Se quando c'è un'alluvione o un terremoto ....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

la solidarietà nazionale non interviene....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

... il territorio non è messo in sicurezza e i danni non sono risarciti....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

Come potranno le nostre comunità....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

avere riconosciuti tutti gli altri diritti fondamentali? Difendiamo le terre joniche

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

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venerdì 27 dicembre 2013

Conferenza stampa stamattina al presidio di Montescaglioso


Dalle ore 9 di stamattina 28 dicembre 2013 in Piazza Roma di Montescaglioso, si terrà un presidio per chiedere risposte sull'alluvione del 7/8 Ottobre e sui successivi eventi dei primi di dicembre che hanno colpito le aree del Metapontino ed in particolare Montescaglioso.
Il presidio, promosso congiuntamente dalla Consulta dei commercianti, artigiani e cittadini di Montescaglioso e dal Comitato per la Difesa delle TerreJoniche ha l'obiettivo di chiedere ancora una volta l'adozione degli atti dal Governo Nazionale che attendiamo da troppo tempo per quanto riguarda l'alluvione dell'8 ottobre e di risposte urgenti da Gobverno e Regione sugli eventi del 1° Dicembre.

giovedì 26 dicembre 2013

Terzo giorno di sciopero della fame. Auguri Enrico Letta, buono il panettone? Adesso fai l'ordinanza.

Comunicato stampa
Matera, 26 dicembre 2013 ore 13:00

Grazie ai cittadini di Matera, al Vescovo ed alla Comunità credente. Dopo la celebrazione della Santa Messa di Natale al Presidio del Comitato, prosegue la mobilitazione per ottenere giustizia e dignità per le alluvioni di Basilicata.
Mentre si stanno raccogliendo migliaia di firme con la petizione che chiede al Governo Nazionale di dare risposte per l'alluvione del 7/8 Ottobre scorso, si estende il numero dei partecipanti allo sciopero della fame: oggi si aggiungono un agricoltore di Metaponto ed un rappresentante delle istituzioni.

martedì 24 dicembre 2013

S. Messa di Natale celebrata dal Vescovo: il Presidente Pittella, diversi sindaci e parlamentari fra quelli che parteciperanno

G. Fabbris e il Vescovo, Mons. Ligorio
Comunicato stampa 

Martedì, 24 dicembre 2013 ore 17:00

Il Comitato fa appello alla partecipazione alla S. Messa di Natale celebrata dal Vescovo.
Il Presidente Pittella, diversi sindaci e parlamentari fra quelli che parteciperanno


Il coordiamento del Comitato per la Difesa delle TerreJoniche presso il presidio permanente di piazza Vittorio Veneto a Matera in cui il suo portavoce, Gianni Fabbris, ha da poche ore iniziato lo sciopero della fame esprime grande soddisfazione per il gesto che i parroci delle chiese del centro di Matera e il Vescovo della Diocesi di Matera e Irsina hanno manifestato in queste ore dando la propria disponibilità a celebrare la S. Messa di Natale domani alle ore 11:00 presso la sede del presidio.
E' un contributo importante volto a coinvolgere tutta la comunità nell'impegno per la difesa del territorio e la sua messa in sicurezza.
In queste ore il Comitato sta invitando tutte le associazioni di territorio, i movimenti, i parlamentari e i diversi rappresentanti istituzionali affinchè con la loro presenza intervengano alla celebrazione.
Fra le risposte che stanno già arrivando e che danno conferma della partecipazione e presenza alla celebrazione natalizia di domattina vi sono quella di Marcello Pittella, presidente della Regione Basilicata, Salvatore Adduce, sindaco di Matera e Vito Anio Di Trani, sindaco di Pisticci.
Ulteriori conferme stanno arrivando in queste ore di cui vi daremo notizia nei prossimi comunicati

venerdì 6 dicembre 2013

Fabbris, portavoce del Comitato: i due euro teneteveli pure non ci servono.

Comitato per la Difesa delle TerreJoniche
   
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info: 3466483882

Il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche sulle responsabilità della politica lucana e pugliese.

Fabbris, portavoce del Comitato: i due euro teneteveli pure non ci servono. Non è il tempo della demagogia ma quello delle responsabilità.



Il Portavoce del Comitato per la Difesa delle TerreJoniche, Gianni Fabbris, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
"Non è con la solidarietà che si risolvono i problemi drammatici e le ferite aperte sul territorio dalle alluvioni, nè in Sardegna, nè in Basilicata e Puglia (dove serve circa un miliardo di Euro per le tre alluvioni degli ultimi tre anni), tantomeno in tutte le aree del Paese che attendono invano risposte da anni. Se la solidarietà è un atto importante fra i cittadini che può contribuire a cementare le comunità ed a risolvere singoli e temporanei problemi, quando viene usata dalla politica corre il rischio di essere demagogia. A quanti hanno dichiarato che le risorse raccolte in occasione della consultazione per eleggere il segretario nazionale di una forza politica (Primarie del PD) che avverranno domenica prossima 8 Dicembre saranno devolute per solidarietà agli alluvionati di Basilicata mi viene naturale ricordare che compito di una forza politica è di contribuire a dare risposte ai problemi aperti nel Paese ed in Regione con atti e provvedimenti. Quando poi quella forza politica è determinante componente del Governo Nazionale e Regionale mi viene da ricordare che da oltre mille giorni (dal 2011) i cittadini lucani e Pugliesi attendono di sapere (oltre le briciole avute) quali siano le risposte ai loro problemi, che da oltre 60 giorni dall'alluvione di Ottobre 2013 non c'è ancora l'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri per la Puglia, tantomeno per la Basilicata che non ha nemmeno la dichiarazione di Stato di Emergenza. A forze che hanno parlamentari e componenti di Governo (sottosegretari, ministri e viceministri) chiediamo, dunque, la certezza delle responsabilità politiche ed il buon gusto di soprassedere a gesti inutili"

sabato 23 novembre 2013

Scriviamo alla RAI chiedendo di restituire voce alle comunità alluvionate

Dopo lo schiaffo preso in Piazza Elettra a Marconia nella giornata di ieri sera insieme a tutti i cittadini lucani e Pugliesi ed a tutti gli alluvionati d'Italia, Il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche per mano del suo portavoce Gianni Fabbris ha inviato oggi una lettera al Presidente Rai, ai componenti il CdA ed ai responsabili di Rai 1 e della trasmissione La Vita in Diretta, inviandogli il comunicato stampa di critica delle modalità con cui si è svolta la trasmissione della Vita in Diretta sulle alluvioni e chiedendo che la RAI restituisca voce alle comunità alluvionate d'Italia, alle loro istanze ed alle loro proposte ed alla condizione, in particolare, di quelle alluvioni dimenticate dai media mazionali come quelle lucane e pugliesi.


Pensavamo di partecipare alla trasmissione "La vita in diretta" invece abbiamo assistito "Allo spreco in diretta". La RAI si vergogni.

Occasione persa: abbiamo supportato la messa in onda della trasmissione La Vita in Diretta. Invece dalla piazza gremita di Marconia ieri sera è andata in onda solo "Lo spreco in diretta". Abbiamo preso l'ennesimo schiaffo in faccia con tutti i cittadini Lucani e Pugliesi e con tutti gli alluvionati di Italia.
Dopo essere indignati con il Governo Nazionale e la Politica che non da le risposte ora lo siamo anche con l'ennesimo esempio di cattiva informazione e di spreco del denaro pubblico. La Rai si vergogni.


Ieri, venerdi 22 Novembre 2012, fin dalla mattina e per tutto il giorno abbiamo supportato Carmen Di Stasio, l'ottima giornalista della Vita in Diretta, che insieme al consulente Rocco Corsano ed agli operatori espressamente arrivati da Bari, ha girato fra la Puglia e la Basilicata una serie di immagini per documentare lo stato del territorio alluvionato, la condizione di chi è stato colpito, le testimonianze di quanti chiedono risposte e denunciano le responsabilità delle due alluvioni che fra il Marzo 2011 e l'Ottobre 2013 hanno sconvolto le comunità del Ginosino e del Metapontino. Immagini che erano state montate nel pomeriggio in un bel servizio di un paio di minuti e che avrebbero dovute costituire una parte della finestra sulle alluvioni di Puglia e Basilicata che avrebbero dovuto essere testimoniate dagli interventi in diretta nella piazza gremitissima di Marconia. Un lavoro realizzato con grande professionalità e partecipazione da tutto lo staff RAI arrivato fra di noi per raccontare al meglio la nostrà esperienza e la realtà del territorio.
Eravamo stati invitati, infatti, a partecipare alla trasmissione "La vita in diretta" che metteva in onda uno speciale in occasione del fatto che il Governo Nazionale aveva proclamato il "Lutto Nazionale per le vittime dell'alluvione della Sardegna". Ci abbiamo lavorato tutto il giorno. Un tam tam di telefonate, annunci radio, comunicati ecc. Ed, infatti alle 18 in Piazza Elettra a Marconia c'erano almento 500 persone, molte altre (non riuscendo a seguire) erano tornate a casa per assistere in diretta alla trasmissione. In piazza oltre noi, i due striscioni del Comitato, il trattore portato a testimoniare la nostra presenza come movimento di agricoltori, tantissima gente, c'era anche un regista arrivato appositamente da Roma, un camion con la regia mobile e l'attrezzatura per il collegamento satellitare, un furgone di supporto, almeno una decina di tecnici.
Abbiamo fatto qualche calcolo e stimiamo che per organizzare il collegamento fra le risorse impegnate in piazza per la diretta e per girare i servizi la mattina, ai cittadini che pagano il canone RAI sarà costato almeno 40.000 Euro.
Risorse importanti per un obiettivo importante; non avremmo sprecato l'occasione. Avremmo testimoniato di due alluvioni cancellate dall'elenco delle alluvioni italiane (persino il servizio andato in onda dallo studio di Roma prima del collegamento con Piazza Elettra le aveva dimenticate), avremmo raccontato come dal 2011 ad oggi fra Basilicata e Puglia ci sono stati 7 morti per le alluvioni, che 550 milioni di Euro di danni al nostro territorio (per il 2011) cui si aggiungono quelli ancora in via di quantizzazione per il 2013 sono per noi un colpo terribile, avremmo rivendicato interventi ed investimenti per la messa in sicurezza di un tratto di Italia che, mentre fornisce ricchezza contribuendo al PIL nazionale con il petrolio e acqua a tanta parte del Sud, essendo attraversato da ben 6 fiumi avrebbe bisogno di investimenti e risposte certe.
Soprattutto, però, avremmo voluto dire cosa pensiamo di come la politica sta rispondendo al dramma delle alluvioni in Italia: avremmo detto con poche e semplici frasi che da tre anni a questa parte ogni alluvione in Italia ha avuto risposte diverse in assenza di una chiara legge nazionale che dica chi e come deve intervenire e rispondere ai problemi, secondo la logica dell'emergenza che lascia alla politica la discrezionalità più assoluta. Discrezionalità che sceglie sulla base di quanto i parlamentari, i membri del governo e i poteri politici locali siano capaci di contrattare e gestire soluzioni "per gli alluvionati di casa propria". Discrezionalità per cui le alluvioni di Puglia e Basilicata sono state cancellate come non fossero un problema.
Avremmo voluto testimoniare, per esempio, di come a mille giorni di distanza dall'alluvione del 1° Marzo 2011 siamo ancora alle briciole ed all'elemosina che lasciano famiglie e attività nella crisi più nera ed a come a quasi 50 giorni dall'alluvione dell'7 Ottobre 2013 (quattro morti) non abbiamo ancora l'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri ed alcuna risposta credibile.
Sarebbe stato, cosi, chiaro che nel caos e nel vuoto normativo e, soprattutto, nella colpevole assenza di finanziamenti e piani per la prevenzione e le risposte in caso di alluvione, la velocità con cui il Governo si è riunito in 24 ore per l'alluvione sarda, ha stanziato prime risorse, ha annunciato un ulteriore finanziamento sulla legge di stabilità per l'alluvione sarda di oltre 120 milioni di Euro, ha dichiarato il lutto nazionale per i morti sardi, la dice lunga sulla qualità morale della politica che oggi, ancora una volta, cavalca l'emozione dell'ultimo dramma per nascondere i suoi ritardi e il vuoto di risposte vere.
Avremmo detto ai fratelli e sorelle della Sardegna, in queste ore impegnati a uscire dalla morsa del fango, alla conta dei danni ed a celebrare i funerali delle vittime, che è un film già visto in tante altre zone; certamente lo abbiamo visto noi lucani e pugliesi: quando si seccherà il fango e non saranno arrivate le risposte e mantenute le promesse, arriveranno gli sciacalli, gli usurai insieme all'abbandono ed alla solitudine. Li avremmo invitati all'unità ed a reagire insieme per chiedere con forza: certezze, la messa in sicurezza del territorio, una legge chiara che dia certezze sulla ricostruzione e sui risarcimenti quando ci sono le alluvioni e non lasci i cittadini e le comunità con il cappello in mano della politica.
Niente di tutto questo è stato possibile. Quando ci è stata data la linea per il collegamento ci è stata tolta subito, con appena il tempo di dire "buonasera" e poco più lasciando l'intera Piazza nello sconcerto prima e con più rabbia di prima subito dopo.
La reazione dei cittadini è stata forte, il Sindaco, i Componenti del Comitato che da tre anni sta lavorando per affermare i diritti delle comunità alluvionate, i cittadini intervenuti avevano in bocca solo parole di indignazione, di frustrazione e di vergogna per lo spettacolo cui abbiamo assistito. Spettacolo indegno non solo perchè lo spreco di 40.000 Euro per un minuto in diretta e non poter dire nulla (a che serviva? Bastava una intervista a uno qualsiasi e non sarebbe costata) è vergognoso ma anche perchè l'intero impianto della trasmissione andata in onda lo è. Abbiamo assistito ad una trasmissione alla ricerca "dell'effetto pianto" e pietistico sulla pelle delle comunità colpite con pochissimo spazio a informazioni corrette, senza dare la parola ai cittadini delle aree colpite come la nostra ma preferendo, ancora una volta le passarelle dei ministri.
Una brutta prova di servizio pubblico per cui la RAI farebbe bene a scusarsi in una brutta giornata in cui gli alluvionati sono stati strumentalizzati.
Molti dei cittadini lucani e pugliesi che erano in Piazza a Marconia ieri sera e che, giustamente, si sono sentiti beffati e presi in giro, gridavano che non pagheranno più il canone alla RAI, alcuni di loro minacciavano di non far ripartire i mezzi mandati a sprecare il denaro pubblico. Come dargli torto?
Fra mercoledi e giovedì prossimo una nostra delegazione sarà a Roma insieme agli alluvionati di altre aree del Paese (compresi i sardi) per denunciare alla stampa ed al Parlamento la situazione e restituire lo schiaffo (dato a tutti gli alluvionati d'Italia) per cui qualcuno pensa ci siano alluvioni e morti di serie A da celebrare e di serie B per cui non vale la pena il diritto di parola.

Le foto della serata


mercoledì 20 novembre 2013

Terrejoniche fa appello a Pittella: "La Regione ci dia certezze"

Pubblicato su Ansa (leggi articolo originale)

MATERA - Attenta perimetrazione delle aree del Metapontino effettivamente colpite dall’alluvione del 6 e 7 ottobre scorso, per evitare, come accaduto nel 2011, l'inserimento di luoghi e persone che hanno finito col far crescere a dismisura le previsioni di intervento penalizzando i veri destinatari finora non indennizzati, e destinazione di una parte del fondo accantonato delle royalties sul petrolio per rifondere i danni di aziende colpite dal maltempo e realizzare opere di tutela del territorio.
Sono le richieste che il portavoce del comitato di difesa delle Terrejoniche, Gianni Fabbris, ha fatto al neopresidente della giunta regionale, Marcello Pittella, affinchè sia dia corso a tutte le procedure per il riconoscimento dello “stato di calamità” e all’emissione dell’ordinanza ministeriale: “Non è possibile - ha detto Fabbris - che a distanza di 45 giorni dall’alluvione la documentazione non sia giunta al Governo. La Puglia ha effettuato la ricognizione dei danni e presentato gli atti. La Basilicata è indietro. Se ci sono inadempienze, ritardi e responsabilità burocratiche lo verificheremo anche con i nostri legali. La nostra protesta di non votare raccogliendo i certificati elettorali ha dimostrato che dalla parte politica, e anche parlamentare, non c'è stata la dovuta attenzione sui danni. La situazione è insostenibile. La politica si muova. Per la Sardegna - ha continuato - i danni dell’alluvione sono stati affrontati in tempo reale”.
Fabbris, inoltre, ha ribadito la richiesta della nomina di un commissario unico per affrontare le questioni ricorrenti, create dal dissesto idrogeologico, del bacino comprensoriale del Bradano che interessa le province di Taranto e Matera: “Serve - ha spiegato - un commissario terzo, che non sia il presidente della Regione, per evitare problemi e limiti tuttora irrisolti di precedenti esperienze”. (ANSA)