Se quando c'è un'alluvione o un terremoto ....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

la solidarietà nazionale non interviene....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

... il territorio non è messo in sicurezza e i danni non sono risarciti....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

Come potranno le nostre comunità....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

avere riconosciuti tutti gli altri diritti fondamentali? Difendiamo le terre joniche

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

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venerdì 27 dicembre 2013

Carmine Sgambato ed Antonio Melidoro si aggiungono allo sciopero della fame. Domani Conferenza stampa

Comunicato stampa

Nella riunione del Coordinamento del Comitato di oggi alle 18 altri due hanno iniziato lo sciopero della fame Un agricoltore e un rappresentante delle istituzioni. 
 Domani (27 dicembre) alle 10,30 è convocato il Consiglio dei Ministri che potrebbe decidere (se vorrà) l'adozione dei primi provvedimenti per l'alluvione del 7/8 Ottobre 2013 
Domani (27 dicembre 2013) alle ore 11:30 Conferenza stampa del Comitato TerreJoniche aspettando l'Ordinanza presso il presidio in Piazza Vittorio Veneto 


Come annunciato, alle 18 di oggi 26 dicembre, si è riunito il coordinamento del Comitato per la Difesa delle TerreJoniche. All'incontro hanno partecipato, fra gli altri, Carmine Sgambato e Antonio Melidoro che a partire da questo momento affiancano il portavoce Gianni Fabbris nello sciopero della fame. Carmine Sgambato di anni 67 è un agricoltore che conduce l'azienda Di Grottole insieme al suo nucleo familiare in contrada Marinella a Metaponto. Carmine ha più volte negli anni scorsi (da almeno15 anni) denunciato a tutte le autorità e le istanze politiche e istituzionali possibili i rischi della tenuta di quell'area in caso alluvione. Non ha avuto risposte come, del resto, tutti gli altri agricoltori della zona che più volte hanno tentato di porre i problemi gravissimi cui l'intera comunità stava andando incontro in caso di alluvione (tenuta dei canali del Consorzio di Bonifica, argini dei fiumi, opere ingegneristiche sbagliate come la S.S. 106, etc.) ed ha dovuto sopportare tutte le alluvioni di questi ultimi anni accusando danni gravissimi all'azienda e vedendo compromettere la stessa possibilità di poterla ancora lavorare. Antonio Melidoro è Avvocato, Presidente del Consiglio Comunale di Nova Siri e coordinatore per l'ANCI dei Consigli Comunali del Metapontino. Segue la vertenza che sta conducendo il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche fin dall'inizio e più volte è intervenuto per promuovere il coinvolgimento delle istituzioni territoriali e facilitare il rapporto fra i Comuni e le esperienze dei cittadini. Carmine Sgambato condurrà lo sciopero della fame con le stesse modalità con cui lo ha svolto fin qui Gianni Fabbris (che domani sarà al quarto giorno di sciopero e dovrà essere sottoposto a controllo medico) ovvero presso il presidio di Piazza V. Veneto mentre l'Avvocato Melidoro, dovendo seguire importanti impegni professionali e istituzionali, lo condurrà a Nova Siri. Dopo l'iniziativa di ieri della celebrazione della Messa Solenne del Santo Natale presso il presidio del Comitato, il coinvolgimento di un rappresentante delle istituzioni nella forma di lotta dello sciopero della fame è un ulteriore segnale importante per il rafforzamento dell'iniziativa che vede sempre più partecipi gli agricoltori ed i cittadini colpiti del territorio come testimonia la presenza di un agricoltore nell'affiancamento da stasera. Ci attendiamo che già domani mattina nel Consiglio dei Ministri convocato alle 10,30 il Governo Letta metta fine alla odiosa ingiustizia che ci vede attendere i suoi provvedimenti da troppo tempo e li emetta dotandoli di adeguate risorse finanziarie, come chiede la petizione che sta raccogliendo migliaia di firme (fra le altre quella del Vescovo di Matera Monsignor Salvatore Ligorio ed il Presidente della Regione Marcello Pittella) e come chiede un messaggio che lo stesso Presidente Pittella nella giornata di oggi ha inoltrato al Presidente Enrico Letta. Invitiamo la stampa alle ore 11,30 di domani 27 Dicembre 2013 presso il Presidio di Piazza Vittorio Veneto dove attenderemo e valuteremo gli atti del Governo. Se non ci saranno stati, siamo pronti ad annunciare ulteriori iniziative di lotta

domenica 22 dicembre 2013

Iniziamo la mobilitazione di Natale. Questo il programma

Iniziamo la mobilitazione di Natale. Il programma di lunedi 23 Dicembre a Matera:
Incontro con associazioni e movimenti, conferenza stampa e montaggio del presidio 

Invitiamo la stampa alla conferenza stampa di presentazione della mobilitazione Lunedi 23 dicembre 2013 alle ore 11 presso la Galleria Guerricchio di Piazza Vittorio Veneto ed a seguire l'incontro con le Associazioni che terremo in Piazza Vittorio Veneto alle ore 18 presso il presidio che il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche monterà sempre in Piazza. 
Ricordiamo che il Presidio sarà permanente e prevederà una serie di iniziative di lotta che saranno decise stasera in assemblea fino al raggiungimento dell'obiettivo minimo che ci siamo posti: l'adozione da parte del Consiglio dei Ministri degli atti dovuti per l'alluvione del 7/8 Ottobre scorsi che attendiamo da 78 giorni (mentre per il Veneto e la Sardegna sono arrivati in poche decine di ore).

sabato 21 dicembre 2013

Governo Letta: gli auguri di buon Natale te li diamo noi


Comitato per la Difesa delle TerreJoniche
info: 3466483882

Auguri di Buon Natale 2013 al Governo Letta ed al Parlamento Gli alluvionati del Metapontino, a 78 giorni dall'alluvione del 8 Ottobre, ve li faranno in mobilitazione in una tenda davanti alla Prefettura di Matera, per ringraziarvi di non avere ancora avuto risposte. Non sperate di cavarvela cosi: 
Ricominciamo e non ci fermiamo fino a quando non avrete riconosciuto lo Stato d'Emergenza e stanziato le somme dovute 

Domenica 22 ore 17 Sala Consigliare di Marconia, Assemblea organizzativa Lunedi 23 dalle ore 10 a Matera in Piazza Vittorio Veneto, Mobilitazione ad oltranza


Riprende la mobilitazione del Comitato TerreJoniche, di fronte all'ignavia del Governo ed alla pochezza della capacità di risposta del Parlamento, gli alluvionati passeranno il Natale in mobilitazione, per dare gli auguri a modo loro al Governo Letta di fronte alla Prefettura di Matera. "Il Comitato ha preso atto in questi giorni dell'apertura di una serie di spazi di confronto con il nuovo Presidente della Regiona Basilicata Marcello Pittella e con le forze politiche regionali e nazionali ma per discutere di strategia e impostare i piani di prevenzione e recupero delle risorse di cui c'è assoluto bisogno, occorre evitare prima che il malato muoia" ha dichiarato Gianni Fabbris "Oggi il rischio grande delle comunità alluvionate del Metapontino di tanta parte delle famiglie e delle attività economiche colpite da ben tre alluvioni in meno di tre anni, è quello di soccombere se non si interviene d'urgenza. E' moralmente inaccettabile e politicamente gravissimo che il Governo non abbia ancora dichiarato lo Stato d'emergenza per la Basilicata e non abvbia ancora messo un'euro per l'alluvione dell'8 Ottobre. Non ci stiamo, torniamo in mobilitazione e non ci fermeremo fino a che non ci venga riconosciuto l'atto dovuto come è stato fatto per altri".
Questo è il documento adottato dal Coordinamento del Comitato per la Difesa delle TerreJoniche nell'ultima riunione che indice la mobilitazione di Natale per la dignità e la giustizia.  
"Eravamo stati a Roma nei giorni scorsi per sapere da Parlamento e Governo come stavano le cose, quante risorse erano previste sulla legge di stabilità, perchè non era ancora stato riconosciuto lo stato di emergenza per la Basilicata per l'alluvione del 7/8 Ottobre 2013 e perchè il Parlamento e le forze politiche permettono che in Italia continuano a determinarsi alluvioni di serie A e B. Eravamo arrivati con buoni argomenti, dal punto di vista logico persino inoppugnabili; uno sopra tutti: in Sardegna nel caso dell'ultima alluvione, opportunamente, per fortuna e con grande slancio, il Presidente Letta aveva convocato entro 24 il Consiglio dei Ministri e, senza aver ricevuto alcuna "carta" dalla Regione Sardegna dove tutti erano impegnati a spalare fango ed a contenere l'acqua che ancora faceva danni e morti, dichiarava lo Stato d'Emergenza, stanziava i primi 20 Milioni di Euro per le prime necessità urgenti, prometteva fondi per intervenire (senza sapere di quanto sarebbero stati i danni) e dichiarava il lutto nazionale. Abbiamo chiesto ai nostri interlocutori: come è possibile che per l'alluvione del 7/8 Ottobre 2013 la Basilicata non abbia avuto ancora dichiarato lo Stato d'Emergenza e non abbia avuto un Euro dal Governo? I Parlamentari hanno convenuto con noi che non era tollerabile e che sarebbero intervenuti anche perchè "sembrava" che il Governo avesse fatto sapere di un imminente (sic!) riconoscimento dello Stato d'Emergenza per la Basilicata con un primo stanziamento di 6,5 milioni di Euro. E' passata una settimana e di quel provvedimento non c'è traccia. Per quanto ne sappiamo noi è sparito. Avevamo anche chiesto ai Parlamentari che fossero previste nella Legge di Stabilità in discussione in Parlamento le somme necessarie per affrontare le emergenze da alluvione in Basilicata; oggi prendiamo atto che nella Legge licenziata alla Camera e che diventerà definitiva lunedi prossimo al Senato, sono stati previsti per il 2014 50 milioni di Euro per tutte le alluvioni dal 2009 ad oggi (circa 20) ed altri 50 per ognuna delle annualità successive. Come dire "poco più di un caffè a fronte di miliardi di Euro di danni".
Se ci fosse stato bisogno di una conferma alla denuncia che abbiamo presentato ai Presidenti Boldrini e Grasso, sulla intollerabile situazione di illegalità costituzionale per cui in Italia si continuano a determinare risposte di Serie A e di Serie B quando ci sono disastri ambientali è proprio quello che sta accadendo nelle risposte (non risposte in realtà) che si stanno dando alle alluvioni di Puglia e Basilicata. La discrezionalità della politica sceglie sulla base di criteri di opportunità politica e della capacità dei gruppi dirigenti locali di farsi valere. Evidentemente i gruppi dirigenti lucani (a cominciare di quanti stanno al Governo ma anche di quanti siedono nelle opposizioni) contano poco e il fatto che la Basilicata abbia risorse strategiche come l'acqua e il petrolio merita solo l'offeso e lo schiaffo alla nostra dignità. Da Lunedi torniamo in mobilitazione e lo faremo a Matera in Piazza Vittorio Veneto davanti alla Prefettura, scegliendo di passare il Natale in strada, ovvero nel luogo in cui ci ha ricacciato la irresponsabilità della politica ed in particolare del Governo. Ci saremo ad oltranza fino a quando non avremo ottenuto il diritto minimo che spetta ad ogni comunità alluvionata, il primo passo che qualsiasi Governo serio avrebbe assunto da temo: il riconoscimento per l'alluvione dell'8 Ottobre dello stato d'emergenza con i primi fondi per gli interventi d'urgenza. Ci saremo con la massima pressione di cui saremo capaci, contando sul sostegno e il contributo della comunità materana, dei cittadini, delle associazioni, delle istituzioni e delle forze sociali e sindacali. Ci contiamo perchè sappiamo che la nostra battaglia per la messa in sicurezza del territorio ed i risarcimenti a quanti sono stati colpiti non è un fatto privato di quanti hanno subito danni questa volta o potranno subirne la prossima ma riguarda la dignità ed i diritti di tutta la comunità ad un territorio tutelato ed a vivere in un contesto civilmente degno." Sulla base di questo documento, per organizzare le iniziative ed articolare le forme di lotta , è convocata l'assemblea pubblica nella Sala Consigliare del Comune di Marconia per domenica 22 Dicembre alle ore 17,30.
Queste le prime proposte che verranno discusse in assemblea per essere articolate ed adottate:
Matera, Piazza Vittorio Veneto
- Lunedi 23 Dicembre 0re 10: conferenza stampa e costituzione del Presidio e della tenda
- Lunedi 23 Dicembre - mattinata - consegna di un documento alla Prefettura
- Lunedi 23 Dicembre Ore 17: Incontro con le Associazioni, le organizzazioni ed i movimenti lucani .
- Lunedi 23 Dicembre Ore 18,30: Assemblea pubblica in Piazza Vittorio Veneto
- Martedi 24 Dicembre Inizio di uno sciopero della fame che procederà ad oltranza fino a quando
- Martedi 24 Dicembre iniziative nella Città di Matera e nei Comuni interessati
- Martedi 24 Dicembre - Sera - Celebrazione del Santo Natale con gli alluvionati del Metapontino
- Mercoledi 25 Dicembre - Invito ai cittadini ed alla stampa ad incontrare in Piazza Vittorio Veneto le persone che fanno lo sciopero della fame e la comunità degli alluvionati, concerto serale di solidarietà
- Mercoledi 26 Dicembre - Assemblea in piazza e proiezione pubblica di materiali.

Le iniziative potranno evidentemente essere integrate e modificate ma proseguiranno ad oltranza fino a quando il Consiglio dei Ministri non avrà riparato all'odioso ritardo ed allo schiaffo a tutta la comunità lucana. Tutte le istituzioni sono invitate a partecipare.

giovedì 12 dicembre 2013

Consegnati a Roma alla Presidenza della Camera il fango e la lettera di denuncia e proposta

Una nostra delegazione è stata a Roma per consegnare ai parlamentari ed alla Presidenza della Camera dei Deputati una lettera denuncia su come da troppo tempo a questa parte la politica decida sulla base di suoi criteri discrezionali se, dove, come, in quale dimensione intervenire dopo la prima fase di emergenza in caso di alluvione per rifondere i danni al territorio, alle comunità ed ai privati. Di 19 alluvioni censite negli ultimi tre anni, non una ha avuto lo stesso trattamento dell'altra ma, al contrario, si è determinata una insopportabile distanza fra alluvioni di serie A e di serie B. Provocatoriamente abbiamo portato 20 vasetti di fango e abbiamo chiesto ai nostri interlocutori sapessero riconoscere il fango raccolto in Emilia da quello della Liguria, piuttosto che della Sicilia, Sardegna, Marche, Toscana, Umbria o Basilicata e Puglia...
Nonostante avessimo dato loro l'aiutino di etichettare i vasetti di FANGO DOC con le date delle diverse alluvioni non sono stati in condizioni di riconoscere la provenienza del fango e, dunque, sono arrivati alla nostra stessa conclusione: IL FANGO CI RENDE TUTTI UGUALI. Dunque, abbiamo chiesto, "Se il fango ci rende tutti uguali perchè la politica continua a dividerci fra quelli che hanno diritto alle risposte e quelli che non ce lo hanno?".
Una provocazione evidente per chiedere in realtà trasparenza e certezza nelle norme e nelle procedure.
Sappiamo bene che sulla questione delle alluvioni ci sono grandi e diversi problemi: quelli della prevenzione (di un piano strategico e investimenti adeguati) e quelli della dotazione finanziaria del fondo nazionale per gli interventi di protezione civile e ricostruzione (che sollecitiamo con forza) ma quello di garantire gli stessi diritti a quanti le alluvioni le hanno subite è una grande questione di democrazia. Abbiamo lasciato alla Camera dei Deputati un documento, questo: https://www.facebook.com/notes/difendiamo-le-terrejoniche/lettera-a-boldrini-e-a-grasso-il-fango-ci-rende-ugualievitate-di-provare-a-divid/743394485688513.
Alla fine abbiamo concordato l'impegno a tenere dopo il 15 di Gennaio una audizione in Commissione Ambiente della Camera dei Deputati ed un incontro con i due Presidenti di Camera e Senato.
Li terremo il giorno dopo della convocazione a Roma del coordinamento MaiPiù in cui proponiamo si riuniscano quanti in Italia hanno subito alluvioni e i cittadini e le istanze organizzate che hanno a cuore l'obiettivo di mettere in sicurezza il territorio e ricostruire un nuovo rapporto fra le comunità dei fiumi e la terra.
A presto













venerdì 6 dicembre 2013

Alluvioni: Ora è il momento di vincere. Assemblea del Comitato di Puglia e Basilicata per una nuova fase di iniziative.

Comitato per la Difesa delle TerreJoniche

Comunicato Stampa

info: 3466483882

APPELLO AI CITTADINI ALLUVIONATI, ALLE ASSOCIAZIONI ED ALLE ORGANIZZAZIONI SOCIALI E POLITICHE, AGLI UOMINI ED ALLE DONNE DI PUGLIA E BASILICATA CHE HANNO A CUORE IL TERRITORIO E LA DIFESA DELLE NOSTRE TERRE E DEI NOSTRI FIUMI


Se tre alluvioni in meno di tre anni, 7 morti, circa un miliardo di Euro di danni
vi sembrano pochi, per noi, al contrario è arrivato il momento della responsabilità e delle risposte.
ORA E' IL MOMENTO DI VINCERE.
ASSEMBLEA DEL COMITATO PER LA DIFESA DELLE TERRE JONICHE PUGLIA-BASILICATA

Il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche  si è convocato in assemblea aperta per domenica 8 Dicembre alle ore 17 presso la sala Parrocchiale della Chiesa di Marconia in Piazza Elettra.
A base della Convocazione dell'assemblea le risoluzioni dell'incontro tenuto mercoledi scorso sempre nella Parrocchia della Chiesa di Marconia che ha lungamente discusso la situazione mentre era ancora in corso l'emergenza per l'ultima alluvione ed arrivavano le notizie drammatiche delle frane che avevano colpito Montescaglioso, nel convincimento che per risolvere i problemi dell'alluvione servano soprattutto risposte politiche ed assunzione di responsabilità sociale. Questo il documento approvato dall'incontro precedente:
"Il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche si propone come spazio unitario di partecipazione dei cittadini lucani e Pugliesi colpiti dalle alluvioni degli ultimi anni e delle Associazioni e movimenti che sostengono la vertenza per la messa in sicurezza idrogeologica del territorio Lucano e Pugliese ed il riconoscimento del diritto ai risarcimenti per quanti hanno subito i danni. Nostri principi fondanti sono quelli della partecipazione attiva dei cittadini, dell'autonomia e indipendenza politica della nostra esperienza, del funzionamento democratico, dell'assunzione delle decisioni con criteri di trasparenza e della ricerca della collaborazione con le istituzioni territoriali come i Comuni e le Province. Principi a fondamento dell'obiettivo fondante di coinvolgere le comunità e i singoli nel compito grande di recuperare  gestione, controllo e governo del territorio in modo da assicurare alle comunità dei fiumi il diritto di poter vivere serenamente in un'area solcata da bacini fluviali e reti di canali cosi articolata.
Oggi, nel mezzo dell'ennesimo evento alluvionale e degli effetti del manifestarsi degli effetti del dissesto idrogeologico più gravi degli ultimi decenni, riaffermiamo i nostri obiettivi fondamentali:
- realizzare una forte iniziativa per la messa in sicurezza dei bacini dei fiumi e delle aree esposte al rischio idrogeologico, assicurando piani per la ristrutturazione delle reti infrastrutturali, l'uso del suolo, la manutenzione dei bacini idrici ed idraulici ed investimenti che creino benessere sociale ed economico, lavoro e sicurezza:
- avanzare nella risoluzione dei problemi ancora aperti per i danni dell'alluvione del 2011 garantendo (sia per i risarcimenti ai privati che alle opere di messa in sicurezza) finanziamenti ed interventi per almeno altri 40 milioni di Euro in Basilicata (a fronte dei 350 milioni di danni accertati nel 2011) e di 20 milioni di Euro in Puglia (a fronte dei circa 200 milioni di danni accertati nel 2011).
- arrivare urgentemente ad emettere l'OPCM (Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri) per l'alluvione per il 7 Ottobre 2013 sia per la Puglia che per la Basilicata stanziando fin da subito risorse adeguate a coprire le spese stimate in circa 56 milioni di Euro per la Basilicata e 70  mln per la Puglia
- garantire risorse finanziarie e strumenti di intervento urgenti (OPCM, sospensione e abbattimento delle contribuzioni e delle scadenze, fondo per il risarcimento dei danni e per il ripristino delle opere) per l'alluvione di questa settimana.
Per poter realizzare questi quattro obiettivi prioritari siamo consapevoli che occorra rimontare grandi problemi sia di carattere regionale che nazionale, in particolare l'assenza di risorse finanziarie e di fondi dedicati a prevenire e ad intervenire in caso di alluvioni e quella di un quadro legislativo e normativo trasparente che offra garanzie di equità e parità di trattamento in caso di alluvioni e disastri idrogeologici. E' ormai intollerabile, come stiamo denunciando da tempo e per primi, che nella più assoluta discrezionalità lasciata alla politica di valutare come intervenire usando i criteri dell'emergenzialità  si determinino Alluvioni di serie A e di Serie B. In questa logica le alluvioni di Puglia e Basilicata (al pari di altre come quelle dell'Elba, di Sala Baganza, della Maremma, della Calabria, ecc..) sono state per troppo tempo nel dimenticatoio e nel disinteresse generale che fornisce e alimenta gli alibi alla politica. Al contrario, grazie ancora una volta alla spinta delle iniziative del Comitato per la Difesa delle TerreJoniche, l'ultima alluvione di Novembre 2013 ha conquistato importanti spazi informativi sia di carattere regionale che nazionale. In particolare all'azione informativa della stampa quotidiana locale si è aggiunta, questa volta, l'attenzione di numerose testate informative online e di blog ma anche di testate televisive regionali e nazionali che hanno dato spazio ed attenzione quotidiana anche con inviati e trouppes in loco che hanno dato conto del disastro che si sta abbattendo sulle nostre comunità.
Ora è arrivato il momento di aprire una nuova fase di governo del territorio, di realizzare un forte piano di messa in sicurezza che ripensi il rapporto fra le attività umane nelle aree a rischio di Puglia e Basilicata, intervenga sulle infrastrutture e garantisca le manutenzioni e le buone pratiche e di dare la certezza a quanti sono stati colpiti di avere i sostegni necessari senza dei quali il disastro economico e sociale sarebbe irreparabile.
Per questi obiettivi il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche si convoca in assemblea per decidere e organizzare su:
- la realizzazione di una campagna nazionale per la trasparenza delle norme in caso di alluvioni e per la costituzione di un fondo finanziario di solidarietà adeguato alimentato dalla finanza nazionale, dai contributi europei e dalle risorse regionali
- il pieno coinvolgimento della Regione Puglia e della Regione Basilicata alla responsabilità di dare risposte coordinate ed integrate a partire dalla richiesta di atti urgenti deliberativi e dallo stanziamento di ulteriori risorse finanziarie da integrare con quelle del Governo Nazionale
- la richiesta forte di assunzione di responsabilità piena delle forze politiche e degli eletti in Parlamento e delle delegazioni al Governo di Puglia e Basilicata perchè si rimonti urgentemente allo schiaffo subito in questi anni per cui le nostre alluvioni continuano ad avere risposte di serie B
- la convocazione di una forte mobilitazione unitaria dei cittadini di Puglia e di Basilicata da realizzarsi con l'invito alla partecipazione delle due regioni, dei sindaci, dei parlamentari, delle forze sociali e sindacali tutte per ottenere dignità e risposte."

Sulla base di questo documento, Il comitato per la Difesa delle TerreJoniche si convoca ed invita tutti i cittadini e le associazioni di Puglia e Basilicata a partecipare domenica 8 Dicembre alle ore 17 a Marconia di Pisticci nella Sala Parrocchiale della Chiesa dei Piazza Elettra.
L'incontro è aperto alla stampa ed in quella sede si darà conto dell'agenda delle iniziative che vedrà il Comitato mobilitarsi fin dai giorni successivi

Fabbris, portavoce del Comitato: i due euro teneteveli pure non ci servono.

Comitato per la Difesa delle TerreJoniche
   
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info: 3466483882

Il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche sulle responsabilità della politica lucana e pugliese.

Fabbris, portavoce del Comitato: i due euro teneteveli pure non ci servono. Non è il tempo della demagogia ma quello delle responsabilità.



Il Portavoce del Comitato per la Difesa delle TerreJoniche, Gianni Fabbris, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
"Non è con la solidarietà che si risolvono i problemi drammatici e le ferite aperte sul territorio dalle alluvioni, nè in Sardegna, nè in Basilicata e Puglia (dove serve circa un miliardo di Euro per le tre alluvioni degli ultimi tre anni), tantomeno in tutte le aree del Paese che attendono invano risposte da anni. Se la solidarietà è un atto importante fra i cittadini che può contribuire a cementare le comunità ed a risolvere singoli e temporanei problemi, quando viene usata dalla politica corre il rischio di essere demagogia. A quanti hanno dichiarato che le risorse raccolte in occasione della consultazione per eleggere il segretario nazionale di una forza politica (Primarie del PD) che avverranno domenica prossima 8 Dicembre saranno devolute per solidarietà agli alluvionati di Basilicata mi viene naturale ricordare che compito di una forza politica è di contribuire a dare risposte ai problemi aperti nel Paese ed in Regione con atti e provvedimenti. Quando poi quella forza politica è determinante componente del Governo Nazionale e Regionale mi viene da ricordare che da oltre mille giorni (dal 2011) i cittadini lucani e Pugliesi attendono di sapere (oltre le briciole avute) quali siano le risposte ai loro problemi, che da oltre 60 giorni dall'alluvione di Ottobre 2013 non c'è ancora l'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri per la Puglia, tantomeno per la Basilicata che non ha nemmeno la dichiarazione di Stato di Emergenza. A forze che hanno parlamentari e componenti di Governo (sottosegretari, ministri e viceministri) chiediamo, dunque, la certezza delle responsabilità politiche ed il buon gusto di soprassedere a gesti inutili"

domenica 17 novembre 2013

Ore 18:30 esercitato il diritto di non voto del portavoce del comitato TerreJoniche

Il portavoce del comitato per la Difesa delle TerreJoniche, come anticipato nel nostro precedente comunicato stampa, si è recato alle ore 18:30 al seggio elettorale di Policoro in cui è iscritto come elettore (Seggio n. 11 nelle Scuole elementari di Via Pandosia) per esercitare il suo diritto al non voto ai sensi del d.p.r. 30 marzo 1957, n. 361 - art104 comma 5, chiedendo che venisse  messo a verbale la seguente motivazione del non voto "avevamo chiesto alle forze politiche risposte serie sull'alluvione, non sono arrivate. Nessuno in Provincia di Matera per le elezioni regionali 2013, merita il mio voto".
Con questa azione Gianni Fabbris ha consentito che non si abbassasse il quorum finendo per agevolare il più forte di turno.
Così facendo, la scheda non è stata conteggiata nè fra le nulle, nè fra le bianche e neanche fra le astenute.
Il comitato aveva deciso per il non voto, (salvo il fatto che poi ognuno farà le sue singole valutazioni più che legittime), durante l'assemblea pubblica di giovedì scorso,  14 Novembre, nella sala consiliare del comune di Scanzano Jonico a causa dell'assenza di risposte da parte delle forze politiche alle domande da noi poste nella piattaforma inviata a tutti nei giorni precedenti la mobilitazione.
A oltre 40 giorni dall'alluvione del 7 Ottobre scorso infatti,

 - le forze di governo regionale non ci hanno convinto nelle risposte che dovevano come governo (nazionali e regionali di Puglia e Basilicata;
 - le forze di opposizione che ora siedono in parlamento o nel consiglio regionale di Basilicata non hanno trovato, evidentemente, il tempo di darle;
 - le forze che si candidano non essendoci ancora nel consiglio regionale non hanno detto una parola sulla nostra piattaforma tranne che dire che sono diversi.

Ricordiamo a tutti che il nostro è un atto "estremamente politico". "Oggi nel metapontino sta crescendo una nuova consapevolezza ed una nuova coscienza politica nelle aree rurali che, per il momento, non merita il voto di nessuno. Demagogia, semmai, è l'idea che se non voti sei qualunquista. Il voto bisogna meritarlo se non lo meriti, è diritto dei cittadini non dartelo e se nel panorama delle regionali di Basilicata c'è uno scenario cosi desolante di vuoto di proposte, è tutto diritto dei cittadini non votare."
 Ribadiamo ancora una volta che è nostra ferma intenzione non fermarci fino a quando non otterremo risposte ai sei punti della piattaforma che alleghiamo.

lunedì 11 novembre 2013

Alluvione Tour "Mai più". Seguendo la strada dell'acqua e le tracce di una catastrofe annunciata.


"Ci metti una vita a costruire un'azienda, a farla crescere con amore, non dormendo la notte...
Poi un giorno arriva l'alluvione!
Perdi tutto: proprietà, clienti, posti di lavoro, merce, prodotto. Ricominci da capo con fatica, dopo aver spalato il fango e ripulito ad uno a uno i documenti.
Lo Stato dice che ti aiuterà...ed è lì che iniziano i veri problemi."
(tratto da Alluvioni Cambiò di Luca Matteja)