Se quando c'è un'alluvione o un terremoto ....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

la solidarietà nazionale non interviene....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

... il territorio non è messo in sicurezza e i danni non sono risarciti....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

Come potranno le nostre comunità....

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

avere riconosciuti tutti gli altri diritti fondamentali? Difendiamo le terre joniche

Non ci fermeremo fino a quando non avremo il risarcimento dei danni e la messa in sicurezza del territorio

mercoledì 26 settembre 2012

Il Comitato si riunisce in assemblea.


Come annunciato nei precedenti incontri, i cittadini del Comitato TerreJoniche si riuniranno in pubblica assemblea, venerdì 28 settembre c.m. alle ore 19:30 a Ginosa Marina, per decidere le nuove forme di lotta da adottare vista la situazione di stallo che si è venuta a creare intorno alla vertenza alluvione.
La stampa tutta è invitata.

Segue locandina.





lunedì 17 settembre 2012

Di burocrazia non si può morire, dateci quanto deciso


Comunicato Stampa
DI BUROCRAZIA NON SI PUO’ MORIRE: SONO PASSATI 566 GIORNI DALL’ALLUVIONE DI MARZO 2011”.
Le nuove piogge che stanno per arrivare provocheranno disastri ben più gravi visto lo stato del territorio.
 Si è tenuta stamattina a Matera la Conferenza stampa indetta dal Comitato per la Difesa delle TerreJoniche indetta per sollecitare la spesa delle somme già disponibili per l'alluvione di Marzo 2011 (oltre 18 milioni di Euro per la Basilicata) e per chiedere di aprire il confronto su come recuperare le altre somme necessarie a soddisfare le esigenze di privati e del territorio.
Alla conferenza stampa hanno partecipato il portavoce del Comitato, Gianni Fabbris, ed una delegazione di agricoltori del Metapontino. “A 566 giorni dall’alluvione di marzo 2011 registriamo un intollerabile quanto assurdo stallo nell'applicazione delle misure già disponibili per rispondere alle emergenze delle alluvioni del Marzo 2011” ha commentato Gianni Fabbris illustrando il documento che, dopo la Conferenza Stampa, ha consegnato alla Dott.ssa Camerini della Prefettura di Matera chiedendo l'intervento urgente del Prefetto sia nei confronti del Governo Nazionale che della Regione Basilicata  (leggi la lettera inviata al Prefetto di Matera)
Il documento illustra lo stato delle iniziative in corso:
  1. a novembre 2011 il Governo nomina Commissario straordinario per l'alluvione (di 9 mesi prima) e gli assegna 2 compiti:
    - spendere 14,5 mln di Euro per la messa in sicurezza degli argini (di cui 7 rinvenienti dal Governo Nazionale e 7,5 messi a disposizione dalla Regione)
    - certificare quanti fossero stati i danni per valutare il fabbisogno finanziario degli interventi
  2. la Regione Basilicata, con sue iniziative dirette e provvedimenti a valere sulla programmazione regionale di spesa ha stanziato 3,7 mln di Euro per “primi provvedimenti” a favore delle aziende agricole e delle famiglie coinvolte dall'alluvione
Risultati rimasti in gran parte sulla ‘carta’ poiché nella realtà, nonostante il carattere di straordinarietà che gli interventi avrebbero dovuto avere, nulla di rilevante è stato ancora fatto e le iniziative assunte corrono il rischio di perdersi nei meandri di farraginosissimi iter burocratici.
“Non un euro è stato speso per la messa in sicurezza del territorio. Dei 14,5 mln destinati, 7 mln di euro stanziati dal Governo nazionale non sono stati ancora erogati, per cui non è possibile cantierizzarli mentre dei 7,5 mln di euro erogati dalla Regione Basilicata, destinati per lo più al ripristino degli argini, non un lavoro è stato avviato nonostante che il cronoprogramma prevedesse di dare avvio ai cantieri prima ad Aprile e poi a Luglio. Così pure non è arrivato un Euro alle famiglie ed agli agricoltori colpiti né quando ci sono già graduatorie che assegnano da mesi risorse (vedi CO.PRO.DI), né quando le graduatorie le attendiamo da mesi ed inspiegabilmente non si assumono (vedi la misura 126 del PSR). Se queste sono le premesse siamo fortemente preoccupati anche per il destino del milione di Euro per prevenire il fenomeno dell'usura con un intervento una tantum a favore di famiglie dell'area del cratere dell'alluvione. Provvedimento promesso il Primo Marzo dal Commissario De Filippo, adottato a metà Luglio, per cui sono state presentate le domande entro il 16 Agosto ma per cui non abbiamo certezze di soluzione rapida”.
Fabbris ha rivolto un appello forte alla Regione Basilicata, “cui pure diamo atto degli impegni assunti e delle misure adottate ma gli usurai, le banche e i fornitori, non si accontentano di promesse, servono i fatti ed oggi serve un urgentissimo scatto nell'applicazione delle misure. “Quanti sul territorio stanno presidiando il rapporto con i cittadini colpiti non possono farsi carico di qualsiasi compito, serve che ognuno faccia la sua parte” ha aggiunto Mimmo Prencipe a nome degli agricoltori alluvionati ricordando che le aziende sono ancora distrutte ed il territorio profondamente ferito.
Il Comitato oltre che a chiedere un intervento urgente al Prefetto, si è rivolto nella giornata di oggi ai parlamentari lucani chiedendo un intervento urgente per sbloccare i 7 mln di Euro del Governo Nazionale e proponendo una riunione operativa da tenere a Potenza entro la prossima settimana per valutare insieme, Regione Basilicata e forze parlamentari quale è il percorso per arrivare a mettere un punto sulle aspettative del territorio reperendo (e spendendo) ulteriori risorse sempre più necessarie per chiudere una ferita ancora aperta e sempre più dolorosa.
Entro la prossima settimana, si terrà l'assemblea degli alluvionati e del territorio per valutare lo stato delle risposte e decidere se e come riprendere ulteriori forme di pressione e di lotta.



Il Comitato scrive al Prefetto di Matera per chiedere un intervento urgente

Questo il testo della lettera consegnata stamattina alla Dott.ssa Camerini da parte di Gianni Fabbris portavoce del Comitato per la Difesa delle TerreJoniche. Nel testo si chiede un intervento urgente al Prefetto per ottenere che il Governo Nazionale invii al Commissario i 7 milioni di Euro stanziati e mai arrivati e perchè la Regione Basilicata spenda immediatamente le risorse a sua disposizione per la messa in sicurezza degli argini e per i primi interventi ai privati.

sabato 15 settembre 2012

Lunedì mattina conferenza stampa a Matera

 
Lunedì 17 Settembre ore 9, saletta delle Conferenze al piano terra della provincia di Matera
(nei prossimi giorni replichiamo a Taranto)

 
Basilicata: Sono passati 566 giorni dall'alluvione di marzo 2011:
i lavori di sistemazione degli argini non partono e le famiglie alluvionate non hanno avuto ancora un euro.
 
Riprendiamo la mobilitazione: quello che abbiamo conquistato sia messo in pratica.

giovedì 2 agosto 2012

4 Agosto 2012: Assemblea generale pubblica del Comitato per la Difesa delle TerreJoniche

Sabato 4 luglio 2012 ore 19:30 ci incontriamo a Marina di Ginosa nei pressi della Sala Parrocchiale.
Capiremo a che punto siamo e cosa ora bisogna fare per poter accedere al 1,2 mln di euro per la Puglia e 1 mln di euro per la Basilicata.
Vi aspettiamo numerosi. Grazie.

martedì 17 luglio 2012

17 Luglio 2012: Col/Azione al "No Triv"

Come era stato annunciato ieri e come Carmine Sgambato, stamattina un gruppo di Agricoltori lucani e Pugliesi si è dato appuntamento alle 7 al Villaggio Mattei per occupare un pezzo di terra incolta in quel territorio.
Mentre Giovanni, Vincenzo e Pietro (agricoltori della Val Basento) aravano una parte dei terreni con i loro trattori, su un camioncino con le insegne di Altragricoltura, della OLA, del Comitato TerreJoniche e del Coordinamento Notriv, interveniva Gianni Fabbris, coordinatore nazionale di Altragricoltura e portavoce del Comitato TerreJoniche, per spiegare il senso della azione.
“Oggi i contadini di questo territorio si riappropriano di tre ettari di terra incolta nel centro di un territorio fortemente compromesso dal fallimento delle politiche industriali e della chimica. Oggi affermiamo il diritto ad usare la terra in maniera socialmente giusta e sostenibile, per questo ce ne riappropriamo”.
Con i contadini che aravano almeno altri trenta agricoltori metapontino e ginosini ed i rappresentanti delle organizzazioni che si sono dati appuntamento a Pisticci Scalo per la due giorni NoTriv che, dopo aver fatto colazione con i prodotti offerti e preparati dalle donne di Altragricoltura, hanno contribuito alle operazioni di pulizia dell’area liberandone una parte da innumerevoli rifiuti (bottiglie, plastiche, pneumatici, metalli ed altro).
Fabbris ha ulteriormente spiegato: “Oggi prendiamo possesso di questo territorio e chiediamo formalmente alla proprietà (il Comune di Pisticci) di assegnarne l’uso ai contadini per rimetterlo in produzione. La richiesta è fatta da tutte le associazioni partecipanti alla due giorni Notriv che stiamo conducendo e punta a realizzare e sostenere un progetto di uso sociale ecologicamente compatibile. Altragricoltura presenterà il progetto di realizzazione di una fattoria didattica e di un centro sperimentale contadino sulle tecniche agronomiche ed ambientali per il riuso di aree ambientalmente compromesse come queste. Il progetto metterà insieme i saperi degli agricoltori e dei pastori, con la ricerca tecnica e scientifica e degli esperti di tutela ambientale, coinvolgendo le migliori esperienze scientifiche  e professionali del territorio. Una parte di questa area, sarà invece piantata con un frutteto con diverse specie arboree che verrà consegnato alla comunità del Villaggio Mattei perché lo possa gestire e godere, dopo essere stata bonificata e dopo aver verificato con analisi di laboratorio che la terra non sia compromessa” (un primo campione di terra verrà inviato già lunedì al laboratorio di analisi per le verifiche del caso).
Dopo aver preparato il terreno con un primo intervento (cui seguiranno altri e ben più importanti lavori per la messa in produzione) il presidio dei contadini e delle associazioni presenti ha compiuto un ultimo atto fortemente simbolico ma molto concreto: un trattore con una trivella (su cui era esposta la bandiera NOTRIV) è entrato nell’area ed ha realizzato una buca di circa 70 cm in cui è stato messo a dimora un ulivo selvatico su cui, successivamente, saranno innestate varietà di produzione olearia della nostra tradizione territoriale. Mentre  la messa a dimora della pianta fra i contadini presenti veniva osservato “SITRIV, queste sono le trivelle che ci piacciono, quelle che ci portano vita e risorse e non quelle che ce le sottraggono per arricchire multinazionali e speculatori lasciandoci solo danni ambientali e qualche mancia insignificante con cui vorrebbero compraci le coscienze”. La messa a dimora della pianta d’olivo, la ha realizzata il rappresentante delle Associazioni della Lombardia presente alla 2 giorni NoTriv commentando: “Insieme ad un piccolo pezzo di terra in Val Susa, adesso, ho anche una pianta d’Olivo in Basilicata, un bel modo per segnare l’unità delle lotte per la difesa della terra ed un altro modello economico ed ambientale per il territorio e le nostre comunità”
L’assemblea NoTriv ha assunto, fra le sue conclusioni, il progetto di realizzare il Centro Contadino Sperimentale e la fattoria didattica come il primo esempio concreto per tutto il nascente movimento di legare la critica e la proposta alle pratiche concrete di modelli e percorsi alternativi alla gestione del territorio.
Alla fine della mattinata il Sindaco di Pisticci, Vito Di Trani, venuto a salutare i partecipanti all’assemblea ha ricevuto la comunicazione dell’occupazione da Gianni Fabbris con cui ha fissato un appuntamento nei prossimi giorni per discutere il da farsi.

Dopo l'Azione la ...Colazione

domenica 15 luglio 2012

15 Luglio 2012: il Comitato aderisce alla manifestazione "No Triv"

Parla Carmine Sgambato a nome di tutto il Comitato
Il Comitato TJ e l'Associazione TJ a.p.s. hanno aderito alla manifestazione nazionale No Triv contro le trivellazioni di gas e petrolio in terra e mare deliberato dal governo Monti nell'art. 16 del decreto "Crescitalia".