Se quando c'è un'alluvione o un terremoto ....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

la solidarietà nazionale non interviene....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

... il territorio non è messo in sicurezza e i danni non sono risarciti....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

Come potranno le nostre comunità....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

avere riconosciuti tutti gli altri diritti fondamentali? Difendiamo le terre joniche

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

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giovedì 12 dicembre 2013

Lettera a Boldrini e a Grasso: il fango ci rende uguali,evitate di provare a dividerci


Alla Presidente della Camera dei Deputati, On.le Laura Boldrini
al Presidente del Senato, Pietro Grasso
Ai Parlamentari italiani
Metaponto e Ginosa, 11 dicembre 2013

Illustri On.li
siamo un Comitato di cittadini sorto all'indomani di una disastrosa alluvione che nella notte fra il 1° ed il 2 Marzo 2011 ha sconvolto le TerreJoniche nel tratto lucano dal confine con la Calabria e la Provincia di Taranto. Mezzo miliardo di Euro di danni accertati dai Commissari nominati sono solo il segno di quale sofferenza e quali ferite abbiano segnato il territorio e le comunità.
Ad oltre mille giorni da allora (1017) attendiamo ancora risposte concrete, risposte che, prima di tutto, attendiamo sulla prevenzione e la messa in sicurezza del territorio possibili, evidentemente, se usciremo dalla logica dell'emergenzialità e del rincorrere a posteriori i problemi e per cui, in ogni caso, serve capacità di programmazione e investimenti di risorse.
In realtà sono arrivate solo pochissime e risibili risorse economiche straordinarie per cui nessuna messa in sicurezza è stata possibile cosi come non sono stati possibili i ristori per quanti hanno subito i danni.  Peraltro, per ottenere quelle poche risposte istituzionali dovute come l'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri (OPCM), le Istituzioni e i cittadini del territorio hanno dovuto tenere una lunga e per taluni aspetti umiliante mobilitazione. Tre scioperi della fame, una manifestazione a Roma, innumerevoli iniziative sul territorio promosse dal Comitato e dai Sindaci hanno dovuto fare i conti con la disarticolazione delle norme e del fondo nazionale introdotte con il decreto milleproroghe del 2011 che introducendo la “tassa sulle disgrazie” in realtà creava un vuoto nelle risposte istituzionali alle attese dei cittadini in caso di alluvione.

Evidentemente l'obiettivo dichiarato del legislatore, quello di riformare i meccanismi sulla base di criteri di efficienza, interpretato in applicazione di supposti principi di federalismo, è fallito; quella norma, contro cui hanno ricorso diverse regioni italiane, è stata dichiarata incostituzionale anche se, da allora, non è stata sostituita con alcun provvedimento capace di rispondere alla sfidagrande che abbiamo tutti davanti a noi: quello di garantire certezze a quanti (imprese, cittadini, comunità) sono stati e saranno sempre più spesso colpiti dai danni da eventi sempre meno imprevedibili per effetto del dissesto idrogeologico, della mancata manutenzione e cura del territorio, della disarticolazione dei regimi fluviali, di un uso del suolo inadeguato e del cambio dei regimi climatici ed ambientali.
Sta di fatto che dall'alluvione del Veneto del 1°/2 Novembre 2010 (l'ultima avvenuta prima della introduzione delle norme introdotta dal decreto milleproroghe 2011), registriamo un insopportabile e ingiustificabile andamento nelle risposte che seguono le emergenze immediate assicurate dagli interventi di protezione civile nelle prime fasi conseguenti ad eventi alluvionali.
Eventi che, come è assolutamente evidente vanno aumentando per numero ed intensità e che richiederebbero l'urgenza di un quadro normativo che assicuri risposte certe e trasparenti.
Rileviamo e denunciamo come i 19 eventi alluvionali (almeno i principali con circa 60 morti e miliardi di Euro di danni) che sono seguiti all'alluvione del Veneto del novembre 2011, sono stati trattati tutti in maniera differente sul piano delle procedure, dell'entità e della composizione degli interventi finanziari e dei soggetti che sono stati considerati come portatori di diritto ai risarcimenti.
Accade cosi, per esempio, che alluvioni importanti come quella di Sala Baganza, Collecchio e Fornovo di Taro in Emilia (11 giugno 2011, danni che ammontano a circa 7.200.000 euro per privati e aziende e circa 450.000 euro i danni pubblici; 185 le famiglie e 50 le attività produttive colpite) sono totalmente dimenticate non avendo avuto alcun intervento e tantomeno l'OPCM necessaria e dovuta. Accade, anche, che all'interno della stessa regione per alluvioni in aree diverse si diano risposte diverse. È il caso della Toscana per cui le alluvioni della Lunigiana, dell'Elba e della Maremma (accadute nell'arco di circa un anno fra l'Ottobre 2011 e il novembre 2012) abbiano avuto risposte profondamente diverse nella quantità e nella qualità degli interventi succeduti alla prima emergenza.
Certamente, dunque, non è l'unico caso quello che ci riguarda direttamente ma è quello che conosciamo meglio e che testimonia nella sua paradossalità quanto sia grave il ritardo ed il vuoto normativo con cui si risponde alle esigenze del territorio e delle comunità dopo la prima fase di protezione civile e di emrgenza. Nel tratto di meno di 50 Km attraversato da ben 5 foci di fiumi importanti che va dal confine con la Calabria in Basilicata fino a parte della Provincia di Taranto, dopo la disastrosa alluvione del 1° Marzo 2011per fortuna senza vittime ma con oltre mezzo miliardo di danni (per cui i cittadini attendono ancora risposte) abbiamo avuto altri eventi alluvionali e da dissesto idrogeologico importanti (alcuni con vittime come a Craco o a Borgo Venusio) senza alcun intervento di ripristino o messa in sicurezza fino ad arrivare alla insopportabile situazione che si sta determinando fra il 7 Ottobre e i primi giorni di dicembre 2013.
Il 7 Ottobre 2013 le stesse terre sono state colpite da un'altra terribile alluvione registrando quattro giovani vittime, 65 milioni di Euro di danni per la sola Basilicata. Mentre eravamo alle prese con una dichiarazione di Stato di emergenza che non arrivava e di una OPCM che ad oggi (66 giorni dopo) non è ancora arrivata, accade l'evento drammatico della Sardegna.

Evento terribile, con 18 morti ed innumerevoli danni ma, per noi, pur sempre una alluvione; una delle 19 che si sono susseguite negli ultimi tre anni. Ebbene nel caso dell'ultima alluvione della Sardegna abbiamo registrato come in 24 ore siano stati stanziati 20 milioni di Euro per il primo intervento, è stato convocato un Consiglio dei Ministri urgente, annunciato un emento alla legge di stabilità per risorse ulteriori per oltre cento milioni, dichiarato il lutto nazionale per le vittime.
Capirete facilmente l'indignazione di quanti, non ancora sepolte le proprie vittime lucane e pugliesi, si sono viste dimenticare nei provvedimenti. Sta di fatto che a 66 giorni dall'alluvione del 7 Ottobre 2013 ed a una decina da quella della fine di novembre 2013 attendiamo ancora uno straccio di provvedimento che non arriva.

Vi chiediamo di capire come sia possibile questa discrezionalità che in nome dell'emergenzialità lascia alla valutazione politica il diritto di scegliere dove sia giusto intervenire e dove no, quali cittadini siano degni di una risposta immediata e quali altri possano attendere mesi o anni. Vi chiediamo soprattutto di rimediare a questa situazione che non colpisce questo o quel territorio ma i diritti di tutti i cittadini italiani alla trasparenza ed alla certezza delle risposte. Serve un quadro normativo chiaro e certo che, in caso di risposta ai problemi del post alluvione, definisca chi e cosa deve fare e quanto sia lecito attendersi sottraendo le valutazioni relative alla discrezionalità della politica.
Sappiamo bene che quella di come si garantiscono gli interventi nel dopo emergenze è solo una parte del problema, che in realtà serve un grande piano per la messa in sicurezza e la prevenzione che sosteniamo con forza e che serve dotare il Fondo di Solidarietà Nazionale con risorse adeguate che pure sollecitiamo; oggi, però, Vi sottoponiamo questa urgenza nel convincimento che la trasparenza degli interventi è parte fondamentale della qualità della democrazia che coinvolge tante nostre comunità a rischio di subire o che hanbno subito danni e lutti da alluvioni.
Intervenite, urgentemente perchè il fango rende tutti uguali e la politica ha il dovere di dare le stesse risposte garantendo gli stessi diritti. A tutti senza dividerci fra alluvionati di serie A e B.

Con stima
Gianni Fabbris – portavoce

sabato 23 novembre 2013

Scriviamo alla RAI chiedendo di restituire voce alle comunità alluvionate

Dopo lo schiaffo preso in Piazza Elettra a Marconia nella giornata di ieri sera insieme a tutti i cittadini lucani e Pugliesi ed a tutti gli alluvionati d'Italia, Il Comitato per la Difesa delle TerreJoniche per mano del suo portavoce Gianni Fabbris ha inviato oggi una lettera al Presidente Rai, ai componenti il CdA ed ai responsabili di Rai 1 e della trasmissione La Vita in Diretta, inviandogli il comunicato stampa di critica delle modalità con cui si è svolta la trasmissione della Vita in Diretta sulle alluvioni e chiedendo che la RAI restituisca voce alle comunità alluvionate d'Italia, alle loro istanze ed alle loro proposte ed alla condizione, in particolare, di quelle alluvioni dimenticate dai media mazionali come quelle lucane e pugliesi.


Pensavamo di partecipare alla trasmissione "La vita in diretta" invece abbiamo assistito "Allo spreco in diretta". La RAI si vergogni.

Occasione persa: abbiamo supportato la messa in onda della trasmissione La Vita in Diretta. Invece dalla piazza gremita di Marconia ieri sera è andata in onda solo "Lo spreco in diretta". Abbiamo preso l'ennesimo schiaffo in faccia con tutti i cittadini Lucani e Pugliesi e con tutti gli alluvionati di Italia.
Dopo essere indignati con il Governo Nazionale e la Politica che non da le risposte ora lo siamo anche con l'ennesimo esempio di cattiva informazione e di spreco del denaro pubblico. La Rai si vergogni.


Ieri, venerdi 22 Novembre 2012, fin dalla mattina e per tutto il giorno abbiamo supportato Carmen Di Stasio, l'ottima giornalista della Vita in Diretta, che insieme al consulente Rocco Corsano ed agli operatori espressamente arrivati da Bari, ha girato fra la Puglia e la Basilicata una serie di immagini per documentare lo stato del territorio alluvionato, la condizione di chi è stato colpito, le testimonianze di quanti chiedono risposte e denunciano le responsabilità delle due alluvioni che fra il Marzo 2011 e l'Ottobre 2013 hanno sconvolto le comunità del Ginosino e del Metapontino. Immagini che erano state montate nel pomeriggio in un bel servizio di un paio di minuti e che avrebbero dovute costituire una parte della finestra sulle alluvioni di Puglia e Basilicata che avrebbero dovuto essere testimoniate dagli interventi in diretta nella piazza gremitissima di Marconia. Un lavoro realizzato con grande professionalità e partecipazione da tutto lo staff RAI arrivato fra di noi per raccontare al meglio la nostrà esperienza e la realtà del territorio.
Eravamo stati invitati, infatti, a partecipare alla trasmissione "La vita in diretta" che metteva in onda uno speciale in occasione del fatto che il Governo Nazionale aveva proclamato il "Lutto Nazionale per le vittime dell'alluvione della Sardegna". Ci abbiamo lavorato tutto il giorno. Un tam tam di telefonate, annunci radio, comunicati ecc. Ed, infatti alle 18 in Piazza Elettra a Marconia c'erano almento 500 persone, molte altre (non riuscendo a seguire) erano tornate a casa per assistere in diretta alla trasmissione. In piazza oltre noi, i due striscioni del Comitato, il trattore portato a testimoniare la nostra presenza come movimento di agricoltori, tantissima gente, c'era anche un regista arrivato appositamente da Roma, un camion con la regia mobile e l'attrezzatura per il collegamento satellitare, un furgone di supporto, almeno una decina di tecnici.
Abbiamo fatto qualche calcolo e stimiamo che per organizzare il collegamento fra le risorse impegnate in piazza per la diretta e per girare i servizi la mattina, ai cittadini che pagano il canone RAI sarà costato almeno 40.000 Euro.
Risorse importanti per un obiettivo importante; non avremmo sprecato l'occasione. Avremmo testimoniato di due alluvioni cancellate dall'elenco delle alluvioni italiane (persino il servizio andato in onda dallo studio di Roma prima del collegamento con Piazza Elettra le aveva dimenticate), avremmo raccontato come dal 2011 ad oggi fra Basilicata e Puglia ci sono stati 7 morti per le alluvioni, che 550 milioni di Euro di danni al nostro territorio (per il 2011) cui si aggiungono quelli ancora in via di quantizzazione per il 2013 sono per noi un colpo terribile, avremmo rivendicato interventi ed investimenti per la messa in sicurezza di un tratto di Italia che, mentre fornisce ricchezza contribuendo al PIL nazionale con il petrolio e acqua a tanta parte del Sud, essendo attraversato da ben 6 fiumi avrebbe bisogno di investimenti e risposte certe.
Soprattutto, però, avremmo voluto dire cosa pensiamo di come la politica sta rispondendo al dramma delle alluvioni in Italia: avremmo detto con poche e semplici frasi che da tre anni a questa parte ogni alluvione in Italia ha avuto risposte diverse in assenza di una chiara legge nazionale che dica chi e come deve intervenire e rispondere ai problemi, secondo la logica dell'emergenza che lascia alla politica la discrezionalità più assoluta. Discrezionalità che sceglie sulla base di quanto i parlamentari, i membri del governo e i poteri politici locali siano capaci di contrattare e gestire soluzioni "per gli alluvionati di casa propria". Discrezionalità per cui le alluvioni di Puglia e Basilicata sono state cancellate come non fossero un problema.
Avremmo voluto testimoniare, per esempio, di come a mille giorni di distanza dall'alluvione del 1° Marzo 2011 siamo ancora alle briciole ed all'elemosina che lasciano famiglie e attività nella crisi più nera ed a come a quasi 50 giorni dall'alluvione dell'7 Ottobre 2013 (quattro morti) non abbiamo ancora l'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri ed alcuna risposta credibile.
Sarebbe stato, cosi, chiaro che nel caos e nel vuoto normativo e, soprattutto, nella colpevole assenza di finanziamenti e piani per la prevenzione e le risposte in caso di alluvione, la velocità con cui il Governo si è riunito in 24 ore per l'alluvione sarda, ha stanziato prime risorse, ha annunciato un ulteriore finanziamento sulla legge di stabilità per l'alluvione sarda di oltre 120 milioni di Euro, ha dichiarato il lutto nazionale per i morti sardi, la dice lunga sulla qualità morale della politica che oggi, ancora una volta, cavalca l'emozione dell'ultimo dramma per nascondere i suoi ritardi e il vuoto di risposte vere.
Avremmo detto ai fratelli e sorelle della Sardegna, in queste ore impegnati a uscire dalla morsa del fango, alla conta dei danni ed a celebrare i funerali delle vittime, che è un film già visto in tante altre zone; certamente lo abbiamo visto noi lucani e pugliesi: quando si seccherà il fango e non saranno arrivate le risposte e mantenute le promesse, arriveranno gli sciacalli, gli usurai insieme all'abbandono ed alla solitudine. Li avremmo invitati all'unità ed a reagire insieme per chiedere con forza: certezze, la messa in sicurezza del territorio, una legge chiara che dia certezze sulla ricostruzione e sui risarcimenti quando ci sono le alluvioni e non lasci i cittadini e le comunità con il cappello in mano della politica.
Niente di tutto questo è stato possibile. Quando ci è stata data la linea per il collegamento ci è stata tolta subito, con appena il tempo di dire "buonasera" e poco più lasciando l'intera Piazza nello sconcerto prima e con più rabbia di prima subito dopo.
La reazione dei cittadini è stata forte, il Sindaco, i Componenti del Comitato che da tre anni sta lavorando per affermare i diritti delle comunità alluvionate, i cittadini intervenuti avevano in bocca solo parole di indignazione, di frustrazione e di vergogna per lo spettacolo cui abbiamo assistito. Spettacolo indegno non solo perchè lo spreco di 40.000 Euro per un minuto in diretta e non poter dire nulla (a che serviva? Bastava una intervista a uno qualsiasi e non sarebbe costata) è vergognoso ma anche perchè l'intero impianto della trasmissione andata in onda lo è. Abbiamo assistito ad una trasmissione alla ricerca "dell'effetto pianto" e pietistico sulla pelle delle comunità colpite con pochissimo spazio a informazioni corrette, senza dare la parola ai cittadini delle aree colpite come la nostra ma preferendo, ancora una volta le passarelle dei ministri.
Una brutta prova di servizio pubblico per cui la RAI farebbe bene a scusarsi in una brutta giornata in cui gli alluvionati sono stati strumentalizzati.
Molti dei cittadini lucani e pugliesi che erano in Piazza a Marconia ieri sera e che, giustamente, si sono sentiti beffati e presi in giro, gridavano che non pagheranno più il canone alla RAI, alcuni di loro minacciavano di non far ripartire i mezzi mandati a sprecare il denaro pubblico. Come dargli torto?
Fra mercoledi e giovedì prossimo una nostra delegazione sarà a Roma insieme agli alluvionati di altre aree del Paese (compresi i sardi) per denunciare alla stampa ed al Parlamento la situazione e restituire lo schiaffo (dato a tutti gli alluvionati d'Italia) per cui qualcuno pensa ci siano alluvioni e morti di serie A da celebrare e di serie B per cui non vale la pena il diritto di parola.

Le foto della serata


mercoledì 26 settembre 2012

Il Comitato si riunisce in assemblea.


Come annunciato nei precedenti incontri, i cittadini del Comitato TerreJoniche si riuniranno in pubblica assemblea, venerdì 28 settembre c.m. alle ore 19:30 a Ginosa Marina, per decidere le nuove forme di lotta da adottare vista la situazione di stallo che si è venuta a creare intorno alla vertenza alluvione.
La stampa tutta è invitata.

Segue locandina.





giovedì 28 giugno 2012

28 Maggio: incontro con gli agricoltori pugliesi per ricevere il mandato di rappresentanza

Nell'OPCM della Regione Puglia non viene indicata alcuna integrazione per i danni che l'alluvione ha apportato alle aziende agricole ma si rimanda alle norme che regolano la L. 102 ossia una legge che permette agli agricoltori di accedere a un fondo che tuttavia, ad oggi, risulta privo di risorse perchè non viene mai finanziato. Pertanto rimane ferma la nostra volontà che oltre ai ristori alle famiglie vengano trovate risorse anche per le aziende agricole colpite e chiediamo agli agricoltori e proprietari di aziende piccole medie e grandi del territorio Pugliese di partecipare attivamente affinchè i loro diritti vengano tutelati e i loro danni siano inseriti nei provvedimenti straordinari dell'OPCM.

lunedì 30 aprile 2012

30 Aprile 2012: firmate l'appello!

Oggi 30 Aprile IV giorno del 3° sciopero della fame. Verifichiamo le risposte, pronti a nuove forme di lotta. Invitiamo tutti ad unirisi all'appello firmato dai candidati sindaci della provincia di Matera e Taranto inviando una mail OGGI alla Presidenza della Regione Basilicata. Gli indirizzi sono i seguenti: vito.defilippo@regione.basilicata.it oppure nino.grasso@regione.basilicata.it
N. Fax 0971 668159

“Al Commissario Straordinario per l’Alluvione di Marzo in Basilicata, Presidente Vito De Filippo

Io sottoscritto, candidato sindaco per le elezioni amministrative 2012 a Policoro, esprimo il mio impegno a favore delle due istanze fondamentali avanzate dai cittadini del Metapontino e del Ginosino in questi mesi impegnati nella vertenza seguita all’alluvione del Marzo 2011. La richiesta di prevenire nuovi disastri ambientali legati alla scorretta gestione del territorio conducendo una forte azione di messa in sicurezza e quella di riconoscere e soddisfare il diritto ai ristori per quanti sono stati direttamente colpiti, sono le istante di tutte le nostre comunità del Metapontino espresse più volte in molte iniziative condotte negli scorsi mesi di mobilitazione congiuntamente fra istituzioni comunali e comitato dei cittadini.

Mobilitazione che, pur avendo riscosso importanti risultati, oggi deve superare la sua prova fondamentale: produrre effetti concreti per il territorio e le persone che, in assenza di risposte concrete da 14 mesi non possono più attendere oltre. Il comitato ha chiesto in questi giorni che si spendano le risorse già a disposizione del Commissario straordinario, che si concluda la verifica sui bisogni in modo da aprire e finanziare di concerto con il Governo Nazionale la fase a regime dei risarcimenti e della messa in sicurezza e, soprattutto, che si aggiungano alle risorse già individuate per l’emergenza della prima messa in sicurezza (14,5 milioni di euro) altre risorse urgenti per venire incontro alle famiglie colpite maggiormente in difficoltà e al limite del tracollo finanziario.

Chiedo, conseguentemente, che, in nome del diritto fondamentale dei cittadini colpiti ai risarcimenti, in attesa che le prossime azioni in corso producano effetti adeguati, si proceda a concedere una anticipazione ormai inevitabile a 14 mesi di distanza dall’alluvione. Anticipazione, evidentemente, possibile all’interno delle misure straordinarie in capo alla responsabilità diretta del Commissario e che può essere realizzata se si integrano le risorse già stanziate con ulteriori somme libere da vincoli e per cui garantire arrivino direttamente agli interessati.

Consideriamo, questo, un atto indispensabile per consentire alla comunità ferita di continuare a tenere aperta la fiducia nelle istituzioni e risolvere alcuni dei molti problemi aperti anche per evitare che, in assenza di azioni utili ed efficaci, intere famiglie finiscano in mano agli usurai come persino il Ministero degli Interni ha evidenziato parlando dell’alluvione nel Metapontino nella sua ultima relazione al Parlamento sulle attività antimafia.

Certo che Ella vorrà rispondere positivamente alla richiesta avanzata a sostegno delle istanze espresse dalla mobilitazione in questi giorni , rinnovo il mio personale impegno nella risoluzione dei problemi aperti sul territorio dall’alluvione di Marzo”

giovedì 1 marzo 2012

Conferenza stampa a Potenza ad un anno dall'alluvione

 Ad un anno di distanza dall'esondazione dei fiumi avvenuta il primo Marzo 2011 in Puglia e Basilicata mancano ancora risposte concrete allo stato dei bisogni.
Chiediamo pertanto, tutti insieme, risposte in tempi brevissimi, alle numerose urgenze sia in termini di messa in sicurezza del territorio che per i danni alle famigli colpite.

PROGRAMMA:

- Partenza da Ginosa Marina alle ore 6:45 per partecipare insieme ai nostri concittadini lucani alla diretta RAI 3 di Buongiorno Regione.
- Partiremo poi per raggiungere Potenza dove si terrà una conferenza stampa alle ore 10 nella Sala dei Celestini di Palazzo Loffredo e alle ore 12:30 in Consiglio Regionale per l'incontro con i capigruppo.
Invitiamo le associazioni, i movimenti e i cittadini a essere al nostro fianco.


Alcuni momenti della conferenza stampa a Palazzo Loffredo
Gianni Fabbris e una delegazione del Comitato TJ




mercoledì 14 dicembre 2011

Il Comitato scrive a Vendola. Il Presidente della Regione Puglia convoca l'incontro oggi 14 dicembre 2011

In piena preparazione la manifestazione di sabato 17 indetta dal Comitato TerreJonice dai sindaci e dalle province del tarantino e del materano colpiti dall’alluvione di marzo. Nella giornata di ieri il Comitato ha scritto all’On.le Ludovico Vico ed ai parlamentari tarantini richiedendo un ulteriore passaggio con il Governo nazionale ed al Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, per chiedere un suo intervento diretto.
Il Presidente della Regione Puglia ha convocato il Comitato per un incontro oggi (14 dicembre) alle ore 13,30 presso la Presidenza della Giunta a Bari. Il Comitato sarà presente con il portavoce Gianni Fabbris ed una delegazione di cittadini marinesi colpiti dall’alluvione di Marzo.

mercoledì 7 dicembre 2011

Il testo dell'intervento del Sottosegretario Fanelli sull'alluvione a Ginosa e le osservazioni del Comitato.

Intervento del Sottosegretario Fanelli a Montecitorio
Riportiamo stralcio dell’intervento del Sottosegretario Fanelli tenuto oggi in aula a Montecitorio in risposta all’interpellanza urgente sulla situazione delle alluvione del 2011 e, di seguito alcune brevi osservazioni.

sabato 3 dicembre 2011

11° giorno di sciopero della fame per Fabbris che prosegue ad oltranza. Viste le sue condizioni indicheremo un nuovo portavoce.

Il Comitato designa in nuovo portavoce: Patrizia Bitetti a causa del ricovero urgente di Gianni Fabbris
All'alba di 9 mesi fa, vaste aree di Marina di Ginosa erano sommerse dall'acqua, animali morti, famiglie sfollate; arredi, mezzi, impianti e beni delle aziende portati via dall'acqua che avrebbe lasciato fango e, subito dopo, solitudine, devastazione e problemi economici. Per lunghi nove mesi ed ancora oggi.
Undicesimo giorno di sciopero della fame per Gianni Fabbris, portavoce del Comitato Terre Joniche nel Presidio di Marina di Ginosa per chiedere che venga emessa l'Ordinanza di Protezione Civile dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri dovuta ai cittadini marinesi colpiti ed a tutta la comunità Jonica. Questa notte ha accusato forti dolori addominali.

martedì 15 novembre 2011

Lettera ai Prefetti di Taranto e Matera

Al Prefetto di Matera
Al Prefetto di Taranto

E, p.c.
Ai parlamentari lucani e pugliesi

Mi rivolgo alle Vs Eccellenze mentre, come sapete, è in corso una nuova fase della mobilitazione che ci vede da quasi nove mesi impegnati ad assicurare i due diritti che consideriamo fondamentali per il territorio di Basilicata e Puglia colpito dalle alluvioni di Marzo scorso: la messa in sicurezza ed i ristori dei danni subiti.
Abbiamo preso atto che per quanto i parlamentari, finanche della stessa maggioranza uscente, si siano prodigati, il Governo dimissionario non ha assicurato né la revisione della norma del decreto mille proroghe del 2011 per la parte concernente gli interventi in caso di calamità né emesso le prime ordinanza dovute pur in presenza di una dotazione finanziaria di 14m5 milioni di Euro per la Basilicata ed, ultimamente, di 1,5 milioni di Euro messi a disposizione della Regione Puglia.

domenica 16 ottobre 2011

Terrejoniche invita le Associazioni di Bari: incontriamoci il 17 Ottobre.

Alle Associazioni di Bari

Cari amici, il giorno 17 Ottobre, come potete vedere  dal comunicato sotto, 50 alluvionati del Ginosino saranno a Bari in presidio e per tenere un’incontro pubblico.
Siamo impegnati da quasi 8 mesi in una vertenza che rivendica i diritti ai risarcimenti e la messa in sicurezza del territorio. Diritti che riguardano tutti e non solo le persone colpite che stanno vivendo mesi drammatici attendendo risposte che non vengono.
Siamo un Comitato di base di cittadini sostenuti da una serie di associazioni, uno spazio di iniziativa e di azione democratica e ci piacerebbe incontrarvi e coinvolgervi.
Vi invitiamo all’assemblea delle ore 18 che terremo nella Sala Murat e/o a possibili incontri sia presso il presidio che presso le vostre sedi durante la giornata.
Vi preghiamo di dare la disponibilità contattando il numero 4366483882 (Gianni Fabbris) o rispondendo a questa mail
Nella speranza di incontrarvi, vi auguriamo buona domenica

Lunedì 17 Ottobre 2011: gli alluvionati tornano a Bari per dire ai cittadini Pugliesi ed alle istituzioni:
“Stiamo aspettando da 8 mesi di avere risposte, fuori casa, con le aziende ed i beni distrutti, il reddito perso, il territorio compromesso”
Basta con lo scaricabarile. Chi ha la responsabilità di dare risposte, le dia.

Serve uno scatto d’orgoglio delle istituzioni regionali, della politica e della collettività pugliese per dare risposte al territorio ed ai cittadini colpiti dalle alluvioni di Marzo
e per evitare nuove e più importanti sciagure.

 Una delegazione di circa 50 cittadini pugliesi alluvionati sarà a Bari il 17 Ottobre. In questi ultimi dieci giorni abbiamo tenuto diversi incontri in Puglia ponendo a tutti la stessa questione: uno scatto nell’iniziativa per dare risposte ai cittadini pugliesi ed ai territori colpiti dalle alluvioni di Marzo che rimangono senza risposte per i danni subiti e con il grave rischio di ulteriori danni per le prossime piogge vista l’assenza di qualsiasi iniziativa sul territorio-.
La questione che poniamo è semplice: il decreto milleproroghe entrato in vigore a alla  fine di Febbraio (due giorni prima delle alluvioni) stravolgendo la normativa impone che in caso di calamità “le Regioni si paghino i propri danni e che per farlo possono alzare le tasse ai propri cittadini”. Contro questo provvedimento diverse Regioni (fra cui la Puglia) hanno giustamente opposto ricorso alla Corte Costituzionale.
Lo stesso Comitato, che ha condiviso l’opposizione, si è fatto promotore di una iniziativa in sede istituzionale per modificare il decreto milleproroghe, il Parlamento ha votato una risoluzione unitaria all’unanimità ed è in corso una campagna rivolta al Presidente della Repubblica.
Nel frattempo, però, che succede? Possono i cittadini ed il territorio attendere che si risolva il contenzioso fra Regioni e Governo? Possono gli argini dei fiumi (sfondati in 7 punti fra la Puglia e la Basilicata) non essere ricostruiti? Possono le famiglie che hanno perso casa essere ospitate da amici o vivere in condizioni di fortuna? Possono le aziende danneggiate e quanti hanno perso il lavoro ed il reddito rivolgersi agli usurai per far fronte agli impegni in assenza di qualsiasi ipotesi di rimborsi?
Non si può andare avanti così: “Il decreto milleproroghe è legge, una legge che non ci piace e che dobbiamo cambiare ma è la strada di legge in vigore. Fino a quando non sarà cambiato va trovata una soluzione, non è possibile lavarsene le mani con lo scaricabarile fra le responsabilità del Governo e delle Regioni. Si può, legittimamente e come ha deciso la Regione Basilicata, decidere di non applicare le tasse ai propri cittadini ma va trovata la strada per dare risposte. Va trovata una mediazione ed un compromesso che metta in campo le volontà e le disponibilità di tutti. Va fatto subito e senza più continuare il balletto delle responsabilità”
Su questa sollecitazione abbiamo incontrato nei giorni scorsi la Regione Puglia (sia la Giunta che i Consiglieri), i Parlamentari, la Provincia di Taranto i Comuni interessati. A tutti abbiamo chiesto di prendere atto di un grande ritardo delle risposte in Puglia e della necessità di uno scatto di iniziativa.
Lunedì saremo a Bari per chiedere a tutti di mettere in campo tutta la capacità politica ed il peso istituzionale per trovare una soluzione, convinti che non ci siano più scorciatoie e nessuna indulgenza per quanti vogliano continuare a giocare al gioco del cerino acceso da lasciare nelle mani di qualcun altro. I cittadini ed il Comitato sapranno reagire ad ogni ulteriore tentazione dilatoria.

Questo il programma del 17 Ottobre

-          Ore 10-17 Presidio alla Stazione di Bari, volantinaggio, raccolta firme e mstra sui danni dell’alluvione
-          Ore 12 Press il presidio davanti alla stazione, incontro con la stampa
-          Durante la giornata una delegazione del Comitato terrà una serie di incontri con le realtà sociali ed i Partiti di Bari
-          Ore 18 Assemblea presso la Sala Murat. Hanno già dato l’adesione diversi parlamentari pugliesi, capigruppo e consiglieri alal Regione Puglia, il Presidente della Provincia di Taranto e diversi componenti dell’Amministrazione Provinciale, rappresentanti dei Comuni coinvolti
-           
Durante l’assemblea sarà portato un documento del Comitato con le proposte e saranno annunciate ulteriori iniziative in settimana

domenica 9 ottobre 2011

La situazione della vertenza in Puglia. Richiesta incontro urgente ai Capigruppo al Consiglio Regionale di Puglia

Ai Capigruppo al Consiglio Regionale di Puglia

Pregiati Consiglieri,
Lunedì 10 dalle ore 10 saremo in presidio davanti al Consiglio Regionale di Puglia per sottolineare la sostanziale assenza della Regione Puglia dalla vertenza che da 8 mesi sta cercando di dare risposte ai bisogni dei cittadini, delle istituzioni territoriali e del territorio nelle aree colpite dall’alluvione del Marzo scorso.
Vi chiediamo un incontro per poterci confrontare con voi e prospettare le proposte avanzate dal Comitato e condivise con i Comuni interessati, tutte le parti politiche e la Provincia di Taranto (oltre che le realtà lucane)
Saremo presenti fin dalle ore 9,30 con una delegazione di cittadini ginosini e terremo alle ore 11 una Conferenza stampa.
Vi invio di seguito  la lettera con cui vi chiediamo l’incontro, sperando vivamente di potervi incontare nella giornata di Lunedì, nei modi e nei tempi che si renderanno possibili dai vostri impegni.
Vi ringrazio fin d’ora  

domenica 18 settembre 2011

Invito ai parlamentari, alle forze sociali e politiche - 20 Marzo ore 18,30 . Assemblea al presidio di Piazza Montecitorio

Ai  parlamentari eletti nelle circoscrizioni di Puglia e Basilicata, invito a partecipare  alla manifestazione in Piazza Montecitorio per i diritti degli alluvionati
Ai Capigruppo al Senato ed alla Camera
Alle forze politiche

mercoledì 14 settembre 2011

Appello a partecipare alla Manifestazione "TOGLIETECI DAL FANGO"

Toglieteci dal fango
Roma. 20 Settembre 2011 Manifestazione per i diritti degli alluvionati

sabato 27 agosto 2011

Il Comitato per la Difesa delle Terre Joniche riceve un riconoscimento dal Ginosa Film Festival

Il Ginosa film festival premia con un riconoscimento il Comitato per la Difesa delle Terre Joniche durante la serata in piazza a Marina di Ginosa del 25 Agosto 2011. "Per aver sapeuto tenere alta l'attenzione sugli eventi del 1° e 2 Marzo scorso" si lgge, fra l'altro, nella motivazione.

mercoledì 10 agosto 2011

Lettera aperta a Vendola, Pelillo ed Amati

Questo il testo del messaggio (Lettera aperta) che Gianni Fabbris a nome del Comitato per la Difesa delle Terre joniche, dei sindaci e delle province presenti all’assemblea del 5 agosto scorso ha inviato al Presidente Vendola, agli Assessori Amati e Polillo e, per conoscenza, ai consiglieri regionali ed ai parlamentari di Puglia.

mercoledì 18 maggio 2011

Lettera al Comitato: siamo scesi dal campanile per giocarci la partita in campo.

Care e cari,
dopo 80 giorni di mobilitazione stiamo, finalmente ottenendo risultati. Non abbiamo ancora dato risposte (per la verità non tocca a noi darle) ma l'aver ottenuto una cabina di regia operativa ed un tavolo sulle emergenze finanziarie è, indubbiamente, un primo risultato che dimostra che ....si può fare!
Ho conosciuto in questi mesi di condivisione con voi molta rabbia, quasi disperazione ed ho visto lo sconforto, la depressione e la "furia" di chi non crede più in niente e, soprattutto, non vede più il futuro.
Al contrario, questa nostra esperienza, la nostra vertenza, ha un senso se guarda al futuro se ci da strumenti per pensare che possiamo farcela. Soprattutto ha un senso se saremo chiari fra di noi e con quanti guardano a noi: la posta in gioco è dare risposte immediate a quanti sono stati colpiti ed evitare che accadano nuovi disastri territoriali legati alla cattiva gestione del territorio e delle risorse.