spezzato in due la regione nei collegamenti viari e ferroviari, provocando vittime e danni ingenti in un vasto territorio a cavallo del tarantino-materano, con conseguenze che potevano essere ancora più nefaste, bisogna riconoscere che non è stato fatto abbastanza e che anche per la difesa del suolo la spesa a pioggia ha seguito parallelamente l’andamento stagionale della pioggia che ha sgretolato interi territori” . E’ il commento del capogruppo Pdl in Consiglio Regionale Michele Napoli. “Bisogna interrogarsi su cosa non ha funzionato perché – aggiunge –non mette la coscienza a posto aver registrato, burocraticamente, l’avvio di 85 interventi in altrettanti comuni lucani in attuazione di un Piano da 27 milioni di euro, predisposto d’intesa con il ministero dell’Ambiente, a cui aggiungere  una serie di interventi in 123 Comuni (ovvero il 94 per cento del totale) classificati “a rischio” frane e alluvioni. E’ vero – afferma Napoli – il fenomeno metereologico delle ultime ore è stato eccezionale al punto da registrare sino a 200 mm di pioggia in poche ore. La questione è un’altra: di fronte a calamità naturali che si ripetono, purtroppo, con cadenza periodica, solo un piano straordinario di difesa del suolo che tenga dentro anche il superamento delle carenze manifestate anche in questa occasione dal Consorzio di Bonifica Bradano-Metaponto, come accade per gli altri Consorzi impossibilitati persino a pulire le canalette, vale a dire azioni semplici ed efficaci di prevenzione, può mitigare gli effetti disastrosi di piogge torrenziali ed alluvioni. E allora mettendo insieme tutti i soldi spesi in mille rivoli, tra Vie Blu, programmi di forestazione-rimboschimento, difesa da frane e smottamenti, si può iniziare a svoltare nell’attività di assetto idrogeologico”.

Nota di Marcello Pittella
“L’incessante pioggia che ha causato allagamenti in molte abitazioni della zona, il crollo di un ponte nel Comune di Bernalda e impedito il traffico in alcuni tratti sulla statale jonica e sulla Basentana – ha aggiunto Pittella - hanno messo a dura prova intere comunità di un territorio che rappresenta il cuore produttivo del settore agricolo e turistico della regione. Dopo i sopralluoghi fatti questa mattina da parte dei referenti istituzionali preposti, sono state avviate le procedure per chiedere lo stato di calamità. So, inoltre, che la situazione è in costante monitoraggio da parte della Sala Operativa Regionale della Protezione Civile, della Prefettura di Matera, dell’ANAS e dei Consorzi di Bonifica. Encomiabile è stato il lavoro di forze dell’ordine e volontari di protezione civile che fin da subito hanno avviato la macchina dei soccorsi e si sono mobilitate sui territori per far fronte alle prime richieste di aiuto. Le istituzioni sapranno sostenere ed essere vicine in ogni modo alle comunità coinvolte”.

EMERGENZA METAPONTINO: ASS. BENEDETTO, DECISO PRIMO FONDO DI 3 MILIONI DI EURO
Il Dipartimento Agricoltura della Regione è impegnato a monitorare la grave situazione che si è verificata nel Metapontino a causa dell’eccezionale fenomeno metereologico della serata di ieri.
L’assessore, dalla serata di ieri, è stato presente nei luoghi, in particolare nei territori e nelle contrade rurali del Metapontino, più colpiti dalle piogge , con particolare attenzione ai problemi di incolumità delle famiglie che risiedono nelle aziende agricole e zootecniche.
Alle prime ore di oggi, l’assessore Benedetto ha presieduto in Regione una riunione con il direttore generale del Dipartimento  e l’Autorità di Gestione del Programma Psr 2007-2013 allo scopo di individuare un primo canale finanziario per affrontare l’emergenza.
In attesa della delimitazione delle aree colpite e della conseguente mappatura dei danni, è stato deciso di rendere disponibili 3 milioni di euro del Psr Asse I, derivanti da economie provenienti dal Programma Psr, da inserire nelle misure che riguardano il ripristino di attività produttive delle aziende e la straordinaria sistemazione di infrastrutture territoriali.
Per l’assessore Benedetto “l’iniziativa rappresenta un primo segnale di vicinanza agli agricoltori  colpiti, nella consapevolezza della complessità delle questioni esistenti strettamente intrecciate alla manutenzione del territorio e delle strutture consortili al servizio delle aziende e che – evidenzia – necessita di altre adeguate misure e soprattutto di finanziamenti ben più consistenti”.

Metapontino, Ugl: è emergenza.
"Allarme meteo nel Metapontino, operazioni di soccorso complicate visto il numero elevatissimo di chiamate al 115 da tutto il comprensorio e le difficoltà oggettive a raggiungere i luoghi, molte le strade rese impercorribili, l'acqua è entrata in alcune abitazioni, i canali ostruiti non hanno agevolato il deflusso. E’ necessario ribadire con forte determinazione l'emergenza che i cittadini e soprattutto gli agricoltori stanno affrontando in queste ore".
E’ quanto dichiarano i segretari dell’Ugl Basilicata, Giovanni Tancredi, Luigi D’Amico e Pino Giordano per i quali, “a marzo 2011 già una terribile alluvione ha fatto lezione all’accaduto di oggi. Ora è ancora più drammatica con una vittima, una violenta scarica d’acqua che ha messo definitivamente in ginocchio l'economia agricola del territorio, già bisognosa di aiuti economici a causa di questioni fiscali e di tante altre innumerevoli calamità naturali del passato. E’ il colpo di grazia per i nostri agricoltori che avrebbero, fra qualche settimana, raccolto i frutti del lavoro di un anno intero per poter incassare gli introiti utili a vivere nei prossimi mesi.  L'emergenza, infatti, - precisano i segretari Ugl - è proprio questa, e cioè, la difficoltà di migliaia di famiglie di poter tirare avanti senza alcun reddito. La situazione è assimilabile a un terremoto: la gente si ritrova senza abitazione, così come gli agricoltori si ritrovano senza risorse per poter sopravvivere. Da qui l'esigenza – continuano Tancredi, Giordano e D’Amico - di un intervento immediato da parte della Regione Basilicata a sostegno delle famiglie danneggiate dall'eccezionale evento. L’Amministrazione regionale non è più in grado di garantire il livello di manutenzione minimo per evitare, o ridurre, i disagi e i pericoli determinati dalle piogge torrenziali. La situazione che si è venuta a creare durante l’ultimo violento temporale ha paralizzato, per l’incuria degli amministratori , un’intera provincia, non è più accettabile. I disagi maggiori sono stati registrati nelle aree basse e, in particolare, nell’area del Metapontino. L’otturazione dei punti di scarico delle acque piovane ha determinato veri e propri allagamenti che, hanno determinato anche situazioni di pericolo per gli automobilisti, intrappolati nelle auto”. A parere dell’Ugl “le responsabilità maggiori da attribuire alla Regione sono individuabili nell’incapacità di gestire e prevenire situazioni d’emergenza che si ripetono puntualmente. La mancanza di manutenzione agli scarichi delle acque e, per quanto riguarda l’aree gestite dal Consorzio di Bonifica, l’insufficiente sistema di deflusso, atteso che quelle zone sono punto dove convogliano naturalmente le acque piovane che scendono dalle zone alte dei paesi, sono totale responsabilità dei nostri amministratori regionali che non hanno saputo programmare interventi per migliorare situazioni pregresse. La politica regionale sbandiera quotidianamente i problemi che  vive a causa del debito storico accumulato, pienamente responsabilità del centro-sinistra, e tenta quindi di infondere, nei cittadini, la rassegnazione dovuta a cause di forza maggiore. Forse – tuonano D’Amico, Tancredi e Giordano - il messaggio che si vuol far passare è quello di una regione con le mani legate e che non è in grado di affrontare l’ordinario e lo straordinario. Se per esempio gli scarichi delle acque risultano otturati non è colpa della regione visto che non ha a disposizione fondi per pagare gli interventi. I cittadini del Metapontino sono ancora disposti a subire queste situazioni?  Ora la richiesta al Governo nazionale dello stato di calamità naturale è un atto dovuto, ma richiederà tempi lunghi che gli agricoltori del Metapontino non possono permettersi. C'è bisogno di un intervento straordinario. Prima che ciò avvenga è, però, necessario un atto di responsabilità politica e istituzionale dell'Esecutivo regionale che, pur in attesa delle necessarie iniziative del Governo nazionale, dovrebbe immediatamente adottare provvedimenti tesi a garantire ai cittadini e alle aziende agricole danneggiate le condizioni minime di sopravvivenza. La vicenda, poi,  speriamo serva a fare in modo che la Giunta regionale si renda finalmente conto che esiste in questo territorio un problema serio da affrontare prima che sia troppo tardi e che riguarda la principale risorsa economica dell'area: l'agricoltura. Non è ammissibile, infatti, che lo stesso sistema infrastrutturale, la viabilità rurale, i canali idrici siano quelli degli anni '50, della cui inadeguatezza ci si accorge solo in situazioni di emergenza come quella di questi giorni.  In queste ore l’Ugl Basilicata sta elaborando, – concludono gli esponenti sindacali - una serie di documenti con l'obiettivo di definire le migliori soluzioni da sottoporre all'attenzione degli organi regionali e nazionali competenti".

COLDIRETTI SU NUBIFRAGIO NEL METAPONTINO

COLPITI GRAVEMENTE MOLTI COMUNI E VASTE AREE DELLA FASCIA JONICA, COME BERNALDA E METAPONTO, MARCONIA, SCANZANO, PISTICCI, POLICORO

Il maltempo torna a colpire duramente il Metapontino, già messo in ginocchio dai problemi della viabilità. Una “bomba d’acqua”, un temporale durato tantissimo, tanto da riversare su una fascia di territorio molto ampia, dalla collina materana prospiciente alla costa fino alle spiagge del metapontino, ben 170 – 200 mm di pioggia. Molti i danni, e per fortuna solo materiali, al momento non calcolabili, sia ai centri abitati che alle aziende agricole, tanto che la Provincia di Matera ha già chiesto lo stato di calamità naturale per le zone colpite.
Tanti gli imprenditori agricoli che, nonostante i problemi nelle proprie aziende, hanno deciso di aiutare i propri concittadini ed i comuni nell’opera di pulizia di garage, scantinati, strade. Nel momento in cui scriviamo la nota i vigili sono ancora al lavoro per le numerose segnalazioni ricevute e la 106 jonica è ancora chiusa al traffico all’altezza della galleria di Scanzano.
La rete del Consorzio di Bonifica ha retto nonostante tutto, tranne alcuni casi di ostruzioni ed allagamenti conseguenti ai campi circostanti.
Epicentro del nubifragio Bernalda e Metaponto. Il Presidente della locale sezione della Coldiretti Giuseppe Abbatepaolo afferma “Non ci sono parole per descrivere i danni causati all’agricoltura, soprattutto nelle frazioni di Spineto e Serramarina. Non solo la rete viaria anche rurale, ma interi campi allagati. Colpite colture come ortaggi e fragole, appena trapiantate, con i relativi impianti, ma anche campi di uva da tavola ancora da raccogliere e agrumeti, allagati e in molti casi imbrattati dalla melma fino ai frutti”.
“A Scanzano”, aggiunge il Presidente della Coldiretti sezionale Nunzio Scarnato, “molte persone hanno dormito fuori casa nelle aree più basse dell’abitato cittadino, le strade di accesso ai campi sono impraticabili e molte colture ancora in fase di raccolta, come pomodorini e lattughe, sono andate distrutte. I danni si sono verificati soprattutto nel territorio di Lido Torre”.
 “È una emergenza davvero impressionante” ha affermato il Presidente della Coldiretti di Pisticci Franco Vitelli. “La viabilità rurale è quasi tutta immelmata, così come molti scantinati e garage dell’abitato di Marconia. Immelmati anche molti campi dove imprenditori agricoli avevano già messo a dimora colture come lattuga, cavolo, finocchio, ecc.” Stesse considerazioni da parte del Presidente della Coldiretti di Policoro Vincenzo Padula, che aggiunge: “Anche il lavoro fatto per mettere a dimora le fragole è andato perso, dalla pacciamatura agli impianti di irrigazione, e in diversi casi danni si sono avuti anche alle coperture dei tunnel”.
Pasquale Cariello, socio della Cooperativa Agricola zootecnica Fattoria Lucana di Scanzano e Delegato Regionale di Giovani Impresa della Coldiretti di Basilicata ha affermato che “Nonostante i danni causati dal nubifragio alle aziende agricole anche zootecniche come la mia, dove abbiamo salvato almeno gli animali, ho preferito, come giovane imprenditore agricolo, insieme a tanti altri, dare una mano ai miei concittadini, aiutando a ripulire gli abitati e le strade di accesso”.
Per il Presidente Regionale della Coldiretti di Basilicata Piergiorgio Quarto “non sono più procrastinabili interventi urgenti e straordinari alla nostra rete infrastrutturale, viaria  ed idrica. Come più volte denunciato poi, il materano ed il metapontino devono tornare al centro dell’attenzione politica, in quanto sono aree che soffrono ancor più il problema delle inondazioni e del dissesto idrogeologico”.

Nota di Cosimo Latronico
"Ancora una volta le abbondanti precipitazioni abbattutesi nelle ultime ore sul metapontino riportano alla ribalta la questione della sicurezza idraulica già emersa nel corso dell'alluvione del marzo 2011. I comuni di Policoro, Scanzano Jonico, Bernalda (soprattutto Metaponto) e Pisticci nella frazione di Marconia, sono stati messi in ginocchio dalla portata straordinaria della pioggia che ha creato un clima da apocalisse. La macchina dei soccorsi, del volontariato e dell'emergenza istituzionale é stata impeccabile”. Lo ha dichiarato l’on. Cosimo Latronico che nelle prossime ore presenterà un’interrogazione  urgente al Ministero dei lavori pubblici e alla Presidenza del Consiglio dei ministri, per chiedere  quali azioni verranno adottate nell’immediato  per mettere in sicurezza le arterie danneggiate, considerate  fondamentali per il sistema dei trasporti lucano, e ripristinare tutte le infrastrutture che compromesse per via del nubifragio”.  

Salento allagato. Muore una donna a Ginosa e un giovane a Castellaneta, due dispersi

Pubblicato su Sudnews (leggi articolo originale)

La pioggia caduta è superiore ai 100mm La cronaca delle ultimissime ore registra una donna morta a Ginosa in seguito al crollo di un ponte che stava attraversando con la sua auto e quattro dispersi. Recuperato il corpo. Trovato morto anche un 25enne a bordo della sua auto. In gergo si chiama bomba d'acqua, nella realtà strade allagate che provocano disagi a non finire. Il Salento ieri mattina si è svegliato sommerso dall'acqua, ma anche nelle ore successive è continuato a piovere a dirotto. I principali accumuli di acqua delle ultime 24 ore, registrati da misurazioni elettroniche, sono di tutto riguardo:227mm a Corigliano d’Otranto, 164mm a Felline, 161mm a Gallipoli, 156mm a Brindisi, 151m a Maglie, 145mm a Cavallino, 142mm a Lequile, 138mm a Soleto, 136mm a San Gregorio, 130mm a Lecce, 128mm a Spongano, 112mm a Supersano, 110mm a Squinzano, 44mm a Taranto. Altri temporali colpiranno il Salento nelle prossime ore, ma il picco dei fenomeni va scemando. I disagi hanno interessato l'intero Salento, a macchia di leopardo, soprattutto dove la cementificazione e la scara presenza di fogna bianca non permette il defluire delle acque. Un'ambulanza a Copertino è rimasta bloccata con un uomo all'interno bisognoso di dialisi, un camion della spazzatura è precipitata in una voragine causato dal cedimento del manto stradale, case allagate un po' dappertutto e una famiglia di Racale tratta in salvo. Un disastro, causato anche dall'incuria umana, che si ripete ogni volta piove a dirotto.

sabato 2 marzo 2013

Ginosa, a due anni dall’alluvione ancora senza risarcimenti

GINOSA - Sono passati due anni dall’alluvione che, nella notte del tragico 2 marzo 2011, ha travolto il territorio ionico, in particolare marina di Ginosa. Cittadini e imprese sono ancora in attesa dei risarcimenti.

giovedì 29 novembre 2012

Alluvione in Basilicata. La Giunta approva la graduatoria provvisoria delle domande di aiuto.


La Regione Basilicata approva, in via provvisoria, la graduatoria delle domande di aiuto presentate dalle famiglie danneggiate nell'alluvione del marzo 2011. Del milione di euro stanziato nel Marzo di quest'anno, 700 mila euro sono stati destinati alle famiglie che versano in stato di necessità e 300 mila euro alla costituzione di un fondo a favore delle famiglie a rischio "usura".
Al termine del lavoro istruttorio sono 38 le domande ammesse e finanziabili con un contributo massimo concedibile per famiglia di 25 mila euro. Altre 17 invece quelle le cui domande pur ritenute ammissibili non possono essere finanziate per carenza fondi. L'assessore Mastrosimone ha affermato che si impegnerà, insieme al Presidente De Filippo "di reperire altri fondi per finanziare tutte le istanze ammesse".
La graduatoria provvisoria sarà disponibile sul sito della Regione e gli eventuali ricorsi dovranno essere presentati al Dipartimento Agricoltura entro il 15° giorno dalla pubblicazione sul Bur. E' stato, inoltre, pubblicato sul Bollettino ufficiale regionale il secondo Bando della Misura 126 del Psr, con il quale si finanzieranno le spese sostenute dagli agricoltori per il ripristino delle aziende danneggiate nel periodo ricompreso tra il 1 febbraio 2011 e il 16 agosto 2011, data di pubblicazione sul Bur del primo Bando della Misura 126.

martedì 10 luglio 2012

10 Luglio 2012: Il comitato Terre Joniche "incassa"

Il milione di euro stanziato con delibera della Regione Basilicata è una prima, se pure piccola boccata d'ossigeno, per le popolazioni della fascia jonica colpite dalle pesanti precipitazioni del 1 marzo 2011.
Il comitato Terre Joniche porta a casa un primo, se pure piccolo risultato. La delibera regionale che ha stanziato un milione di euro in favore delle zone colpite dall'alluvione del marzo 2011 è un modo per ricominciare a pensare al futuro. E anche se materialmente i soldi ancora non ci sono il comitato si augura che i tempi della burocrazia siano celeri e che quei fondi arrivino agli alluvionati che hanno necessità di far ripartire le loro attività. Nei mesi scorsi, in accordo con l'assessorato all'Agricoltura, era stato localizzato l'epicentro della calamità naturale che investì il Metapontino al fine di individuare i destinatari delle risosre messe a disposizione dalla Regione Basilicata. La scorsa settimana è stata adottata la delibera regionale con cui viene stanziato un milione di euro da ripartire in due fondi. Il primo, di 700mila euro è strettamente connesso ai danni provocati dalle copiose precipitazioni. L'altro di 300 mila euro destinato alla prevenzione dell'usura. Non pochi imprenditori agricoli, e non, hanno dovuto far ricorso a prestiti sottobanco rimanendo stretti tra i danni dell'alluvione e interessi esorbitanti da restituire a chi è andato in loro"soccorso".
“E' una risorsa per incominciare a dare ossigeno agli agricoltori del Metapontino colpiti dalle alluvioni del marzo 2011” ha sottolineato il portavoce di Terre Joniche, Gianni Fabbris, nel corso della conferenza stampa di martedì 10 luglio. In una sala del Consiglio regionale a Potenza, il comitato costituitosi spontaneamente all'indomani del 1 marzo 2011, ha spiegato le modalità degli interventi previsti. "Oggi- ha aggiunto Fabbris- siamo venuti ad incassare". I fondi saranno distribuiti tenendo conto di alcuni criteri. Il primo fondamentale, è quello che individua una zona epicentrica dell'alluvione nelle aree in prossimità della foce del fiume Bradano, del fiume Basento e di un piccolo tratto del fiume Cavone. Gli aiuti, che portanno arrivare ad un massimo di 25mila euro saranno assegnati a quelle famiglie e aziende che hanno avuto lo sgombero a seguito dell'alluvione e a coloro che sono a rischio usura, siano esse aziende o singoli lavoratori che avevano un rapporto di lavoro continuativo con imprese che a seguito della calamità hanno perso tutto. I 300 mila euro destinati alla prevenzione dell'usura saranno gestiti dalla Fondazione lucana anti usura, monsignor Cavalla di Matera che- come annunciato don Basillio Gavazzeni- opererà in modo probo e tempestivo.
Oggi si riesce anche a quantificare i danni provocati dall'alluvione sulla costa jonica lucana. Sulla fascia jonica lucana 300milioni e 20mila euro di danni che si aggiungono ai 100milioni del Ginosino. Per quanto riguarda i danni ai privati nel Metapontino 11 milioni sono quelli patiti dalle aziende agricole, 9 milioni e mezzo dalle attività non agricole e 1milione 750mila euro quelli riportati dalle abitazioni principali. "In totale- ha sottolineato il portavoce di Terre Joniche- serviranno 40 milioni di euro per dare una risposta al territorio".
Alla conferenza stampa indetta da Terre Joniche hanno preso parte l'assessore all'Agricoltura della Regione Basilicata, Rosa Mastrosimone, il commissario Anti usura, Egidio Basile, il presidente della Fondazione lucana antiusura Mons. Cavalla, don Basilio Gavazzeni e il presidente dell'Adiconsum, Angelo Festa.

Redazione Basilicata 24

Gianni Fabbris stringe tra le mani la delibera di 1 mln di euro

mercoledì 4 luglio 2012

Mastrosimone, sostegno alle famiglie danneggiate dalle alluvioni.

04/07/2012 16:30 - Con un’apposita delibera di giunta si è predisposta la somma di 1 milione di euro da destinare alle famiglie colpite dall’alluvione del 18 febbraio e 1 marzo 2011. Il 30 per cento sarà destinato a un fondo da riservare a quelle che ricorrono a forme non legali di prestito.

lunedì 11 giugno 2012

11 giugno: secondo appuntamento della rete delle comunità colpite dai fiumi "Mai Più Bombe d'acqua e disastri ambientali".

Da dx a sx: Luca Matteja, Gianni Fabbris, Nicola Luberto, Paolo Franceschetti
Una delegazione del Comitato per la Difesa delle Terre Joniche ha raggiunto, in occasione dell'anniversario dell'alluvione di Sala Baganza, questa comunità per contribuire insieme ad altri comitati presenti a lanciare con maggiore forza questa rete di movimenti, associazioni.
Un team formato da Paolo Franceschetti (Comitato dell’Elba), Erica Tacci (Comitato di rinascita di Mulazzo), Paola Savino (Comitato di rinascita per Aulla), Luca Matteja (Coordinamento Comitati per Asti), Nicola Luberto (Comitato 11 giugno alluvione Sala Baganza) e Gianni Fabbris (Comitato per la Difesa delle TerreJoniche) dopo aver letto la commovente lettera che Alessandra Bacchetta, un’albergatrice di Varese alluvionata dal 2009 che questa primavera per farsi ascoltare dalle istituzioni ha realizzato uno sciopero della fame di oltre 30 giorni, hanno affermato con rinnovato vigore la necessità di unire le forze per la sicurezza dei territori per essere maggiormente considerati. Prossimo appuntamento il mese prossimo a Roma!
L'idea è quella di presentare una proposta parlamentare chiedendo al Governo di eliminare il DL 59/2012 che stabilisce che in caso di calamità naturale ci sia solo un risarcimento a fronte di copertura assicurativa stipulata dal privato cittadino.

Alcuni momenti della manifestazione

giovedì 26 aprile 2012

Di nuovo in mobilitazione per l'alluvione. Giovedì mattina conferenza stampa a Laterza.

Giovedi mattina ore 11.30 alla fine dell'incontro con gli studenti per la conferenza "Maipiù bombe d'acqua e disastri ambientali" a Laterza, incontro con la stampa per annunciare la ripresa delle iniziative di mobilitazione.

giovedì 29 marzo 2012

Venerdì 30 Marzo: Assemblea con le scuole del materano e del tarantino "Maipiù bombe d'acqua e disastri ambientali"

Body painting durante l'inaugurazione
All'interno delle iniziative previste per l'anniversario dell'alluvione del Marzo 2011, con l'obiettivo di estendere e rafforzare la consapevolezza e le motivazioni dei cittadini, il Comitato per la Difesa delle Terre Joniche promuove un incontro con le scuole della Provincia di Matera e Taranto, Venerdì 30 Marzo 2012.
L'incontro è pensato come una prima tappa di un possibile ed auspicabile percorso di iniziative nelle scuole volto a  coinvolgere i giovani in lavori di ricerca, elaborazione ed approfondimento sui temi della gestione dei fiumi, del territorio, della prevenzione, dei modelli sociali ed economici sostenibili del nostro contesto ambientale.

giovedì 22 marzo 2012

21 Marzo 2012: Conferenza stampa e incontro con gli artisti che donano le proprie opere al Comitato TJ

Conferenza stampa del Comitato per la Difesa delle TerreJoniche per la presentazione del forum nazionale "MaiPIù". Erano presenti l'Associazione Pietre Volanti di Potenza insieme ad una nutrita delegazione di artisti del territorio hanno donato le loro opere per costituire un fondo a favore del Comitato. Le opere saranno in mostra a Matera C/o gli Ipogei di San Francesco a partire da Venerdì 30 marzo 2012.


Alcuni degli artisti e opere realizzate
Intervista a Gianni Fabbris




 

sabato 10 marzo 2012

Ad un anno di distanza dalle alluvioni di Marzo 2011 Un Forum per contare "Maipiù bombe d'acqua e disastri ambientali"Il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche è sorto all'indomani dell'ennesimo annunciatissimo disastro ambientale del 01 Marzo 2011 fra la Puglia e Basilicata per volontà dei cittadini colpiti e di alcune associazioni attive sul territorio lucano e pugliese. L’evento stravolse la vita di molti, distruggendo aziende e attività, e sconvolgendo il territorio e le sue strutture. La sua costituzione ebbe pertanto due obiettivi da perseguire: mettere in sicurezza il territorio colpito prevenendo nuovi disastri ambientali e ottenere i risarcimenti per quanti sono stati colpiti. Un lungo anno di iniziative e mobilitazioni che hanno coinvolto fortemente il territorio, i cittadini e le istituzioni e che ha dovuto fare i conti con la pervicace volontà politica del governo nazionale di non dare risposte e non assumere responsabilità e con il tentativo funzionale di cancellare agli occhi dell'opinione pubblica la devastazione. Ecco che ad un anno di distanza dall'alluvione, con diverse manifestazioni e blocchi stradali sul territorio, presidi nei due capoluoghi di regione, due manifestazioni a Roma, due lunghi ed impegnativi scioperi della fame, innumerevoli iniziative di sensibilizzazione, l'Alluvione Tour rivolto ai giornalisti, abbiamo l'orgoglio di aver realizzato direttamente o di aver contribuito a realizzare quattro importanti risultati: - l'emissione delle due OPCM (Ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri) emesse senza alzare le tasse ai cittadini lucani e pugliesi, unico caso in Italia nonostante il blocco opposto dalla norma voluta solo 5 giorni prima dall'alluvione dal Parlamento che nei fatti impediva ai cittadini ed alle istituzioni territoriali di avere risposte e imponeva la tassa sulle disgrazie, - due primi stanziamenti (14,5 mln per la Basilicata e 1,6 per la Puglia) per far fronte alle prime emergenze di messa in sicurezza del territorio - la sospensione dei pagamenti INPS ed INAIL per le aree alluvionate - la dichiarazione di incostituzionalità parziale per l'articolo 2 della legge 225 del 2011 (decreto milleproroghe) definita la “tassa sulle disgrazie” In un anno di iniziative del Comitato, in definitiva, abbiamo riconquistato il sistema di regole che ci era stato negato, il campo di gioco in cui giocare la vera partita della messa in sicurezza delle nostre terre e dei risarcimenti per quanti sono stati colpiti e danneggiati, mentre il Comitato si configura sempre di più come il luogo in cui si ritrova la comunità e dove il protagonismo dei cittadini diventa la componente fondamentale di un processo di partecipazione democratica, di proposta collettiva e di azione diretta che investe il territorio, rivendica diritti collettivi e individuali e coniuga doveri sociali. Oggi, ad un anno di distanza, siamo ancora in mobilitazione per pretendere dalle istituzioni che venga applicato quello che abbiamo conquistato con la mobilitazione: non un Euro è ancora stato speso e non un intervento è stato ancora realizzato mentre ogni volta che piove i fiumi esondano pericolosamente e le famiglie e attività economiche colpite che non hanno avuto alcun ristoro sono in mano agli usurai dopo un anno di attesa. Così, ancora una volta abbiamo ripreso le azioni di mobilitazione nel mese di Marzo 2012 per ottenere principalmente due obiettivi concreti: l'applicazione piena dell'OPCM entro il mese avviando i primi lavori di messa in sicurezza degli argini e consentendo alle persone ed alle aziende di avanzare le richieste di risarcimento e un intervento urgente che salvi le attività economiche e le famiglie dell'area epicentrica dell'alluvione dal disastro economico. Mentre siamo ancora in mobilitazione per avere dai due Commissari straordinari incaricati risposte sul territorio, avvertiamo forte la necessità di recuperare la dimensione nazionale dentro cui siamo obbligati a guardare per avere soluzioni vere. Proprio nel momento in cui la Corte Costituzionale ha dichiarato l'incostituzionalità della norma che obbligava alla tassa sulle disgrazie occorre mettere in campo proposte ed iniziative che, al contrario, garantiscano i cittadini, le istituzioni ed il territorio. Avvertiamo forte l'esigenza di incontrarci con i tanti e tante che in questo ultimo anno hanno fatto i conti in tante zone d'Italia con le alluvioni ed i problemi della cattiva gestione dei fiumi, per trovare insieme le risposte comuni. Le bombe d'acqua hanno colpito duro in tanti luoghi ed, ovunque, hanno lasciato devastazione trovando le comunità e le istituzioni del territorio impreparate, disarmate, senza strumenti e senza risposte esaurienti. Fare rete, costruire uno spazio comune di confronto, scambio e proposta, aprire una discussione nel Paese con la politica nazionale per trovare soluzioni concrete è la strada che consideriamo decisiva per rimettere al centro i diritti delle nostre comunità. Per questo proponiamo un forum nei giorni fra il 30 Marzo ed il 1° Aprile 2012 per tenere alta l'attenzione sui problemi ancora tutti aperti e quello di far avanzare la capacità di risposta e prevenzione dei cittadini e delle istituzioni ai fenomeni dei disastri naturali con particolare riferimento alle alluvioni. Un forum rivolto ai fratelli e le sorelle che hanno lavorato e lavorano nelle aree alluvionate, ai comitati sorti per dare risposte ai cittadini ed al territorio, alle associazioni che hanno operato ed operano sulla prevenzione delle alluvioni e sul soccorso alle comunità. Con due obiettivi concreti: discutere la proposta di costituire una rete nazionale di iniziativa, socializzazione e coordinamento e quella di confrontarci sulle proposte legislative regionali e nazionali. Vi proponiamo di essere con noi fra la sera di venerdì 30 marzo e la mattinata di domenica 1° Aprile in Basilicata per incontrarci intorno a questi obiettivi in un “Forum di lavoro”. Il forum si svolgerà all'interno di una serie di iniziative che terremo in quei giorni e che, fra l'altro, prevedono il giovedì incontri in Puglia e Basilicata con i sindaci e le strutture del Commissariato straordinario, una mostra di opere di artisti sul tema delle bombe d'acqua donate per sostenere il Comitato, una performance di alcuni licei artistici e di artisti che produrranno opere ed elaborati sui temi del forum, una assemblea con le scuole per sensibilizzare i giovani ai temi della prevenzione e della gestione dei bacini fluviali. Questo il programma del Forum: Venerdì 30 Marzo ore 9,30: l'allestimento di una mostra con le opere donate da numerosi artisti nazionali e del territorio dal titolo: "Un fiume d'arte affiora liquidaMente affiora" e un'estemporanea e laboratorio artistico prodotto da due Istituti scolastici: "C. Levi" di Matera e Liceo Artistico "Virgilio" di Empoli c/o gli Ipogei di San Francesco di Matera. Gli artisti verranno invitati a produrre opere figurative attorno al tema delle “Bombe d'acqua” offerte per costituire un fondo a favore del Comitato TerreJoniche; Venerdì 30 Marzo ore 10,30: assemblea con le scuole del materano e del tarantino c/o il Cinema Comunale di Matera Venerdì 30 Marzo ore 20,00: un talk show con la partecipazione delle delegazioni di comitati di cittadini di diverse regioni sorti in occasione dei disastri ambientali e di esperti c/o il cinema-teatro di Marina di Ginosa, in Provincia di Taranto da trasmettere in streaming TV e per cui produrre un dvd da utilizzare nelle iniziative di ogni realtà. Il programma si concluderà con la performance artistica: "Pleni Luvia"; Sabato 31 Marzo ore 10,00 - 17:00: un incontro di lavoro e di confronto volto a discutere la costituzione di una rete nazionale di iniziativa e di obiettivi comuni c/o la Mediateca di Matera in P.zza V. Veneto; Sabato 31 Marzo ore 18,00 - 20:00: un incontro di confronto fra questi comitati e realtà dell'impegno civile e le istituzioni locali coinvolte (Province e Comuni alluvionati) per confrontare le proposte c/o la Mediateca di Matera in P.zza V. Veneto; Domenica 1° Aprile ore 10,00 - 13,00: un incontro pubblico con le forze politiche e gli eletti in Parlamento sullo stato delle iniziative legislative con particolare riferimento alle proposte per il superamento delle norme previste nel decreto milleproroghe del 2011, quelle per il ruolo ed il funzionamento della protezione civile, quelle per la prevenzione sul territorio dei disastri ambientali. L'incontro si terrà nella Sala della Mediateca di Matera. All'incontro sono invitati, fra l'altro, i presidenti delle Regioni Puglia e Basilicata e il capo della Protezione Civile, Prefetto Gabrielli. In tarda mattinata è prevista la chiusura dei laboratori. IL COORDINAMENTO DEL COMITATO DIFESA DELLE TERREJONICHE

Manifesto dell'evento
Il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche è sorto all'indomani dell'ennesimo annunciatissimo disastro ambientale del 01 Marzo 2011 fra la Puglia e Basilicata per volontà dei cittadini colpiti e di alcune associazioni attive sul territorio lucano e pugliese.
L’evento stravolse la vita di molti, distruggendo aziende e attività, e sconvolgendo il territorio e le sue strutture.

giovedì 1 marzo 2012

Diretta TV Buongiorno Regione Rai con il Comitato TJ

In attesa del collegamento a Serramarina
In occasione dell'anniversario dell'alluvione del Primo Marzo scorso, da Serramarina di Metaponto collegamento in diretta con il Comitato TerreJoniche prima della partenza per la Conferenza Stampa di Potenza.
Si replica alle ore 14 sul TG Basilicata

giovedì 1 settembre 2011

A proposito di manovra..una proposta di Giorgio Nebbia

La Gazzetta del Mezzogiorno, martedì 30 agosto 2011

Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it

In queste settimane tutto il paese è agitato dal dibattito sulla "manovra" che, se ho ben capito, consiste nel far affluire nella casse dello Stato più soldi e nel ridurre le spese statali in modo da diminuire il debito che lo Stato stesso ha con i cittadini e con le banche italiane e straniere. La manovra prevede due vincoli, la "crescita" del reddito nazionale, cioè della quantità di merci prodotte e vendute e della qualità dei servizi, e l'aumento dell'occupazione. Numerosi economisti e talvolta anche persone comuni avanzano ciascuno una propria proposta, su quali spese diminuire, su quali servizi salvare o sacrificare, su quali tasse applicare, e il tutto confluisce nel Parlamento che dovrà alla fine decidere.